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Whatta Fucka!

Utente: sophieapart

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si accettano sbattimenti a buon fine...

usciamo-dal-silenzio

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Fazio vattene!

Basta! Parlamento pulito

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I swear won't tell anyfuckingbody what you gonna write THERE, babies

...ssshhh!

Quanti amici porti alla festa?!

*loading* ovvero, la dolce Sophie&la misteriosa scomparsa del Contatore...

 
mercoledì, 27 luglio 2005

summer time

[an'the livin'is easy]

[andate in vacanza, forza! di cosa vi preoccupate?! la politica?! naaaa, quelle sono cose complicate, lasciate fare a nnnoooooi, che siamo professionisti, e andatevi a riposare, stessa spiaggia stesso mare, via dall'afa, via! che poi vi dà alla testa e magari cercate di capire quello che stiamo facendo nnnooooooi e finisce che vi confondete...via, via. ci pensiamo noooooi...]

...::prego astenersi dalla lettura deboli di cuore, donne incinte e giovani che credono ancora in qualcosa, anche se solo flebilmente::...

1)    Il presidente della Repubblica alla fine ha firmato: la riforma delle giustizia voluta dal Guardasigilli Castelli e da Berlusconi adesso è legge.

Il Ddl che riforma l'ordinamento giudiziario italiano era stato approvato in via definitiva dalla Camera la settimana scorsa dopo che sul testo era stato imposto dalla maggioranza il voto di fiducia che aveva messo definitivamente a tacere i mugugni interni alla Cdl e soprattutto ogni possibilità di modifica da parte del Parlamento e anche del Csm. Il tutto malgrado le forti contestazioni del sindacato dei magistrati che ha organizzato uno sciopero delle toghe prima del voto, il quarto contro la legge.

Dopo la firma del Presidente della Repubblica, la legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione.

2)     Una norma  infilata alla chetichella in un decreto omnibus, conferisce poteri di polizia giudiziaria all’esercito italiano. 

Soldati che, mitra spianati, controllano i documenti, fanno posti di blocco, persino possono fare perquisizioni ma non in case, solo su strada. Basta che entro 48 ore un giudice ne convalidi l’operato. Si tratta dell’articolo 12 ter, cioè di un emendamento inserito nel decreto omnibus sulla pubblica amministrazione all’esame da oggi della Camera, dopo essere stato approvato dal Senato, ma senza questa norma. Non fa dunque parte del pacchetto Pisanu (che forse sarà presentato in giornata al Senato) su cui il centrodestra sta litigando da giorni senza trovare un accordo. Spunta insieme a norme varie, dalla proroga del patentino per i ciclomotori alle assicurazioni obbligatorie per gli sportivi dilettanti.

Si tratta in realtà di una norma già in vigore nella Legge 128, ma in questa norma votata nel pacchetto pubblica amministrazione da Palazzo Madama c’è un’ulteriore aggravio dei compiti dell’esercito, che potrebbe anche condurre – appunto – perquisizioni giudiziarie, quindi entrare nelle abitazioni delle persone sospettate. Una norma da Stato di polizia, che evoca i regimi quelli veri, oltretutto se a questo si aggiungono le norme di prolungamento del fermo di polizia giudiziaria. A lasciare perplessi gli addetti ai lavori è in particolare anche la formulazione del comma 1 bis del decreto laddove si spiega che il personale dell'esercito "completa gli accertamenti".

Intanto il "pacchetto antiterrorismo" del ministro Pisanu (che tanta fatica e compromessi è costato alla maggioranza) dovrebbe essere presentato in giornata al Senato. Ma viste le incertezze, i litigi e le continue uscite della Lega che non sembra ancora soddisfatta di quanto strappato a Pisanu, il presidente della Camera Casini prova a incalzare il governo sull'approvazione del dl «entro la prossima settimana».

stralci di articoli da l'unità online.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 10:18 | link | commenti (32) |
no es posible qué ha pasado, apocalitticannella, shouting outrageous, letargìe

martedì, 26 luglio 2005

tivù verità vera vera

[solo su rieduchescional ciannel!!]

Vulvia: Antiche civiltà sepolte, ma tanto che le sepolte a fare? Poi arriva Alberto Angela con la sua paletta, è inutile proprio, è inutile che vi prendete il disturbo di fare la buca, mi raccomandi, su Rieducational Channel, mi raccomando. Anche se avete dei parenti, attenzione, la nonna, è inutile scavare. Che lo fai a fare? Tanto lo sapete già: a un certo punto, a una certa ora arriva Alberto Angela, se la porta via perché magari la prende per un acheo. Non lo so, raccomando, se ce l'avete una nonna, è meglio seppellire in alto, quello è abituato a... va per terra, speriamo, speriamo che non la vede su Rieducational Channel.
Usa la televisione per speculare, speculare sul dolore degli etruschi oppure sul dolore dei may atzechi, è gente che comunque è morta. Ma no, ma no, tanto non c'è rispetto, è lui che deve fare le buche, capito? Certo scavava lo speleologo, scavava lui, vedi come si arrabbiava, però non si può fare perché è figlio, certo è figlio. Certo, scava, tanto fa come gli pare in nome della scienza, certo è il figlio, questo è il fatto, perché io, se io era... la pianta c'era scritto sopra la pianta di figlia di A. e allora no, non ci stava, invece gli achei, la verità è che gli achei stanno sempre nel giardino della povera gente, questa è la verità su Rieducational Channel, che poi non è neanche colpa sua... È il sistema sbagliato.

Serena: Ma quale sistema?

Vulvia: Il sistema di scavare che ci costringe tutti.

Serena: Vulvia, la vedo molto amareggiata.

Vulvia: Perché io potevo fare benissimo la conduttrice, potevo farla benissimo, scavare vasi culturali.

Serena: Ma i conduttori non scavano vasi.

Vulvia: Certo non scavano dipende dal cognome su Rieducational Channel.


Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 07:47 | link | commenti (26) |
other1swords, very very very good vibes

mercoledì, 20 luglio 2005

[post it

-

alia]

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 12:04 | link | commenti (24) |
shouting outrageous

lunedì, 18 luglio 2005

considerazioni [en passant]

e così le stagioni non si stancano di rincorrersi e sovrapporsi, i temporali di far da spalla a un'afa che, ormai, non fa ridere più nessuno qui al nord, dove l'inquinamento rende la vita sempre più brutta e isterica e cinerea.

e così le parole non bastano mai a descrivere la desolazione di questo povero Paese [e questo povero pianeta ] che mi sconvolge ogni volta che mi ci soffermo; non bastano a esprimere il rancore, la furia cieca e sorda di quelli che pensano solo a erigere muri scavare fossati depenalizzare l'uso improprio di armi da fuoco aizzare rottweiller sbavanti ritornare alla lira, per salvare il mondo. per sentirsi sicuri, poveri poppanti strappati troppo presto al seno di mamma!

e così le emozioni e i sentimenti si scoprono sempre più belli, man mano che si approfondiscono e radicano e ramificano. l'amore porta altro amore e così via, in una meravigliosa infinita catena.

e così il tempo se ne va, mentre arrivano queste vacanze di cui non so.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 17:05 | link | commenti (22) |
sophiez way

giovedì, 14 luglio 2005

liberté,

egalité

e più sogni per tutti...

ora

credo che dormirò per festeggiare la presa della bastiglia,

per solidarietà con lo sciopero dei magistrati

e per dimenticare la stupidità dei parlamentari che ci governano...

[poi,

qualcuno mi racconti come finisce la rivoluzione.

merci.]

yawnnn...

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 09:52 | link | commenti (53) |
letargìe

venerdì, 08 luglio 2005

[a ognuno i pvegiudizi che merita...]

eccolo: il cìellino con la faccia da cìellino e i vestiti da cìellino si mimetizza nella folla.

una signora trafelata con in braccio un fagottino di pochi mesi e appesi al braccio un teppistello moccioloso di qualche anno e un sacchetto che le scava solchi rossi sulla pelle, chiede: "scusate, per favore, so che è una cosa odiosa, ma davvero non ho trovato dove lasciare la macchina e sto bloccando tutto il traffico, questi due non posso mollarli soli...ci metto un secondo: devo solo pagare un bollettino, è cosa di un attimo!", mentre il moccioloso non la smette un attimo di far vocalizzi e appendersi alla madre come fosse una liana.

"eh no signova, qui stiamo facendo tutti la fila. a me dispiace pev lei, ma la pvossima volta si ovganizzi meglio. mica gliel'abbiamo chiesto noi di fave due figli, no?! anch'io devo tornave al mio lavovo, ho delle vesponsabilità, il mio tempo è leinonsaquanto denavo, eppuve mi ha forse visto veniv qui a umiliavmi e importunave la gente pevbene che è in fila da ove?! si avvangi signora:  io pev me non la faccio passave.", risponde l'implacabile cìellino, con la sua morale di ferro e la sua logica stringente, gettando all'intorno sguardi di borghese riprovazione.

ma si può?! che gente c'è in givo...

pave che ha fretta solo lei...

<<

rewind:

[ eccolo: il cìellino con la faccia da cìellino e i vestiti da cìellino si mimetizza nella folla.

cammina rapido e frenetico, con quelle sue zampe da insetto di kafkiana memoria, appena coperte dal velluto fuori luogo per la stagione e sgattaiola inavvertito in cima alla fila. si china a terra e finge di raccogliere un biglietto da cinque euro: "sono suoi questi, signova?!"

la signora sguardo perplesso ci pensa un po'. cinque euro farebbero comunque comodo. ma investiga per bene in tutti gli anfratti del suo portafogli  [triste portafogli da signora per bene di mezz'età abbondantemente sovrappeso !, senza segreti da nascondere, senza numeri di telefono per i momenti di crisi, senza bigliettini sgualciti e speciali, senza petali dal profumo sbriciolato. solo qualche foto di nipoti brufolosi e di cari defunti, il bancomat, le tessere della spesa] per prendere tempo e conclude che "no, grazie signore, non avevo biglietti da cinque"

il cìellino si rimette in tasca i suoi soldi. ora è in cima alla fila e grazie all'altrui onestà non ci ha neanche rimesso i cinque euro di rito. di solito la gente se li tiene. una ricompensa per altre fortune che la vita non dà loro, probabilmente. ]

>

play:

fuori dalla posta è un putiferio di clacson e parole volgari che feriscono le orecchie beneducate del cìellino, elegante, compassato, nonsiscomponemai, che ripone soddisfatto le ricevute nell'apposita tasca del portafogli di pelle e quest'ultimo nell'apposita tasca del doppiopetto, inadeguato alla stagione ma così irrinunciabilmente way of life. si allontana rapido, le zampette frenetiche, inavvertito. vede l'auto che blocca il traffico e causa indirettamente le offese alle sue orecchie inamidate e assolte dai loro peccati. con le chiavi della sua provvede a lasciare un ricordo a quella maleducata, quella tizia dei marmocchi convinta che il mondo giri intorno a lei.

ma si può? la volgavità della gente non ha limiti! l'avvoganza...!

>>

fast forward

[ la mamma del cìellino lo aspetta a casa. la sua cena è ancora in caldo, nonostante il ritardo. spaghetti con basilico, ricotta e pomodorini, che consumerà davanti alla televisione.

gli anziani genitori vanno a letto, al piano di sopra.

il cìellino non si fa una sega davanti alla tv.

scende a buttare il pattume e non sferra un calcione potentissimo

[con potenza insospettata in quelle zampe da insetto lacustre]

al gattino nero che miau miau chiedeva solo qualcosa da mangiare.]

>

play:

eh, ma l'avvoganza non ha limiti! come se io mi facessi il culo tutto il giovno per dav da mangiae a gatti e ciccione.

ma si può?! pensa te che mondo, che gente che c'è in givo. io pev me li ammazzevei tutti.

a cominciave da questo gatto vvvompicosiddetti, che gli favei solo un favove a levavlo di tovno da 'sta valle di lacrime...

* RospoVerde, è un po' colpa tua se mi muore il gattino...

**ma è solo fiction:

 -NO ANIMALS WERE HURT DURING THE REALIZATION OF THIS POST-

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 10:25 | link | commenti (43) |
travelling towards other wolds, acid way

mercoledì, 06 luglio 2005

ti-ti-ti-ti-ti...ti-ti-ti-ti-ti...ti-ti-ti-ti-ti...ti-ti-ti-ti-ti...ti-ti-ti-ti-ti...  

anche quella mattina, implacabile, il suono della sveglia aveva ferito i loro sogni. lei non aprì neanche gli occhi: si limitò a stiracchiare la bocca addormentata in un sorriso. lui, invece, allungò la mano verso il congegno demoniaco che minacciava la tranquillità della piccola e lo ridusse rapidamente al silenzio, che manco un cavaliere medievale.

per la gratitudine, lei posò il primo sguardo della giornata sul suo eroe e, prima che lasciasse il letto, lo afferrò dolcemente con un abbraccio ancora debole. la luce del mattino era fresca attraverso le tapparelle. non c'era tempo di fare l'amore. lui le accarezzava il risveglio con i baci, i capelli sugli occhi. lei sorrideva, di nuovo ad occhi chiusi.

poi, mentre lui si alzava, su di lei scendeva il lenzuolo rassicurante dell'oblio, il sonno visionario di quando si è dormito poco e ci si ricade.

e vide loro che ancora non si conoscevano e si incontravano in un giardino di pietra. lei leggeva, lui tardava. lui, poi, quando arrivava, la faceva ridere e ridere e ridere. lui, che era di una dolcezza come non ne aveva conosciuta mai. lui che era davvero una persona buona, come non poteva immaginare ne camminassero realmente sulla terra. e quei suoi occhi scurissimi...

vide l'autobus che portò via il fantasma del loro primo bacio. vide il primo bacio in carne ed ossa ad un tavolino, intorno a qualche cuba o mojito o quién sabe. vide lo stupore di quel momento inatteso e di quella poesia inaspettata. e poi i baci un po' ovunque in giro per la città. baci sui marciapiedi, baci a ore sconvenienti della notte, baci che spostavano sempre più in là il momento di salutarsi.

vide lui chiederle di dormire a casa sua.

sentì la sua voce rifiutare, fingendo che fosse per via di una cosa che aveva detto lui, su quanto amava tornare a casa la sera e non trovare nessuno a guastargli il rientro, aprire gli occhi la mattina e non trovare nessuno a guastargli il risveglio. gli dava del misogino per scherzo, ma in realtà era solo stanca e non era preparata all'eventualità. e preparava con il suo "no" la bocca al suono del sì che sarebbe venuto di lì a poco...

- amore...

lei aprì gli occhi in un secondo. non c'era niente di cui desiderasse riempirseli di più.

- ...io vado. vieni a chiudere?!

con gli occhi chiusi e i capelli arruffati, le venne da ridere quando lui le disse:

- che bella che sei!

lo abbracciò e baciò di nuovo.

- buona giornata, amoremìo.

- a te, amore. e ora torna a letto, che hai dormito poco.

era lui che aveva dormito poco, in realtà. come sempre. e se avesse potuto, lei l'avrebbe riportato con sé a sguazzare beato tra i sogni e le coccole. gli avrebbe preso la mano e l'avrebbe saldata alla sua per non lasciarlo più. stupido lavoro, maledetta schiavitù che si frappone tra gli uomini e le loro reali esigenze!

la porta si chiuse sui loro sorrisi innamorati. lei fece una coccola sulla testa al cane. si arrampicò di nuovo a letto. si sdraiò a pancia in sotto, il muso verso la parete e si riaddormentò in un istante, come un cucciolo con la pancia piena di felicità.

*e credo che non ci sia mai stata così poca fiction nelle mie parole.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 08:25 | link | commenti (24) |
sophiez way, quest ce que la vie

domenica, 03 luglio 2005

that rotten stuff someone refers to as love

ho scritto la nostra storia e c'erano petali e ragnatele di rugiada e lacrime

su ogni pagina.

ho scritto la nostra storia e finiva che

un sacco di progetti inziavano.

ho scritto la nostra storia e mi sono sentita stupida

quando mi sono accorta che le protagoniste femminili erano troppe. e io non avrei combattuto.

le altre sono sempre di più.

e dalle mie parti, quando si dice amore

non si intende guerra.

ho scritto la nostra storia e ho pensato che era proprio bella,

così bella che qualcun altro di sicuro l'avrebbe voluta.

che magari al mercato ci avrei fatto un bel gruzzoletto.

ho scritto la nostra storia per non dimenticare, per avere sempre negli occhi

il mio coraggio

quando mi dissi che, se avevo tanta paura

che essere solo tua facesse tanto male,

allora era meglio uscire

in cerca di

una scopata qualsiasi

che cancellasse dal mio corpo la

decalcomania del tuo.

l'ho scritta e ho gridato: vi prego, portatemela via!

ho scritto la nostra storia e l'ho bruciata,

come la falena che rischiavo,

altrimenti,

di essere io.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 12:24 | link | commenti (51) |
speis caugherl, quest ce que la vie

sabato, 02 luglio 2005

in a very good mood...

e quanto bene mi fa il sole,

dritto in faccia,

dal mattino. e il caffellatte in terrazza con gli uccellini.  [ ma zero metafore pubblicitarie. i miei uccellini sono underground e very unfriendly con i calciatori pieni di soldi. ai miei uccellini rattusi piacciono quelli brutti sporchi e cattivi. ]

ma mica parlo di me, adesso.

perché io sono la brava ragazza che piace a me. io sono quella che si sforza di essere una bella persona, gentile, disponibile e sorridente. mi sforzo quando non mi viene naturale. e solo perché ho scoperto che è il modo in cui la vita mi viene meglio. ognuno ne ha uno particolare; tutto sta a scoprirlo.

come?!

semplice: ascoltandosi.

osservandosi vivere.

assaporandosi.

imparare quando si sta meglio. imparare a prendersi cura di sé come se si fosse la propria madre. e sono quasi certa che questa frase non sia grammaticalmente o sintatticamente corretta.

mannaggia.

il mio organismo vive di sole.

e ama i suoi equilibri.

si sta da dio, con l'amore arrampicato su distanze da temerari.

si sta da dio.

non so come dirvelo.

 

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 18:50 | link | commenti (22) |
sophiez way, speis caugherl