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very very very good vibes
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*loading* ovvero, la dolce Sophie&la misteriosa scomparsa del Contatore...
lui è peggio di me
penso che l'Italia sia un Paese in cui non si è mai troppo coglioni,
se uno come Bruno Vespa guadagna 1.187.000 euro all'anno.
[dalla Rai, tra l'altro.
e almeno questo, in effetti,
un po' coglioni dovrebbe far sentire noi...]
allora c'è speranza per tutti.
...o no?!
indecenze così
indossavo i rimasugli di voglie sconvenienti sotto le lenzuola
[voglia di dire a te quanto non me ne frega un cazzo
quanto non si spieghi il fatto che tu sia qui a sudare nel mio letto
quanto tu creda di usare me e invece io credo di usare te]
ma era troppo presto per capirci qualcosa. avevo voglia di una canna. il tuo modo convulso di muoverti dentro di me mi aveva dato la nausea. fanculo: ma dove cazzo hai imparato a fare l'amore, eh? che razza di donne ti sei scopato fino ad oggi, che nessuna ti ha mai spiegato niente su come funzioniamo?!
[ma con le cose idiote che dici, d'altra parte, è comprensibile.
e il tuo modo idiota di scopare si abbina alla perfezione - fa pendant - con il tuo modo idiota di pensare se così si può chiamare.]
forse avevano tutte troppa paura delle tue collere, del tuo caratteraccio, del volume della tua voce alterata. e dunque tutte preferivano lasciarti fare, massì, che è più difficile cercare di fermarli, quelli come te, che lasciarli fare e sperare che finiscano in fretta e si addormentino da un'altra parte.
[e oggi cosa succede, che non te ne vuoi andare?
domani non lavori?
ecco, questa ipotesi non l'avevo considerata quando mi ti sei intrufolato prima in macchina e poi tra le cosce.
ma è estate, perdìo, la gente fa un sacco di cose per cui pentirsi a settembre!]
non conoscevo abbastanza esorcismi per preservarmi da quel che avresti detto, quando ti fossi svegliato di nuovo con la voglia di scoparmi di nuovo e poi crogiolarti nella zona che precede l'addormentarsi di nuovo.
[forse sarebbe stato qualcosa sulle ragazze violentate dagli extracomunitaridimmerda.
forse sul cellulare umts di terza generazione con suonerie polifoniche e taglia - peli - del - naso che non deve mancare a un uomo vero come te.
forse sul fatto che, se lo lasciassero lavorare, l'Italia non starebbe messa così.]
e io volevo preservarmi dalla nausea, almeno quel giorno.
[se non pesassi tanto per me
che almeno devo berci sopra un caffè
ti farei rotolare dal materasso direttamente giù in strada.
scaraventerei te e tutte le tue minchiate fuori dalla finestra.]
e stavo lì, in cucina, aspettando che la moka salisse, a rigirarmi tra le mani coltelli e dubbi luccicanti sotto i fendenti del sole:
cosa fa più danni?
cosa sarebbe più utile al genere umano?
lingua o uccello?!
quale dei due preferisci perdere, amor mio?!
macché perfetta, perfetta:
così siam buoni tutti...!
se la Natura fosse l'esempio di perfezione che si dice,
allora qualcuno mi spiega
a che pro fornire i régazzini quelle voci insopportabili a millemila decibbbelz
e pure già attive dalle prime ore del mattino?!
[e che nessuno risponda cose tipo: "perché così mammà ce le sente che strrilano, le creature sue!"
pliiiiz.]
[a parte il militante,
che, poverastèlla,
sul tema può dire quel che gli pare!]
...colori nuovi!
io dico "la mia libertà"...
tu dici "la mia libertà"
F e R camminavano tenendosi per mano nella strada principale della cittadina.
il sole era spento, i lampioni accesi.
le vetrine si lasciavano intravedere dietro le serrande abbassate, perciò ogni pochi passi R fermava i suoi occhi su qualche oggetto bizzarro in cui loro - i suoi occhi - trovavano mille adorabili motivi d'attrazione.
ogni tanto si abbracciavano.
erano innamorati, e si sa: gli innamorati s'inteneriscono di fronte alle debolezze e ai piccoli vezzi senza senso dell'oggetto del loro desiderio. così ci scappava anche un bacio, dolce, leggero, appenappena.
in strada non c'era più nessuno, quasi.
in settimana, d'altronde, chi vuoi che ci sia in giro?!
"tossici, barboni, extracomunitari, ricchioni..."
"una volta non eravamo così...una volta il mondo era diverso..:"
"...gentaccia. uno schifo. roba che le persone normali non possono più mettere piede fuori casa, dopo una certa..."
"una volta ci piaceva passeggiare, credo. prima della televisione la gente si guardava in faccia, passeggiando. ora..."
"ti pare? e poi siamo noi che paghiamo le tasse. noi che paghiamo le strade su cui quegli animali pisciano e cacano..."
"chissà. forse il mondo che non abbiamo conosciuto era più vivibile. forse in quel mondo c'era più spazio per la piccolezza di un essere umano, forse..."
"...noi che dobbiamo sopportare quegli abominii della natura. e che i nostri bambini debbano vedere quelle schifezze. hai capito?! bisogna fare qualcosa. se non ci pensa il Governo spetta a noi fare qualcosa..."
"...forse in quel mondo due froci come noi non avrebbero potuto passeggiare liberamente mano nella mano per le strade.."
"come quelli, li vedi?! guarda quei due...guarda quelle checche, quel vomito di cane...MI FATE SCHIFO, avete capito?! ricchioni dimmerda! porcatroia, adesso vi faccio cacar sotto io, figlidiputtana..."
M e P camminavano a testa alta, fieri, distanti uno dall'altro, orgogliosi di loro stessi.
il sole era ancora lontano dal sorgere, ma le strade, ora, erano un po' più pulite, grazie a loro.
la libertà della gente
- libertà di non vedere, di non dover assistere all'abominio, al peccatocontronatura -
era salva, ancora una volta, grazie a loro.
giustizieri, sì.
era così che si consideravano.
e per lavarsi il sangue di dosso, con quel retrogusto acre che brucia la coscienza, niente di meglio che un'altra boccia di whiskey.
"della stessa marca della bottiglia che abbiamo spaccato su quelle teste di frocio, però"
e non si scandalizza più nessuno...
da: La Repubblica.it
[
"Mille e cinquecento euro al mese. Tre milioni delle vecchie lirette. Un po' demagogicamente è lo stipendio di un impiegato, nella storia europea è quel che guadagneranno in meno gli eurodeputati italiani. I nostri parlamentari saranno gli unici a "rimetterci" con le nuove tabelle salariali che ha approvato la stessa assemblea di Strasburgo.
Sì, perché il taglio agli stipendi degli italiani avverrà nel quadro di un progetto egualitario messo in piedi dall'Europarlamento. Dopo 20 anni di trattative, tutti i deputati guadagneranno la stessa cifra: 8.500 euro al mese. Basta con le differenze incredibili. Per gli spagnoli è una manna, visto che adesso gli euro che si mettono in tasca sono solo 2.879. Per i nostri connazionali è un buco in più alla cintola: ora prendono 9.975 euro.
Fino ad ora gli onorevoli europei sono pagati quanto quelli dei loro Parlamenti nazionali. Dimostrazione che anche i nostri deputati e senatori sono i più ricchi d'Europa. Seguiti dagli austriaci, che - stando alle tabelle di Strasburgo - di euro ne prendono 8.535, poi ad ancora maggiore distanza dagli inglesi (6.722 euro: ma loro a casa devono cambiarli in orgogliose e costose sterline), da tedeschi e francesi che viaggiano sui 6.500. In fondo, sopra gli spagnoli, i finlandesi (3.361 euro) e i portoghesi (3.683).
Lo stipendio medio dei deputati attualmente è di 6.225 euro. A quota 8.500 gli italiani ci perdono, gli austriaci impattano, tutti gli altri ci guadagnano, gli spagnoli triplicano.
Statuto e stipendi dovrebbero scattare dal 2006, insieme alla Costituzione dell'Unione a 25 Stati. L'idea di un salario medio è stata scartata anche guardando a quanto sono basse le entrate dei parlamentari dei dieci Paesi che stanno per entrare nella Ue. E se gli 8.500 euro saranno tassati in patria, non c'è da lamentarsi. I deputati possono guadagnare altri 14.400 euro all'anno come diaria per la partecipazione alle sedute del Parlamento, 3.385 al mese per le attività collaterali, dispongono di 9.756 euro mensili per gli assistenti (si vedono parenti e amici) e di 3.000 annuali per spese varie.
E gli italiani sono gli unici a permettere che la stessa persona sia deputato in patria e a Strasburgo. "Come se questo non fosse un lavoro a tempo pieno" si arrabbia Imbeni, paladino di un'incompatibilità che adesso i governi nazionali hanno riconosciuto."
(4 giugno 2003)
]
davvero troppe cose che non vanno...
aggiornamento (21.40)
[ovvero: quando mi accorsi di essermi riferita a un articolo di due anni fa...]
Eurodeputati, gli italiani i più ricchi
Ma ora si cambia: stipendi uguali per tutti
Dopo il loro, gli stipendi più alti sono abbastanza vicini a quello che sarà il nuovo stipendio equiparato: attualmente infatti un austriaco guadagna 7.613,10 euro al mese, un olandese 7.177,13, un tedesco 7.009 euro, un irlandese 6.838,83 e un britannico 6.800. tante scuse da Sophiepolemica... [a voi, mica ai parlamentari, sia chiaro...]
A perderci saranno i nostri rappresentanti, in cima alla classifica con 12.007 euro, oltre 15 volte in più di un deputato ungherese
ROMA - Dal 2009 i deputati europei non potranno più aumentarsi gli stipendi in modo indiscriminato con il sistema dei rimborsi spese, e avranno tutti lo stesso stipendio. Attualmente ognuno prende la stessa cifra che guadagnano i deputati nel Parlamento del proprio Paese: il risultato è di una grande disparità, in cima alla quale spiccano gli italiani con i loro oltre 12.000 euro mensili, oltre dieci volte la cifra guadagnata in media dai colleghi dell'Est europeo.
Della riforma dà notizia il Timesonline, che, oltre ad assicurare che il piano è in dirittura d'arrivo, spiega che, tra l'altro, con un giro di vite sulle spese, Bruxelles spera anche di favorire il riavvicinamento dei molti euroscettici alle istituzioni comunitarie.
Attualmente, gli eurodeputati possono chiedere il rimborso delle spese di viaggio per se stessi e per il proprio staff, senza fornire alcuna prova di quanto versato. In futuro non sarà più così.
Ma la riforma prevede anche l'equiparazione degli stipendi. Se la parte del provvedimento sulle spese dovrebbe entrare in vigore nel giro di pochi anni, dal 2009, invece per l'adozione del nuovo sistema di stipendi i deputati dovrebbero avere la facoltà di scelta tra vecchio e nuovo sistema fino al 2019.
Probabilmente gli ungheresi, che percepiscono 761 euro al mese, opteranno subito per il nuovo sistema. E così i lettoni (1,075) e i lituani (1,183) e gli estoni (1,922) aderiranno al nuovo stipendio equiparato, che dovrebbe essere di circa 7.000 euro (84.000 euro annui). Gli italiani, che svettano per parecchie migliaia di euro in cima alla classifica degli eurodeputati europei, con i loro 12.007,03 euro mensili, hanno poco interesse ad aderire in tempi rapidi al nuovo regime.
(8 giugno 2005)
nausee
"ora sono gli stomaci a dominare il mondo, il cervello non è più l'organo privilegiato, e non lo sono nemmeno gli organi sessuali, anche loro hanno fatto il loro tempo, adesso è il momento degli stomaci e gli stomaci sono uguali dappertutto, nel mondo."
da: "Quattro amici", D. Trueba
a ognuno l'epoca che merita.
spero ai nostri figli non tocchi quella degl'intestini.
ma se i cattivi non saranno al più presto sconfitti e allontanati dal potere ed esiliati e al limite redenti attraverso millenaria purificazione,
chi salva più le povere anime che siamo?!
proudly introducing...
[ dell'amicizia al femminile e quel che chi già non capisce non capirà ]
mia Sorella ha occhi penetranti e ironia pungente da scorpione.
non ha paura di nulla, o almeno così credo io.
è di una bellezza che innamora, languida e vitale, dentro e fuori.
e ora, quando vorràpotrà, si manifesterà qui.
e sistemeremo casa. quando vorremopotremo.
sono emozionata.
the bitch ain't me
il sole scaldava deciso il chiacchiericcio di allegri passerotti pettegoli, quel giorno. la primavera si faceva estate e la vita sembrava andare avanti così, semplicemente.
Anna pensò mi metto la maglietta rosa, oggi. aveva voglia di infilarsi una gonna leggera, magari una gonna a piegoline, che cascasse infantile, sbarazzina, sulle sue forme.
faceva così caldo.
sandali. quelli posso metterli. almeno lo sfizio di salutare l'aria con le dita dei piedi posso levarmelo. si disse, mentre prendeva dall'armadio un paio qualsiasi tra gli innumerevoli pantaloni neri appesi come carcasse di bestie macellate. di lino.
Anna era il tipo che la gente, per strada, si voltava a guardare. Anna era il tipo che per strada, piuttosto, avrebbe voluto essere inghiottita dall'asfalto, scomparire, liquefarsi, liberarsi di quegli sguardi importuni, maleducati, violenti, sulle sue forme.
"bentornati dopo la pubblicità, amici spettatori! per chi di voi si fosse sintonizzato solo ora, ricordiamo che stiamo per conoscere Mirella, la str...ehm...la ragazza che, al liceo, si è rubata senza scrupoli il fidanzato di Gemma, è vero, Gemma?!", fece il conduttore con la giacca di velluto e paillettes, sudando copiosamente dalle ascelle e nelle scarpe a punta di vernice.
la bella ragazza indicata, una biondina con i capelli lisci sulle spalle e lo sguardo ingenuo. una casta gonna corta a piegoline sdraiata sulle cosce abbronzate. alzando appena lo sguardo cerbiattesco, disegnò una specie di assenso con la testa.
"ecco, Gemma e il suo fidanzato stavano per sposarsi e lui l'ha lasciata - la vedete quant'è bella?! che occhioni buoni e limpidi? una brava ragazza come non ce ne sono più, signore mie! - lui ha avuto il coraggio di lasciarla per questa Mirella che, ecco, mi dicono sta per raggiungerci adesso in studio. ma la cosa divertente, signori, è che pochi mesi dopo lo stesso ragazzo ha lasciato anche la nostra Mirella perché...colpo di scèna! il furbacchione aveva messo incinta la sorella! non contento, questa specie di uomo di cui non faremo il nome, è scappato all'estero e nessuno ha avuto più notizie di lui. vero Gemma cara?!"
"...mmmh. sì..."
"e la povera sorella di Mirella, per la disperazione si è suicidata, giusto?! ecco, proprio per via di questo fatto terribile, questa vera e propria tragedia, signori miei, la nostra Gemma dal cuore d'oro ha deciso di perdonare Mirella, ecco..."
Anna, intanto, dietro le quinte sudava da tutti i pori che il signoreiddìo le aveva dato. i riflettori le stordivano i riflessi e ottundevano i sensi, perciò non capiva bene ciò che il conduttore stava dicendo alla velocità di mille parole al secondo. sapeva, comunque, che al momento buono, se non se ne fosse accorta da sola, qualcuno l'avrebbe spinta dentro. ci vorrebbero almeno due persone, pensò.
"allora, signori, facciamo entrareeeee...Mireeeeella!"
un attimo di silenzio nel mezzo del fragore degli applausi. la porta dello studio, decorata con il logo zuccheroso del programma, si aprì sulla figura di Anna, goffa e fradicia, impicciata dai fedeli pantaloni neri di lino, dai sandali leggerissimi sui piedi bianchi e gonfi, dalla t shirt rosa di cotone con lo scollo a vi, dai capelli appiccicati sulla fronte, dal trucco sciolto sulle guance. un sorriso impacciato, un accenno di saluto al pubblico con la mano a forma di ciao. prese posto sulla poltrona accanto alla scrivania del conduttore, dall'altro lato rispetto a dove sedeva Gemma di spalle, una cuffia in testa e una parete di plexyglass a separarla dall'incontro.
"accidenti, Mirella, che bel tipo! mi aspettavo di trovarmi di fronte a una fatalona, a una specie di irresistibile regina del sadomaso...e invece...accidenti, che sorpresa!" sputò il conduttore, frammezzando alle parole saliva disgustosa. "ma lei è sempre stata così?! voglio dire, Gemma lo sa? cioè, è ingrass...ehmm...ha preso peso dopo esser stata lasciata dal mandrillo o era già...ehmmm... così quando stavate insieme?!"
Anna ripeteva con buona approssimazione quanto studiato sul copione: da quando sua sorella era morta, non aveva più potuto metter piede fuori casa. si era sentita colpevole di tutto quel che era accaduto e perciò, inconsciamente, aveva deciso di punirsi con il cibo, continuando a mangiare e mangiare e mangiare fino a divenire quella che vedevano ora.
dal pubblico si levarono svariati "oh!" e "ah!". era un tripudio di sentimentalismi. Anna riuscì a farsi venire gli occhi lucidi da sola, per quanto era credibile nel ruolo della sfortunatissima Mirella.
poi,
il momento clou: l'abbraccio di riconciliazione tra le due "vecchie amiche". l'altra, quella che in trasmissione si chiamava Gemma, non nascose il disgusto per la puzza del sudore di Anna, mentre fingeva di accostare il proprio corpo levigato alla sua trippa. girò proprio la testa dall'altra parte, socchiudendo occhi e narici. Anna se ne vergognò, come faceva sempre con se stessa. il conduttore non riusciva a smettere di fare ironia su tutta quella storia strappalacrime e sull'obesità di Anna - Mirella:
"lei è decisamente il tipo che la gente, per strada, si volta a guardare, eh?! uomini e donne, eh?!"
compiaciuto di se stesso, della sua forfora e delle sue stupide paillettes. fortuna che Anna aveva un buon carattere. che Anna era abituata a ingoiare rospi peggiori, a ingoiare di tutto, e certo non avrebbe reagito peggio che con un mezzo sorriso di cortese compatimento.
l'assistente di studio fece cenno alle due di recarsi nell'ufficio del casting per il compenso. la cosiddetta Gemma non la degnò di uno sguardo, filò lontano da lei seguita dai suoi capelli morbidi sull'aria e dal suo profumo di vaniglia. filò via a una velocità che le cosce enormi di Anna neanche si sognavano. a una velocità che ricordava a stento di aver posseduto, come il suo passato di anoressica.
si vergognò di se stessa, mentre firmava per ritirare l'assegno. si vergognò di aver prostituito la sua obesità alla televisione. si vergognò quando, uscendo dallo studio nella luce accecante dell'ora di pranzo, due ragazzine in shorts e canottiera la indicarono sghignazzando, e a lei venne solo una grandissima, incomprensibile voglia di mangiare.
risvegli
[e non]
di nuovo quelle facce.
di nuovo quella specie di solitudine fastidiosa.
era mattina e la tv era già accesa e le loro facce già sintonizzate.
lui si sveglia, gira lo zucchero nel caffè, tintintìn, si rovescia in gola la tazzina mentre attende che anche la seconda moka gorgogli nell'aria fresca del mattino. accende il computer. aspetta.
le loro facce deformate, abbruttite dai programmi e dalle notizie sempre uguali.
equivalenti.
perfettamente interscambiabili. senza perdita di senso possibile, data la mancanza di senso alla fonte.
lui crea mulinelli di zucchero nel caffè a seguire, in tazza grande per favore, e lo sorseggia ora con calma distratta. si accorge tardi del mal di testa, acuito dal fastidio penetrante di quelle presenze sciabattanti dietro di lui, intorno a lui, sempre più vicino a lui. presenze insidiose, no, ancora sempre fastidiose, insensate, sccccch schhhhh, sccchhhhiabattanti.
loro che sembrano voler sapere solo quel che non li riguarda, perfettamente disinteressati a tutto il resto e anche in questo incuriositi solo dagli ultimi bagliori di proibizione che riserva loro la vita anziana e stanca.
lui cerca la sua bella Sirena sexy desiderabile misteriosa. la Sirena dei suoi sogni. l'ossessione sua. il suo sudore. il suo brivido.
è mattina, lui non è neanche del tutto sveglio, eppure già cerca, già fiuta l'aria come un bracco dal naso umido e teso verso l'alto.
dov'è la mia bella Sirena? dov'è l'amore delle mie voglie, l'amore della mia immaginazione?
si fruga le tasche e gli angoli in cerca di frasi sensuali per lei. frasi da buongiorno.
il desiderio viaggia rapido attraverso la fibra ottica, le terminazioni nervose della terra si fondono con quelle del suo corpo.
""bello di mamma', hai già cambiato le mutande? ti spiace togliertele ora e darmele che sto facendo la lavatrice?"
lo fanno apposta.
qualcuno li paga per essere così.
Sirena writes:
"vorrei prendertelo in bocca. vorrei sentire il tuo sapore"
"c'è una puzza strana nella tua camera, tesoro: ti avrà mica fatto male qualcosa che hai mangiato, eh?! mi sa che non devo più farli, i cavolfiori. anche tuo padre, stanotte, mi ha appestato l'aria...! eh, ma alla tua età..."
MadMan writes:
"com'è il contrario di edipico?!"