My ultimate idol
[ovvero: sto erigendo una statua di pongo in cameretta per quest'uomo! grazie! bravo! ti voglio tanto bene!]
Enzo Rossi ha passato un mese come i suoi dipendenti
e dopo quest'esperienza ha deciso di dare aumenti a tutti
Industriale vive da operaio "Il 20 avevo già finito i soldi"
"L'ho fatto anche per le mie figlie, che non hanno mai provato privazioni"
dal nostro inviato JENNER MELETTI
Enzo Rossi
CAMPOFILONE (Ascoli Piceno) - Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore della pasta all'uovo Campofilone, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che "è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri".
Signor Rossi, per caso non sarà comunista?
"No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l'opposizione".
Perché allora questo mese da "povero" e soprattutto la decisione di aumentare i salari a chi lavora per lei?
"Perché stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare".
Aveva bisogno davvero di provare a vivere con pochi soldi? Non poteva chiedere a chi è costretto a farlo, senza scelta?
"Certo, sapevo come vivono le donne che lavorano per me. Ma ho fatto questa esperienza soprattutto per le mie figlie, che non hanno mai provato le privazioni. Ho voluto fare toccare loro con mano come vivono la grandissima parte delle loro amiche".

Come si è svolto l'esperimento?
"E' stato semplice. Io mi sono assegnato 1.000 euro, e altri 1.000 sono arrivati da mia moglie, che lavora in azienda con me. Duemila euro per un mese, tante famiglie vivono con molto meno. Abbiamo fatto i conti di quanto doveva essere messo da parte per la rata del mutuo, l'assicurazione auto, le bollette... Con il resto, abbiamo affrontato le spese quotidiane. Il risultato è ormai noto: dopo 20 giorni non avevamo un soldo. Mi sono vergognato, anche se ero stato attento a ogni spesa. Sa cosa vuol dire questo? Che in un anno intero io sarei rimasto senza soldi per 120 giorni, e questa non è solo povertà, è disperazione".
Signor Rossi, lei è mai stato povero?
"Sì, anche se ero già un piccolo imprenditore. Nel 1993 - erano già nate le mie figlie - ho dovuto chiedere soldi in prestito agli amici per mantenere la famiglia. Non mi vergogno a dirlo, tanto quei soldi li ho restituiti. E' anche per questo che nell'esperimento ho coinvolto la famiglia. Volevo che le mie figlie vivessero in una famiglia con pochi mezzi, per trovare difficoltà e provare a superarle".
Il momento peggiore?
"L'ultimo giorno, quando ho deciso di arrendermi. Entro nel bar con 20 euro in tasca, gli ultimi. Sono conosciuto in paese, siamo 1.700 abitanti in tutto e gli imprenditori non sono tanti. Mentre entro un pensiero mi fulmina: e se trovo sei o sette amici cui offrire l'aperitivo? Non ho abbastanza soldi. Ecco, ci sono tanti operai che, quando tocca il loro turno, debbono pagare da bere agli altri, perché non è bello fare sapere a tutti che si è poveri. Sono in bolletta e non lo dicono a nessuno. In quel momento ho pensato: tanti di quelli che sono qui sono poveri davvero e non per un mese. Mi sono sentito come quando sei immerso in mare a 20 metri di profondità e scopri che la bombola è finita".
Il pastificio di Rossi
E allora ha deciso di aumentare i salari.
"E' il minimo che potevo fare. Secondo l'Istat, il costo della vita è aumentato di 150 euro al mese. Per quelli come me non sono nulla. Per gli operai 150 euro al mese in meno sono quasi 2.000 all'anno, e questo vuol dire non pagare le rate della macchina o non comprare il computer al figlio. E poi, lo confesso, io ho aumentato i salari anche perché sono un egoista. Secondo lei, come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne che preparano la pasta sono la fortuna della mia azienda. E' giusto che siano ricompensate".
Se aumenta gli stipendi, vuol dire che l'azienda rende bene.
"Nel 1997, quando ho preso il pastificio Campofilone, il fatturato era di 90 milioni di lire. Quest'anno arriveremo a 1,6 milioni di euro. Da due anni le cose vanno davvero bene, e mi posso definire benestante. Non è giusto che sia solo io a goderne. Il valore aggiunto derivato dalla trasformazione della farina e delle uova deve portare benefici sia ai contadini che mi danno la materia prima che ai lavoratori della fabbrica".
Come l'hanno presa, i suoi colleghi industriali?
"Mi sembra bene. Alcuni mi hanno telefonato per sapere se l'aumento di 200 euro è uguale per tutti e altre cose tecniche. Forse vogliono imitarmi e questa è una cosa buona. Io ho spiegato che sarebbe giusto non fare pagare alle aziende i contributi relativi a questo aumento. Se il governo capisce (mi ha telefonato anche Daniele Capezzone, della commissione imprese) l'idea di prendere ai ricchi per dare ai poveri non resterà soltanto un manifesto".
(21 ottobre 2007)
Posso dirtelo?! Mi fai schifo, merdaccia!
Vorrei tanto poterti vomitare in faccia...solo pochino! daiiiiii, perfavòòòòreeeee!
Da Repubblica.it
L'INTERVISTA.
"Ho pagato e non mi pento: questo è il paese dei furbi"
Parla uno dei giovani baresi coinvolti nell'inchiesta: "Solo un aiutino"
di GIULIANO FOSCHINI
Un'aula della facoltà di medicina di Bari
BARI - Lui ha pagato. "Non so quanto, questo chiedetelo a mio padre. Ma vi assicuro che ho studiato. Quell'esame l'ho superato per merito soprattutto. Certo un aiutino...".
[merdoso figliodipapà, talmente cacasotto e ignorante da fare pure finta di non sapere!]
I messaggini sul telefono con le risposte giuste le sembrano un aiutino?
"Chi nella sua vita agli esami, ai compiti in classe, non ha copiato una volta o almeno ci ha provato? Avanti, provate a dirmelo. Rispetto a prima sono cambiati soltanto i metodi: prima c'erano le fisarmoniche, i libri piccolini, le fotocopie. E ora ci sono i telefonini. Non capisco perché la gente si scandalizza".
[primo, dire "lo fanno tutti" non è una difesa. secondo: è GRAVISSIMO perché le testedicazzo come te vogliono diventare DOTTORI e giocare a dio con la vita della gente, che magari non ha i soldi di papino per pagarsi le cliniche private! figlioditroia!]
Antonio (non si chiama così) è uno dei cinquanta sospettati dalla procura di Bari nell'inchiesta sui test d'ingresso all'Università di Bari. L'esame lo ha superato. Ma la sua prova dovrebbe essere annullata.
"Non esiste".
[pulisciti la bocca con l'acido muriatico prima di parlare, coglionazzo! ti hanno sgamato, ciccioculone! tiè!]
Come, scusi?
"Io non ho fatto niente di male e quindi io mi sento a tutti gli effetti uno studente dell'Università di Bari".
[bhuahuahuahuahuahuahua! sentiti la merda senza palle che sei, rottinculo! dovrebbero bandirti da qualunque aula di qualunque edificio dell'universo, viziatello dimmèrda!]
Lei ha barato.
"Ho fatto quello che si è sempre fatto durante un esame. Niente di più, niente di meno".
[gnègnègnè gbnègnègnè...così ci sei arrivato all'università!? complimenti! spero che ti investa un camion pieno di tori da monta vogliosi mentre stai attraversando per andare al pronto soccorso a farti medicare un'unghia rotta...]
Ma come: le centrali operative, gli auricolari bluetooth, le staffette...
"Quelle sono le esagerazioni dei giornali. Semplicemente i tempi avanzano e noi ci adeguiamo con le tecnologie. Ma ripeto, non mi va di passare come un analfabeta. Mi sono diplomato con un ottimo voto, ho studiato come un pazzo per cinque anni e quest'estate con il professor Pollice anche. Nessuno mi ha regalato nulla".
[mmmhhh...aspetta, forse che forse che dimentichiamo papino?! o devi fargli un pompino per ogni monetina che mette nel tuo salvadanaio a porcellino!?]
Perché se era così bravo ha pagato?
"Io ho pagato le lezioni private, non per superare l'esame. Nessuno mi ha garantito di essere promosso, se fossi stato bocciato nessuno avrebbe restituito a mio padre quel denaro: certo, le percentuali erano alte. Si sa che chi segue i corsi di Pollice ce la fa quasi sempre. Ma perché è preparato. Non per altro".
[oh! povero papino! investimento sbagliato?! ma se non se n'è reso conto frequentandtoi tutti i giorni, anche lui non deve essere tanto sveglio, temo...e quello che mi fa venire voglia di metterti le mani al collo è che tu pensi che TE LO MERITI! calcinculo da qui alla morte, ti meriti, minchionauta che non sei altro!]
Quando ha cominciato a studiare per il test?
"A fine aprile, i primi di maggio. Dovevo preparare anche gli esami di maturità e la chimica, la fisica, servono sempre. Non erano lezioni individuali ma di gruppo. Ci vedevamo una, io anche due volte alla settimana".
[e allora perché hai pagato, se sei così bravo?! c'è qualcosa che non torna, cazzaro!]
Che facevate?
"Seguivamo le lezioni. Preparavamo i test con le simulazioni. Studiavamo molto anche a casa, non sono mai stato così tanto sui libri in vita mia. Sono bianco: se bastava pagare avrei passato l'estate a Corfù con i miei amici, e non in un villaggio a Polignano".
[poooooveriiiiinoooooooo! ha pure rinunciato a corfù, lui! ma si può petendere tanto da un adolescente?!]
Un secchione.
"No, ma nemmeno un delinquente".
[ah, e tu come chiameresti un dottore che ti opera senza esserne in grado e magari ti rovina per sempre?! amico del cuore?! ah, già, dimenticavo: tu hai i soldi di papino per assicurarti che non accada...mica vai negli ospedali pubblici, tu!]
Lei ora potrebbe essere indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Cosa dirà agli investigatore quando sarà interrogato?
"Che non ho fatto niente. E se insistono mi avvarrò della facoltà di non rispondere, si dice così, no?".
[bravissimo! scuola wanna marchi. complimenti per i tuoi modelli di vita. minchionazzo!]
Lei aveva il telefonino?
"Sì".
Non si può, è vietato.
"Non hanno le prove. Nessuno mi ha scoperto".
[fottiti, lardelloso puzzone!]
Potrebbe essere stato intercettato.
"Forse no".
[potresti essere colpito da un pianoforte a coda che precipita per errore dal quinto piano sulla tua testa. il karma fa strani scherzi, alle volte...]
Aveva cambiato la scheda e anche il telefonino?
"Questo non lo posso dire".
[papino non vuole?! ce l'hai già in rubrica il numero dell'avvocato taormina?!]
Ma non si sente in colpa nei confronti dei suoi colleghi? Avete giocato la stessa partita ad armi impari: che gusto c'è a vincere così?
"Ho vinto perché ero più preparato. E forse perché sono stato più furbo. Questo è il paese dei furbi".
[ammazzati, coglione! non hai vinto niente. e il paese dei "furbi" lo fanno proprio le merdacce come te e tutti quelli con cui ti ritroverai reincarnato in zingaro rom nel bel mezzo di una riunione di lega, an, fiamma e msi nella prossima vita. ti auguro di non realizzare mai niente di ciò che desideri, merdanelcervello che non sa manco dire "ho sbagliato". sono le testedicàzzo come te che stanno rovinando questo paese e questo pianeta. ai lavori forzati devi passare le estati che ti rimangono prima di morire di sifilide, cirrosi, herpes e aids dimenticato da tutti in un bordello di calcutta, ignorantedimmèrda!]
[grazie. scusate ma mi serviva uno sfogo dopo aver letto tanta impunità. adolescentidelcàzzo. fanculo!]
(
13 settembre 2007)
dal corriere.it,
con la solita abbondante dose di amore e presunzione d'innocenza come se piovesse...
In 2 hanno raccontato che all'epoca delle presunte molestie erano minori
Don Gelmini, 50 le denunce per abusi
Le accuse da ex ospiti della sua comunità. Sospetti su pressioni per ritrattare. Si allunga la lista delle testimonianze
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ROMA — È come se avessero preso coraggio all'improvviso, trovando la forza di rivelare segreti fino ad allora apparsi inconfessabili. Sono una cinquantina le persone che durante l'estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini. Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati.
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Don Pierino Gelmini (Ap)
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La maggior parte si è presentata spontaneamente davanti al pubblico ministero di Terni. Ha ripercorso episodi di tanti anni fa che, hanno detto in molti, «mi hanno cambiato la vita». Due di loro hanno raccontato di aver subito abusi dal fondatore della comunità «Incontro» — che assiste i tossicodipendenti in programmi di recupero — quando erano minorenni. Non c'è ancora una nuova contestazione formale, ma se queste dichiarazioni trovassero conferma, la posizione del prete già indagato per violenza sessuale, potrebbe aggravarsi. Perché si tratterebbe di episodi di pedofilia e dunque un reato diverso da quello finora ipotizzato nei suoi confronti.
LE INDAGINI — I magistrati procedono con cautela, sanno bene che in casi del genere ci può essere una sorta di suggestione, talvolta anche un desiderio di rivalsa. Ma sanno anche che i collaboratori più stretti di don Gelmini si sono attivati per convincere alcuni giovani a ritrattare. In almeno due casi avrebbero cercato di incontrare chi aveva presentato la denuncia, avrebbero offerto soldi e favori per tentare di mettere tutto a tacere. E questo ha naturalmente contribuito a confermare il quadro accusatorio già delineato dai pubblici ministeri. Al fascicolo gli investigatori della squadra mobile di Terni hanno allegato decine e decine di intercettazioni telefoniche che mostrerebbero questa volontà di alcuni operatori della comunità di favorire don Gelmini. La voce del prete si sente raramente nei colloqui. Ad ascoltare le registrazioni sembra che ad occuparsi della vicenda siano i responsabili della sua segreteria. Sono loro a tenere i contatti con chi accusa, a tentare di far cambiare idea a chi ha fatto riaffiorare i ricordi. I magistrati hanno già verificato una trasferta a Torino di uno di loro che sarebbe stata organizzata per incontrare in carcere due giovani detenuti che erano stati tra i primi a presentare denuncia. Ora si va avanti. Il primo accertamento da svolgere per verificare i nuovi verbali riempiti nelle ultime settimane riguarda il periodo di permanenza di ogni giovane all'interno della comunità. Poi bisogna verificare che tipo di legami avessero con il fondatore, se ci siano stati problemi, quali siano stati i rapporti successivi. Sembra che in alcuni casi gli episodi raccontati siano molto circostanziati, che alcuni abbiano anche indicato testimoni in grado di confermare le proprie dichiarazioni. Soltanto al termine dei nuovi controlli, il magistrato deciderà eventuali provvedimenti. A metà agosto era circolata voce che potesse essere richiesta al giudice per le indagini preliminari una misura interdettiva per impedire un eventuale inquinamento delle prove. In realtà erano in corso altri riscontri e proprio in questi giorni si starebbe rivalutando la possibilità di sollecitare un pronunciamento del gip.
LA DIFESA — Inizialmente erano sei le persone che avevano raccontato le violenze. Uno ha narrato fatti risalenti al 1993, ha detto di essersi anche confidato con don Mazzi quando si è trasferito nella sua comunità. Il sacerdote ha confermato di aver ricevuto quelle confidenze, di aver consigliato al giovane di rivolgersi ad uno psicologo, di aver continuato ad aiutarlo prima di perdere le sue tracce. «Mi accusano — si era difeso don Gelmini — perché li ho allontanati dalla comunità. Alcuni di loro erano stati scoperti a compiere reati e sono stati cacciati. È la loro vendetta. Sono innocente e dunque resto assolutamente tranquillo. Porto la croce e prego per loro». Aveva anche attaccato la lobby ebraica e la massoneria come ispiratrici «di questa campagna diffamatoria contro di me» e ciò aveva spinto il suo avvocato Franco Coppi ad abbandonare la difesa. Ma poi la lista si è allungata, altri tre ragazzi sono usciti allo scoperto dopo aver saputo che era stata avviata un'inchiesta. E con il trascorrere delle settimane le denunce sono diventate decine. Adesso è possibile che don Gelmini decida di farsi nuovamente interrogare per continuare a respingere quelle che ha sempre definito «fantasie».
Fiorenza Sarzanini
11 settembre 2007
Larry Craig, repubblicano, in un bagno dell'aeroporto di Minneapolis
ha fatto piedino ad un poliziotto in borghese. Arresto e multa di 500 dollari
Usa, scandalo sessuale a Washington
senatore antigay molesta un agente
L'autodifesa: "Ho sbagliato a farlo, volevo levarmi di torno la stampa che mi stava alle calcagna"
La foto segnaletica del senatore Larry Craig
NEW YORK - Nuovo scandalo sessuale a sfondo gay a Washington, e ancora una volta sul banco degli imputati è finito un politico repubblicano: il senatore dell'Idaho Larry Craig, noto per le sue idee anti-gay, è stato arrestato in un bagno pubblico dell'aeroporto internazionale di Minneapolis per aver abbordato un poliziotto in borghese. L'episodio risale a giugno e in agosto il senatore si è dichiarato colpevole di condotta disordinata. "Ho sbagliato a farlo, volevo levarmi di torno la stampa che mi stava alle calcagna", ha detto oggi Craig, 62 anni, una moglie e tre figli adottati.
"Non ho fatto niente di male", ha proclamato il parlamentare a Boise, la capitale dello stato ultra-conservatore che lo ha eletto per tre volte al Senato di Washington. "Non sono gay, non lo sono mai stato", ha detto dopo che il giornale di Capitol Hill 'Roll Call' lo aveva ieri messo alla berlina costringendolo a dimettersi dal comitato per l'elezione dell'ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney alla Casa Bianca. La vicenda ha messo in grave imbarazzo il partito della Casa Bianca: la leadership repubblicana del Senato ha chiesto oggi una commissione di inchiesta etica sul caso.
L'11 giugno scorso un poliziotto in borghese stava sorvegliando un bagno maschile sospettato di esser teatro di attività sessuali gay quando Craig è entrato, si è seduto nel bagno accanto a quello dell'agente e gli aveva fatto 'piedino' da sotto la parete divisoria. Il senatore era stato immediatamente arrestato. "Lei non sa chi sono io", aveva detto il parlamentare mostrando il tesserino del Senato e denunciando "il completo malinteso". Il poliziotto non aveva fatto marcia indietro. Il senatore era stato poi rilasciato e condannato a una multa di 500 dollari e a dieci giorni con la condizionale. Per Craig e per il suo partito l'imbarazzo oggi è totale.
Il Washington Post e il giornale dell'Idaho The Statesman sono andati a ripescare vecchi incidenti: nel 2006 un attivista gay, Mike Rogers, aveva accusato il senatore di incontri sessuali con uomini nei bagni della stazione della capitale. Il portavoce di Craig ha definito la storia "completamente ridicola".
Ad aggravare lo scandalo è la facciata 'benpensante' del parlamentare. Craig è stato tra i crociati repubblicani che si oppongono a concedere diritti civili agli omosessuali, dal matrimonio al servizio militare, e aveva addirittura votato contro l'inserimento della violenza omofoba nella legge sui crimini dettati dall'odio, dall'intolleranza e dal razzismo.
Non è la prima volta che un parlamentare repubblicano finisce nei guai per uno scandalo gay: l'anno scorso l'amicizia particolare con alcuni stagisti del Congresso era costata la carriera al deputato della Florida Mark Foley. E non è neanche il primo episodio che vede l'ala 'benpensante' del partito di Bush nei pasticci per affari di 'buoncostume': in primavera Randall Tobias, lo 'zar' della castità dell'amministrazione e vice di Condoleezza Rice per gli aiuti all'estero, si era dimesso di punto in bianco dopo esser stato coinvolto in un giro di squillo di lusso.
(
28 agosto 2007)
SATIRA FONDAMENTALE vs FONDAMENTALISTI DI CUI FAREI VOLENTIERI A MENO
A giudicare da quanto scrivo su queste pagine virtuali e ipertestuali, si direbbe che il mio nemico numero uno sia diventato il Papa [mioddìo, che dirà Giuliano Ferrara?!] e che, di conseguenza, io sia diventata un'anticlericale coi controfiocchi [mioddìo, che dirà mia nonna?!].
E in effetti non mi sento, in coscienza, di negare nessuna delle due ipotesi.
Ma sarà colpa mia, se mi sveglio la mattina a polemiche già infuocate e dopo che fiumi d'inchiostro sono già stati sparsi da acuti corsivisti, pro o contro la satira sul Papa di cui sopra? E tutto questo baillamme perché il buon Padre Georg [il cui nome, tra l'altro, a me non è nuovo solo grazie alla Littizzetto, e dunque forse alla stessa satira che papé satan, papé satan aleppe!] ha chiesto di mettere fine a questo scempio, perché non è proprio cosa, diamine!, non si può mica prendere per il culo il Papa! e le suorine si sono sentite offese, così come i porporati, accendendo la televisone e trovandosi di fronte a cotanto spettacolo.
Saranno proprio sbottati, poveracci!, mi dico, dato che fino ad oggi hanno trattenuto tante reazioni analoghe, che sicuramente hanno fatto prudere le mani e le lingue alle gerarchie vaticane e a qualche manipolo di oratoriani.
Ad esempio, come non sentirsi offesi se, accendendo il televisore, ci si trova faccia a faccia con il fondoschiena [e le opinioni] delle avvenenti e denutrite partecipanti dell'Isola dei Famosi?! Come non sentirsi turbati dalle scene [e dalle opinioni] porno soft cortesemente offerte a tutte le ore dalla Pupa e il Secchione, in diretta, in replica o in versione solo per maggiorenni? Come non desiderare di spaccare il video, quando senti che, la prima volta che Sgarbi dice qualcosa di sensato, dando cioè della fascista a una fascista [che però sembra stupita di sentirselo ricordare in un contesto sgallettevole. Mi spiace, Alessandra: sei fascista. Così decidesti, anni addietro, e anche se è una scelta che causa conati di vomito ai più, brava, vai avanti che chi si ferma è perduto, dice il nonno], viene zittito perché la televisione non è certo posto per dire quelle cose? Come non avere un sussulto ogni volta che Platinette sfoggia una parrucca e strilla un'opinione nuova? Come non desiderare un espatrio immediato, a fronte di trasmissioni come Buona Domenica e l'analogo della Rai, che infatti, se non sbaglio, per i livelli oltraggiosi di volgarità gratuita raggiunti sono stati anche oggetto di pesanti richiami da parte delle istituzioni preposte?!
Bene, la mia teoria è semplicemente la seguente: in un panorama televisivo che, dall'avvento delle televisioni commerciali che hanno sdoganato le culotettòne di Drive in e hanno sepolto per sempre il modello educativo della tv delle origini, fa schifo, non ha nessun senso finire per prendersela con la satira. Se il paese è carente in fatto di moralità e vecchi, sani valori di una volta [ragazzini che si nascondono dietro le manifestazioni più superficiali di ideologie a stampo nazi-fascista per giustificare le proprie sordide, orride pulsioni di dominio e violenza su un indifeso, un buono, un debole; gente che si ammazzano l'uno con l'altro per gelosia, per due euri, per un parcheggio o per un'opinione sgradita; consumismo sfrenato, incentivato da tutto ciò che passa per lo stupido schermo e fa subito moda, subito must, come I must have it!; soldi che vengono sperperati nei modi più stronzi mentre ce ne si sbatte altamente di chi avrebbe bisogno; gente che gli frega solo di avere il SUV grande, grande, ancora più grande, magari a castello, così gliela faccio vedere io, chi sono, a quegli altri coglionazzi con le utilitarie!; evasori fiscali che si litigano con gli intercettatori telefonici nascondigli in ogni piaga della società, e sono tante!], perché deve sempre finire che quel che dà più fastidio è la SATIRA, che è anche critica, a ben pensarci, e dunque fa forse paura?
Siamo ancora al tempo di gioca coi fanti e lascia stare i santi?!
E dove cavolo è Calderoli, quando c'è bisogno di lui e delle sue magliette per difendere la libertà di parola contro quei fondamentalisti degli altri Paesi che vogliono importare qui con la forza la loro cultura retrograda e che ci vogliono tutti zitti e, magari, col velo come le donne in chiesa di una volta?!
Piccole civiltà crescono
Come se un altoatesino pretendesse di spiegare a un pescatore a che ora è meglio uscire in mare e cosa fare se il tempo minaccia burrasca.
Come se una persona che odia gli animali si mettesse in testa di dare consigli a chi possiede un cane su come alimentare e far divertire il proprio amico a quattro zampe.
Come se un obeso fosse considerato un autorità in materia di nutrizione e attività fisica,
ecco che il papa se ne esce di nuovo con uno dei suoi assurdi dettami sulle unioni di fatto [i pacs, che la chiesa non riconosce né ha intenzione di farlo] e i matrimoni [quelli religiosi, uno dei business, I suppose, più lucrativi per santa madre chiesa].
Senza considerare la beneagurante consonanza tra l'acronimo per i patti di convivenza civile e la pace latina tanto auspicabile per il gregge della santa madre di cui sopra, probabilmente perché il tema non è così caldo nell'agenda di Benedetto XVIII, la cosiddetta civiltà occidentale dimostra per l'ennesima volta tutta la sua inciviltà.
Se a qualcuno non fosse bastato che si siano già proclamati suoi paladini dei cavalieri senza macchia e senza paura della risma di Buttiglione e Pera, Oriana Fallaci e Giuliano Ferrara, Borghezio e Calderoli [ma questo, ormai, è sparare sulla Croce Rossa, ahi ahi], ecco che un uomo che ha fatto del celibato la propria scelta di vita ricomincia a tentare di infilarsi sotto le lenzuola degli italiani che, invece, il sesso lo fanno. E magari pure come e con chi pare a loro.
Il punto, stavolta, è che mi piacerebbe, ora che forse abbiamo voltato pagina davvero e magari un paio di passettini avanti – anche piccoli, eh!- ci accingiamo a farli, mi piacerebbe che imparassimo ad accettarci l'un l'altro, che usassimo la religione come dottrina che ci consenta di elevare le nostre anime e non come croce di ferro da sbattere sulla testa di chi non ci piace, come dei bambini antipatici che pretendano di dettare tutte le regole del gioco perché siamo a casa loro.
Questi poveri omosessuali, ad esempio, ma li vogliamo lasciar vivere in pace, santiddìo?!
Come cazzo è possibile che in Italia sia lecito essere gay solo se si lavora nella moda e si parla come checche isteriche o se si va in tivù a dare agli etero lezioni di gusto nel vestire, nel mangiare, nell'arredare casa e nel comportarsi? Se un gay fa l'insegnante, magari proprio di tuo figlio [risata satanica a seguire], è subito scandalo. Se invece fa l'architetto, tutto occhei, purché, però, indossi giacche rosa porcellino e ridicole sciarpine di seta.
Gay macellaio? Mai visto uno. Fiorista? Questo mi sembra giusto. Ministro? Come siamo caduti in basso, signoramìa! Comico televisivo che si veste da donna ma nega a oltranza di averne i gusti? Oh, certo che sì! Anche lui ha il diritto di esprimersi, no?!
Nell'opinione comune, il gay deve far ridere gli altri, i “normali”, e dev'essere, soprattutto, ben riconoscibile rispetto al resto del mondo, cosicché i maschi quelli veri possano dar loro dei “diversi” con tutta la politeness possibile, senza temere minacce alla propria virilità.
E allora, ecco che davanti a “Will e Grace” ci sentiamo tutti di farci una risata, se capita. Tutti assistono con piacere a baci - e - tutto - quel - che - scappa di lesbo, su questo non ho dubbi, che siano film, video musicali, succosi live show o manga giapponesi. Ma quanti uomini hanno avuto il coraggio, invece, di commuoversi per il famoso film sui cowboy di Ang Lee?
D'accordo, abbiamo bisogno di esorcizzare. Non si capisce perché, ma dobbiamo riderci sopra finché non ci passa il terrore per questa diversità, che poi, riferita a una parola che inizia per omo-, mi suona linguisticamente paradossale.
Insomma, siamo ancora a “Mamma li culi!”, pardon my french.
E non sarebbe ora di andare avanti, invece? Fare un bel gesto forte e deciso, un passo che dimostri al mondo intero che non solo Zapatero può stare con i gay senza temere di sembrare meno uomo, ma anche il nostro Prodi, il nostro Bertinotti, il nostro futuro ministro della Cultura?
Allora, io faccio la mia modesta, modestissima proposta.
Mi accontenterei, per capire che l'Italia si sta sforzando di cambiare, di sprovincializzarsi e sbigottizzarsi, che per le prossime “Vacanze di Natale” i Vanzina lasciassero libero il povero De Sica, povero, povero ragazzo, che è evidentemente frustrato e compresso in ruoli che non gli appartengono, e gli cercassero un ingaggio, per una volta, in un film serio. Un film alla “Fragola e Cioccolato”, per intenderci. Un film in cui non fosse obbligato a fingere interesse per quello che sta sotto le sottane delle donne che, daiccàzzo, non ci crede nessuno!
Basta fargli toccare tettone rifatte! Basta infilarlo sotto le lenzuola della moglie del ministro in tenuta sadomaso! Che la smetta, per favore, di fingersi l'arrapato sciupafemmine da villaggio vacanze, unico ruolo in cui lo si è visto dagli anni '80 ad oggi, e inauguri una nueva hola.
Chissà mai che, seguendo il suo esempio, tutti quei personaggi pubblici che hanno i suoi stessi gusti si sentano liberi di girare per le strade del nostro Bel Paese mano nella mano con i loro compagni, lasciando a loro volta libere le loro povere mogli palliativo di girare con qualcuno che le trovi sexy sul serio. E non solo per convenienza sociale.
E se poi di queste mogli non sapremo che fare, allora sì che sarà il momento di rivolgerci a Benedetto XVIII per chiedere conto dei danni che una certa gestione ipocrita e maneggiona della politica ecclesiastica ha causato alla società.
Allora sì che la sua opinione la ascolterei volentieri, ma per adesso, per favore, crede di essere in grado di lasciarci vivere e scopare in pace?!
la letterina...
Esimio On.Calderoli,
mi rivolgo a Lei fiduciosa di ricevere un po' della Sua Preziosa Attenzione, in quanto La considero il Referente Numero Uno nel panorama nazionalcontemporaneo in relazione a questioni di:
- Libertà,
- Espressione,
- Satira
- e
- Libertà di Espressione e di Satira.
Mémore del Suo Passato Meritorio Impegno relativo all'ironia sulle religioni,
al Suo Illuminato Spirito di "E facciamoci una risata, Porcocazzo, invece di prendere tutto susssério, ecchissaràmaistodiovendicativo, cosìmportante e cosìmenoso, che fa tutte 'ste storie solo per una battuta innocente, solo per una VIGNETTA, per un Forattini dei Paesi Bassi, essù, eddaje, non prendiamoci così sul serio, eddajeddài!"
Le rivolgo il mio accorato appello certa di trovare in Lei il mio Paladino Azzurro.
Anzi, Mi Scusi, Verde, per lo sdoganamento, anche nel nostro Paese
[noto in alcuni ambienti con l'affettuoso e goliardico appellativo di " Er cortilétto dèr Papa"]
di un cartoon satirico di cui per oggi abbiamo saputo solo per sentito dire,
che, pare, ritragga il Santo Padre come un bambinone anziano che si diverte a far impazzire i suoi sottoposti,
io penso le guardie svizzere -
che, diciamocelo tra noi padani,
chi, potendo, non cisiddivértirebbe un po' a sfotterli,
quegli svizzerotti rincojoniti, eh?!-
i cardinali come succhiasangue assetati di potere e le monache...
le monache...
uhmmm...le monache non mi ricordo!
...vede?!
questi sono i primi effetti della SATIRA PREVENTIVA!
mi si sta già bruciando la memoria a breve termine rivolta al futuro!
cheddànni!
che ingiustizie verso le nuove generazioni a cui è precluso il diritto di ridere, di dissacrare, di usare la capacità critica...
e tutto questo,
mi dica Lei, lo sa
perché?!

Per il bigottismo e l'oscurantismo della curia,
per quei retrogradi rimasti al tempo dell'inquisizione e della caccia alle streghe,
per quella gentaglia che ostacola la normale libertà di pensiero, di espressione e di opinione
di una società MATURA e CIVILE come quella italiota!
e tutto questo, On. Calderoli,
e questo soprattutto mi trafigge il cuore,
im-pu-ne-men-te
nel ventunesimo secolo
A CASA NOSTRA!!!
Le pare possibile?!
dico, a Lei che è notoriamente un Illuminato Difensore delle libertà intellettuali e morali dell'Occidente,
o almeno della Padania...?!
fiduciosa,
Le rivolgo un accorato appello perché produca qualcuna delle sue famose T-shirt così che,
nel ven-tu-ne-si-mo secolo, nell'Occidente il-lu-mi-na-to e antioscurantista
non sia consentito a un manipolo di bigotti decidere
cosa
e
perché
noi e i nostri figli possiamo vedere!!!

Con una manciata di punti esclamativi a sottolineare l'urgenza materiale e morale di questa mia richiesta,
la sollecito a rivolgersi a Canal Jimmy, attuale possessore della serie "incriminata",
affinché ceda i diritti della serie a TELEPADANIA
ponendo così fine a questo barbarismo indegno di un popolo, come quello italiano,
che "già scriveva poemi mentre gli africani giravano sul deserto coi cammelli",
o qualcosa del genere.
mi scusi ma cito a braccio.
anzi, se vuole mandarmi un breviario, mi fa sempre piacere.
con immutata stima e fiducia nel suo operato,
Sua
Sophie à Part in Cannella con le tìsciort.
Hasta la Padania Siempre!
Non finché non avrò compiuto almeno tredici o quattordici anni, ecco.
D: Cosa l’ha spinta a scrivere “Cento punti di vista sul clitoride”?
R: Fondamentalmente, l’altruistico desiderio di fornire un po’ di sano materiale masturbatorio ai lettori di tutte le età, stanchi di scervellarsi su roba intellettualoide e desiderosi di una letteratura alla portata di tutti, che possa dirsi davvero in sintonia con i dettami del trend e della televisione contemporanea.
D: Insomma, sta dicendo che avrebbe interpretato le esigenze dei suoi lettori, cogliendo una tendenza sotterranea?! Che avrebbe dato al pubblico ciò che voleva?!
R: Brava giornalista! Brava! Ecco, tenga il biscotto! Non avrei saputo dirlo meglio, nonostante la mia riconosciuta abilità di scrittrice d’alto livello. Quest’espressione me la segno che torna utile.
Scusi, eh. Mi presta la penna?!
D: Ecco. Senta…Qualche maligno insinua che la sua precocità erotica potrebbe derivare da esperienze non propriamente felici, o non scelte da lei…imposte, ecco. Ci dica, Bambolah, forse la sua iniziazione all’universo del piacere è legata a qualche trauma?
R: Mah, effettivamente il pistolino di mio cugino Gianciotto non era il massimo da vedere, anche perché, oltre a essere microminuscolo, pendeva tutto da una parte. Ma eravamo solo dei bambini: io avevo tre anni e lui sedici! Che vuole che mi ricordi!
D: Bambolah, i nostri lettori si chiedono se dietro questo successo editoriale ci sia davvero lei o forse degli adulti desiderosi di lolitizzarsi per il mercato, sempre più saturo, dei bestseller…
R: Devo dire che il contenuto è tutto farina del mio sacco. Per quanto riguarda la forma, invece, ringrazio la maestra delle elementari, che mi ha insegnato i tre principi base della retorica aristotelica, inventio, disposititio ed elocutio, e il correttore automatico di Word.
D: Bambolah, cosa risponde a chi le dà della perversa, dell’erotomane, in breve, della puttana?!
R: Rispondo che è la società che mi vuole così e che se fosse per me, starei ancora a casa a giocare con le bambole. Anzi, ci gioco ma finisce sempre che le spoglio e le accorpo in un’orgia di arti di plastica e poi mi eccito e devo correre a masturbarmi… così Cicciobbello non riesce mai a fare la pappa e sembra uno di quei bambini denutriti, con la pancia gonfia e le mosche intorno! Ed è così dèhprimèhntèhhh!
D: Bambolah, ci dica qualcosa di piccante…
R: Vado pazza per grandi e piccini che mi slinguazzano il clito con piercing e perizia.
D: Ma… lei non è un troppo giovane per dire queste cose?! Insomma, scusi la mia franchezza ma, se a dodici anni parla così, che farà a quaranta?!
R: Vuole dire quando sarò avvizzita e consumata dal tempo, prosciugata e rincoglionita da psicofarmaci, droghe e alcool che mi accingo a ingerire nella mia carriera di artista maledetta?! Dice quando col mio sedere cascante mi ci potrò avvolgere tipo pannolino, gli operai e i merli avranno smesso da secoli di fischiare al mio passaggio per strada e l’elasticità delle mie membra si sarà ridotta di un buon 40%?!
Cazzo, ma lei, cara giornalista, non ha proprio sentore della direzione in cui va il mondo!
D: Sì, ma lei, signorina Bambolah H., non si è neanche ancora sviluppata! Non ha neanche ancora le tettine!R: Questo preferirei non lo scrivesse, sa. Rovina la mia immagine di Lolita perversa e precoce.
D: No, cara: io e il mio giornale “Trivellammille” non intendiamo piegarci ai suoi tentativi di censura: la libertà di stampa innanzi tutto!
Allora che cos’ha da dire?!
R: Cara pasionaria, quello che ho da dire glielo riferiranno i miei avvocati.
A dieu!
D: Occazzo!
Questo è il resoconto dello sconvolgente, irripetibile incontro con l’osannata Bambolah H., una sedicente scrittrice di dodici anni sulla quale “Trivellammille”si permette di sollevare un dubbio di liceità, datosi che le sue teorie sull’autoerotismo hanno provocato persino le proteste della CEI, proverbiale per riservatezza e discrezione, che però in questo caso si è peritata di dichiarare, per bocca del reverendissimo monsignor Frullini:
“Queste giovani Bamboleh sono il prodotto della corruzione e del marcio che albergano a ogni livello della società odierna per l’influsso maligno dell’ideologia laicista, che ha contrassegnato il pensiero occidentale dal positivismo alla contemporaneità. È d’uopo porre rimedio a tali scempi etico – cultural – comportamental - sociali, possibilmente costruendo subito una macchina del tempo che ci riporti al medioevo, oppure compilando un nuovo e aggiornato Index Librorum Prohibitorum che aiuti i fedeli nella difficile scelta di fronte agli scaffali di una libreria o di un supermercato.
Meglio sarebbe, anzi, sconsigliare in toto la lettura, da sempre foriera di sviluppi pericolosi del pensiero [ricordate un certo Giordano Bruno?], sostituendola con la sana, episcopalmente lobotomizzante fruizione della scatola domestica che va sotto il nome di televisione. Mi permetto di segnalare, in particolare, i programmi “Sentimento, Fede e Ragione” e “La città diddìo nel cuore della metropoli” da me personalmente curati con l’aiuto di don Totti e Frau Rottenblauer..”
Questa la concisa ed eloquente espressione del pensiero di monsignor Frullini [per maggiori dettagli riguardo la posizione della CEI, rimandiamo ai sedici fascicoli dell’ “Enciclopedia settimanale di Ciò che è Bene&Ciò che è Male” che potete trovare nelle migliori edicole della vostra città e provincia, isole comprese] circa l’erotismo prepuberale e le migliori tecniche di masturbazione diffuse tra i giovani, che non può non farci riflettere e, a tratti, lacrimare, al pensiero del futuro che aspetta le nuove, confuse e perdute in partenza Generazioni H.
Auguri!
Il 24 febbraio 1848 (o il 26, secondo wikipedia), Karl Marx e Friedrich Engels davano alle stampe il “Manifesto del Partito Comunista”…
…Il 24 febbraio 2006, in un’epoca illuminata e feconda, priva di odiosi pregiudizi e oscurantismi, di inarrestabile crescita culturale e morale del civilissimo Villaggio Globale, entriamo nella Grande Casa del Fratello Perverso…
[la GCFP, come la chiamano in tono affettuoso i suoi fans]
…Dove avremo l’occasione unica e rarissima di conoscere fin nell’intimità personaggi incredibili e identità sconvolgenti e originalissime, bellissime valchirie egocentriche e giovanottoni tamarri e bisognosi d’affetto, le cui alchimie, intrecciandosi l’una con l’altra, l’una dentro l’altra, sopra l’altra e sotto l’altra, faranno esplodere veri fuochi d’artificio, nella scaturigine di eventi inaspettati e insoliti, meravigliosi e terribili… dai risvolti piccanti, ammalianti, struggenti, commoventi o scandalosi!
Ad esempio…
- Cosa diranno i ragazzi quando scopriranno che don Santuomo, che tutti chiamano affettuosamente “doc” per nostalgia della “Love Boat” e perché lo credono un chirurgo plastico di fama mondiale, in realtà è un prete e con la scusa del rapporto medico – paziente, ha visto e palpato le tette a tutte le ragazze della GCFP?!
- Cosa succederà quando scopriranno che GinoGervasoRuggero è il figlio segreto di Maria Megera la Storpia e J.R.Senior, il simpatico ultraottuagenario che potrebbe morire di vecchiaia in diretta da un momento all’altro?!
- E cosa accadrà a Mohamed quando si scoprirà che il suo vero nome è Chang Li e nasconde un’identità sudcoreana?!
- E capiranno mai cosa significa che Bruno Taurino è un ex brigadiere espulso dall’arma per le sue inclinazioni troppo sadiche e perverse?! Il suo atteggiamento violento, rozzo e incurante della vita umana gli era già costato molti richiami. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu l’ulcera duodenale che causò, a furia di sputazzi al trigliceride e spazzatura da baffoni - mai – più – lavati – dal - 1987, al figlio unico e prediletto del ministro della salute.
- E infine, cosa accadrà a Mirandola Cazzabubola, quando si saprà che non è affatto originaria del Rinascimento, bensì di una frazioncina di un paesino delle Marche?!
- …
Queste e altre sconcertanti vicende avvengono sotto il mitico tetto della Grande Casa del Fratello Perverso!!!
…Come non assistere alla rissa tra Bruno Taurino e J.R.Senior per l’ultima ciambella rimasta?!
…Vuoi davvero essere così sfigato da non saper smentire le proteste di virilità di Jean Frifrì, quandodavanti allo specchio rifà “Taxi Driver” spruzzandosi la colonia di Britney Spears, prima di partire alla conquista di Maria Megera?!? Puoi forse perderti le sue avances super maschie, portate avanti con sprezzo del pericolo mentre Bruno Taurino gli fa tò tò sul culetto?!! Non lasciare il divano neanche per pisciare, o rischi di mancare alla sua emozionante scoperta dell’omosessualità in diretta, con il ralenti sull’espressione di Jean Frifrì, a metà tra il negazionismo e l’outing: “Io?! Ma davvero?! Nooooo, daaaiiii!!!” e l’acuto finale infrangi – cristalli!!!
…E come ti masturbi, se non vieni a sbirciare le castissime docce di Pàmelah Anjelikah, ex pornostar illuminata dalla provvidenza nel mezzo del cammino, o meglio nel mezzo di un’orgia: l’uccello divino si è incarnato per lei ed è venuto per lei, tra l’altro centrando con gran precisione il buco del suo c***!!! La narrazione delle poliedriche e multisfaccettate avventure del suo passato allieteranno anche le tue serate, oltre a quelle di don Santuomo e di J.R.Senior, che dichiara: “Da quando Pamelah è nella casa, la mia scatoletta di Viagra è diventata obsoleta! Vieni qui bella storpiona culona!”, conclude, riferendosi in questo caso alla povera Maria Megera, che con una gamba più corta dell’altra ha un bel da fare a evitare gli assalti sessuali dell’arzillo vecchietto!!!
…E nella prossima puntata l’annuncio in diretta al giovane e innocente Povero Tristo dello schianto di entrambi i genitori e della sorellina piccola in un sanguinolento incidente automobilistico!!! Sconsigliamo la visione a cardiopatici, donne incinte e persone non assuefatte al cioccolato Nestlò.
Sempre più sconvolgente,
sempre più vero
sempre più perverso…
la Grande Casa del Fratello Perverso esige anche te!!!
Non mancare !!!
Ti conviene esserci, o gli ex colleghi di Bruno Taurino prenderanno nota del tuo numero di targa e ti righeranno con un gancio arrugginito tutta la cromatura della station wagon!
Tiè, stronzone alternativo dei mei cojoni!
Se l’amore è cieco e la fortuna bendata,
perché io devo essere così sfigata da vedere tutto?
Sono disperata. Disperatissima. È successo uno spatatrac, cioè, ora ve lo racconto a voi, che tanto non ci avete niente da fare, sono sicura, se no non eravate qui a leggere.
Chi leggeva, se poteva fare qualcos’altro?!
Praticamente quello che è successo è su uno. Questo qui è in classe con me, si chiama Rustico o Rusty, che si pronuncia Rasti e è un soprannome che viene da Rustichella, cioè il panino dell’Autogrill che a lui piace da panico e alle medie, che era grasso e brufoloso e mezzo bulimico, mi sa, ma senza la parte del vomito, se ne scofanava sempre almeno sette in ogni sosta del pullman delle gite scolastiche.
Vabé, in pratica questo Rusty è un puzzone che si veste malissimo, credo addirittura coi vestiti usati da qualcun altro che lui compra nei mercatini. Ma non dico quelle cose vintagesuperpregio, che arrivano direttamente dagli anni Cinquanta/Sessanta/Settanta e costano un occhio di dio: no no, proprio quelli da cinque-dieci euri, che puzzano di polvere e muffa e li devi estrarre con l’organo e i guanti sterilizzati da sotto una pila di altri dentici, orribilanti vestiti bucati e muffoliti, tutti giallo senape scaduta o verde marcito o beige caccolina di cane oppure, quando va bene, rossi, in posti tipo alla fiera di sinigaglia.
Vabè, poi il Rusty è un cretino vero, con i pìrsing, le occhiaie violacee e i capelli a forma di rasta. Si ammazza di canne dalla mattina alla sera ed è uno di quelli impegniati politicamente…insomma, avete presente il genere che frequenta mia sorella Sophie?! Ecco, più o meno: gli piacciono le audiogestioni, le manifestazioni e i collettivi, anzi kollettivi; scrive certe parole con le k, ma non lo so perché. Non come me negli essemmesse per risparmiare i caratteri. Non lo so, ha questa prediligizione per le k e scrive questi strishoni con gli slogan. Ma non come “forza inter”: no, i suoi nemici si chiamano fascisti e praticamente lui, al posto di calcio, si interessa alla politica.
Allora, credo che è per questo che si veste così male e puzzolente: ho letto su “Vanity Fair” che gli adolescenti vogliono le divise per identificarsi con il gruppo. Non lo so perché lui vuole identificarsi coi puzzoni, ma probabilmente, dice Raffaele Morelli, è solo una fase e passa con l’età. Cioè, perché da grande non è possibile che non ti decidi a comprare vestiti di marca per andare a lavorare! Sempre che questo qui vuole lavorare, prima o poi, perché dice che il lavoro è una forma di soppressione e di schiavitù, che il mondo borghese è una merda e lui piuttosto fa l’anarchista. Secondo me, se va avanti così, da grande finisce barbone o zingaro.
E questo era terribile, perché…perché…o san Cosmopolitan, è così difficile ammetterlo!
Ecco, insomma, io credo che, non so com’è successo, ma…mi sono presa una sbandata per il Rustico! Porca frangetta, l’ho detto! L’ho ammetto con me stessa!
Che sollevamento interiore! Aaahhhh…
Vabè, è stato un giorno, che eravamo in classe, mi stavo rompendo le palle come sempre quando c’è chimica e il sguardo si svagava nell’aula. A un certo punto, mi sono accorta che lo fissavo a lui da un bel po’, anzi ho continuato anche dopo che è suonata la campanella e la Taty e la Giusy e la Mery erano in bagno a rifarsi il trucco e io invece rimanevo lì a sognare, con il mento sulle mani e le mani sul mento e anche un po’ le mani in mano. E allora poi la Taty e la Giusy e la Mery sono tornate dal trucco e mi hanno vista e mi hanno chiesto cosa avevo e io non lo sapevo. La Giusy, che è una che di queste cose ci capisce, perché è un po’ psichiatra dentro, mi ha chiesto: “Ma non è che hai il raffreddore? Forse i tuoi recettori della puzza non sono in grado di dare l’allarme - innamoramento – di - rattuso - in - vista!”. Io l’ho guardata come se era pazza, spallancando gli occhi, le spalle e le anche e le ho detto: “Giusy, vai a cacare!” e la Mery, che è tanto buona ma un po’ lenta, poverina, fa: “Dai, così tu poi annusi e vediamo se è vero che hai i recettori della puzza rotti!” e ha aggiunto: “Poi, se mai, se sono ancora in garanzia, te li facciamo aggiustare gratis!”. Perché a lei una volta gli si è rotto l’I-pod ultimo modello dopo due mesi che l’aveva comprato, e allora è fissata con sta storia delle garanzie.
Allora, insomma, è un casino che manco Uinona Ràider quando rubava maglioni nei grandi magazzini! Almeno lei poteva tagliarsi le mani,