Nouvelle Vague is Ours

Cannella Sistas' gorgeous lova lova World

Whatta Fucka!

Utente: sophieapart

Dusty Stuff

oggi
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
novembre 2006
maggio 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005

si accettano sbattimenti a buon fine...

usciamo-dal-silenzio

sgarbi-120x60.gif

Fazio vattene!

Basta! Parlamento pulito

Join the Blue Ribbon Online Free Speech Campaign

  • Powered by Splinder

Trust in HER!

I swear won't tell anyfuckingbody what you gonna write THERE, babies

...ssshhh!

Quanti amici porti alla festa?!

*loading* ovvero, la dolce Sophie&la misteriosa scomparsa del Contatore...

 
martedì, 28 febbraio 2006

Non finché non avrò compiuto almeno tredici o quattordici anni, ecco.
D: Cosa l’ha spinta a scrivere Cento punti di vista sul clitoride”?
R: Fondamentalmente, l’altruistico desiderio di fornire un po’ di sano materiale masturbatorio ai lettori di tutte le età, stanchi di scervellarsi su roba intellettualoide e desiderosi di una letteratura alla portata di tutti, che possa dirsi davvero in sintonia con i dettami del trend e della televisione contemporanea.
D: Insomma, sta dicendo che avrebbe interpretato le esigenze dei suoi lettori, cogliendo una tendenza sotterranea?! Che avrebbe dato al pubblico ciò che voleva?!
R: Brava giornalista! Brava! Ecco, tenga il biscotto! Non avrei saputo dirlo meglio, nonostante la mia riconosciuta abilità di scrittrice d’alto livello. Quest’espressione me la segno che torna utile.
Scusi, eh. Mi presta la penna?!
D: Ecco. Senta…Qualche maligno insinua che la sua precocità erotica potrebbe derivare da esperienze non propriamente felici, o non scelte da lei…imposte, ecco. Ci dica, Bambolah, forse la sua iniziazione all’universo del piacere è legata a qualche trauma?
R: Mah, effettivamente il pistolino di mio cugino Gianciotto non era il massimo da vedere, anche perché, oltre a essere microminuscolo, pendeva tutto da una parte. Ma eravamo solo dei bambini: io avevo tre anni e lui sedici! Che vuole che mi ricordi!
D: Bambolah, i nostri lettori si chiedono se dietro questo successo editoriale ci sia davvero lei o forse degli adulti desiderosi di lolitizzarsi per il mercato, sempre più saturo, dei bestseller…
R: Devo dire che il contenuto è tutto farina del mio sacco. Per quanto riguarda la forma, invece, ringrazio la maestra delle elementari, che mi ha insegnato i tre principi base della retorica aristotelica, inventio, disposititio ed elocutio, e il correttore automatico di Word.
D: Bambolah, cosa risponde a chi le dà della perversa, dell’erotomane, in breve, della puttana?!
R: Rispondo che è la società che mi vuole così e che se fosse per me, starei ancora a casa a giocare con le bambole. Anzi, ci gioco ma finisce sempre che le spoglio e le accorpo in un’orgia di arti di plastica e poi mi eccito e devo correre a masturbarmi… così Cicciobbello non riesce mai a fare la pappa e sembra uno di quei bambini denutriti, con la pancia gonfia e le mosche intorno! Ed è così dèhprimèhntèhhh!
D: Bambolah, ci dica qualcosa di piccante…
R: Vado pazza per grandi e piccini che mi slinguazzano il clito con piercing e perizia.
D: Ma… lei non è un troppo giovane per dire queste cose?! Insomma, scusi la mia franchezza ma, se a dodici anni parla così, che farà a quaranta?!
R: Vuole dire quando sarò avvizzita e consumata dal tempo, prosciugata e rincoglionita da psicofarmaci, droghe e alcool che mi accingo a ingerire nella mia carriera di artista maledetta?! Dice quando col mio sedere cascante mi ci potrò avvolgere tipo pannolino, gli operai e i merli avranno smesso da secoli di fischiare al mio passaggio per strada e l’elasticità delle mie membra si sarà ridotta di un buon 40%?!
Cazzo, ma lei, cara giornalista, non ha proprio sentore della direzione in cui va il mondo!
D: Sì, ma lei, signorina Bambolah H., non si è neanche ancora sviluppata! Non ha neanche ancora le tettine!R: Questo preferirei non lo scrivesse, sa. Rovina la mia immagine di Lolita perversa e precoce.
D: No, cara: io e il mio giornale “Trivellammille” non intendiamo piegarci ai suoi tentativi di censura: la libertà di stampa innanzi tutto!
Allora che cos’ha da dire?!
R: Cara pasionaria, quello che ho da dire glielo riferiranno i miei avvocati.
A dieu!
D: Occazzo!
 
Questo è il resoconto dello sconvolgente, irripetibile incontro con l’osannata Bambolah H., una sedicente scrittrice di dodici anni sulla quale Trivellammillesi permette di sollevare un dubbio di liceità, datosi che le sue teorie sull’autoerotismo hanno provocato persino le proteste della CEI, proverbiale per riservatezza e discrezione, che però in questo caso si è peritata di dichiarare, per bocca del reverendissimo monsignor Frullini:
“Queste giovani Bamboleh sono il prodotto della corruzione e del marcio che albergano a ogni livello della società odierna per l’influsso maligno dell’ideologia laicista, che ha contrassegnato il pensiero occidentale dal positivismo alla contemporaneità. È d’uopo porre rimedio a tali scempi etico – cultural – comportamental - sociali, possibilmente costruendo subito una macchina del tempo che ci riporti al medioevo, oppure  compilando un nuovo e aggiornato Index Librorum Prohibitorum che aiuti i fedeli nella difficile scelta di fronte agli scaffali di una libreria o di un supermercato.
Meglio sarebbe, anzi, sconsigliare in toto la lettura, da sempre foriera di sviluppi pericolosi del pensiero [ricordate un certo Giordano Bruno?], sostituendola con la sana, episcopalmente lobotomizzante fruizione della scatola domestica che va sotto il nome di televisione. Mi permetto di segnalare, in particolare, i programmi “Sentimento, Fede e Ragione” e “La città diddìo nel cuore della metropoli” da me personalmente curati con l’aiuto di don Totti e Frau Rottenblauer..”
 
Questa la concisa ed eloquente espressione del pensiero di monsignor Frullini [per maggiori dettagli riguardo la posizione della CEI, rimandiamo ai sedici fascicoli dell’ “Enciclopedia settimanale di Ciò che è Bene&Ciò che è Male” che potete trovare nelle migliori edicole della vostra città e provincia, isole comprese] circa l’erotismo prepuberale e le migliori tecniche di masturbazione diffuse tra i giovani, che non può non farci riflettere e, a tratti, lacrimare, al pensiero del futuro che aspetta le nuove, confuse e perdute in partenza Generazioni H. 
Auguri!

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 08:53 | link | commenti (7) |

venerdì, 24 febbraio 2006


Il 24 febbraio 1848 (o il 26, secondo wikipedia), Karl Marx e Friedrich Engels davano alle stampe il “Manifesto del Partito Comunista”

 

…Il 24 febbraio 2006, in un’epoca illuminata e feconda, priva di odiosi pregiudizi e oscurantismi, di inarrestabile crescita culturale e morale del civilissimo Villaggio Globale, entriamo nella Grande Casa del Fratello Perverso

[la GCFP, come la chiamano in tono affettuoso i suoi fans]

 

…Dove avremo l’occasione unica e rarissima di conoscere fin nell’intimità personaggi incredibili e identità sconvolgenti e originalissime, bellissime valchirie egocentriche e giovanottoni tamarri e bisognosi d’affetto, le cui alchimie, intrecciandosi l’una con l’altra, l’una dentro l’altra, sopra l’altra e sotto l’altra, faranno esplodere veri fuochi d’artificio, nella scaturigine di eventi inaspettati e insoliti, meravigliosi e terribili… dai risvolti piccanti, ammalianti, struggenti, commoventi o scandalosi!

Ad esempio…
 

Queste e altre sconcertanti vicende avvengono sotto il mitico tetto della Grande Casa del Fratello Perverso!!!

 

…Come non assistere alla rissa tra Bruno Taurino e J.R.Senior per l’ultima ciambella rimasta?!

…Vuoi davvero essere così sfigato da non saper smentire le proteste di virilità di Jean Frifrì, quandodavanti allo specchio rifà “Taxi Driver” spruzzandosi la colonia di Britney Spears, prima di partire alla conquista di Maria Megera?!? Puoi forse perderti le sue avances super maschie, portate avanti con sprezzo del pericolo mentre Bruno Taurino gli fa tò tò sul culetto?!! Non lasciare il divano neanche per pisciare, o rischi di mancare alla sua emozionante scoperta dell’omosessualità in diretta, con il ralenti sull’espressione di Jean Frifrì, a metà tra il negazionismo e l’outing: “Io?! Ma davvero?! Nooooo, daaaiiii!!!” e l’acuto finale infrangi – cristalli!!!

…E come ti masturbi, se non vieni a sbirciare le castissime docce di Pàmelah Anjelikah, ex pornostar illuminata dalla provvidenza nel mezzo del cammino, o meglio nel mezzo di un’orgia: l’uccello divino si è incarnato per lei ed è venuto per lei, tra l’altro centrando con gran precisione il buco del suo c***!!! La narrazione delle poliedriche e multisfaccettate avventure del suo passato allieteranno anche le tue serate, oltre a quelle di don Santuomo e di J.R.Senior, che dichiara: “Da quando Pamelah è nella casa, la mia scatoletta di Viagra è diventata obsoleta! Vieni qui bella storpiona culona!”, conclude, riferendosi in questo caso alla povera Maria Megera, che con una gamba più corta dell’altra ha un bel da fare a evitare gli assalti sessuali dell’arzillo vecchietto!!!

…E nella prossima puntata l’annuncio in diretta al giovane e innocente Povero Tristo dello schianto di entrambi i genitori e della sorellina piccola in un sanguinolento incidente automobilistico!!! Sconsigliamo la visione a cardiopatici, donne incinte e persone non assuefatte al cioccolato Nestlò.

 

Sempre più sconvolgente,

sempre più vero

sempre più perverso

la Grande Casa del Fratello Perverso esige anche te!!!

 
Non mancare !!!

Ti conviene esserci, o gli ex colleghi di Bruno Taurino prenderanno nota del tuo numero di targa e ti righeranno con un gancio arrugginito tutta la cromatura della station wagon!

 Tiè, stronzone alternativo dei mei cojoni!

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 10:00 | link | commenti (1) |
pubblicità regresso

mercoledì, 22 febbraio 2006

Se l’amore è cieco e la fortuna bendata,
perché io devo essere così sfigata da vedere tutto?
 
Sono disperata. Disperatissima. È successo uno spatatrac, cioè, ora ve lo racconto a voi, che tanto non ci avete niente da fare, sono sicura, se no non eravate qui a leggere.
Chi leggeva, se poteva fare qualcos’altro?!
 
Praticamente quello che è successo è su uno. Questo qui è in classe con me, si chiama Rustico o Rusty, che si pronuncia Rasti e è un soprannome che viene da Rustichella, cioè il panino dell’Autogrill che a lui piace da panico e alle medie, che era grasso e brufoloso e mezzo bulimico, mi sa, ma senza la parte del vomito, se ne scofanava sempre almeno sette in ogni sosta del pullman delle gite scolastiche.
Vabé, in pratica questo Rusty è un puzzone che si veste malissimo, credo addirittura coi vestiti usati da qualcun altro che lui compra nei mercatini. Ma non dico quelle cose vintagesuperpregio, che arrivano direttamente dagli anni Cinquanta/Sessanta/Settanta e costano un occhio di dio: no no, proprio quelli da cinque-dieci euri, che puzzano di polvere e muffa e li devi estrarre con l’organo e i guanti sterilizzati da sotto una pila di altri dentici, orribilanti vestiti bucati e muffoliti, tutti giallo senape scaduta o verde marcito o beige caccolina di cane oppure, quando va bene, rossi, in posti tipo alla fiera di sinigaglia.
Vabè, poi il Rusty è un cretino vero, con i pìrsing, le occhiaie violacee e i capelli a forma di rasta. Si ammazza di canne dalla mattina alla sera ed è uno di quelli impegniati politicamente…insomma, avete presente il genere che frequenta mia sorella Sophie?! Ecco, più o meno: gli piacciono le audiogestioni, le manifestazioni e i collettivi, anzi kollettivi;  scrive certe parole con le k, ma non lo so perché. Non come me negli essemmesse per risparmiare i caratteri. Non lo so, ha questa prediligizione per le k e scrive questi strishoni con gli slogan. Ma non come “forza inter”: no, i suoi nemici si chiamano fascisti e praticamente lui, al posto di calcio, si interessa alla politica.
Allora, credo che è per questo che si veste così male e puzzolente: ho letto su “Vanity Fair” che gli adolescenti vogliono le divise per identificarsi con il gruppo. Non lo so perché lui vuole identificarsi coi puzzoni, ma probabilmente, dice Raffaele Morelli, è solo una fase e passa con l’età. Cioè, perché da grande non è possibile che non ti decidi a comprare vestiti di marca per andare a lavorare! Sempre che questo qui vuole lavorare, prima o poi, perché dice che il lavoro è una forma di soppressione e di schiavitù, che il mondo borghese è una merda e lui piuttosto fa l’anarchista. Secondo me, se va avanti così, da grande finisce barbone o zingaro.
 
E questo era terribile, perché…perché…o san Cosmopolitan, è così difficile ammetterlo!
 
Ecco, insomma, io credo che, non so com’è successo, ma…mi sono presa una sbandata per il Rustico! Porca frangetta, l’ho detto! L’ho ammetto con me stessa!
Che sollevamento interiore! Aaahhhh…
 
Vabè, è stato un giorno, che eravamo in classe, mi stavo rompendo le palle come sempre quando c’è chimica e il sguardo si svagava nell’aula. A un certo punto, mi sono accorta che lo fissavo a lui da un bel po’, anzi ho continuato anche dopo che è suonata la campanella e la Taty e la Giusy e la Mery erano in bagno a rifarsi il trucco e io invece rimanevo lì a sognare, con il mento sulle mani e le mani sul mento e anche un po’ le mani in mano. E allora poi la Taty e la Giusy e la Mery sono tornate dal trucco e mi hanno vista e mi hanno chiesto cosa avevo e io non lo sapevo. La Giusy, che è una che di queste cose ci capisce, perché è un po’ psichiatra dentro, mi ha chiesto: “Ma non è che hai il raffreddore? Forse i tuoi recettori della puzza non sono in grado di dare l’allarme - innamoramento – di - rattuso - in - vista!”. Io l’ho guardata come se era pazza, spallancando gli occhi, le spalle e le anche e le ho detto: “Giusy, vai a cacare!” e la Mery, che è tanto buona ma un po’ lenta, poverina, fa: “Dai, così tu poi annusi e vediamo se è vero che hai i recettori della puzza rotti!” e ha aggiunto: “Poi, se mai, se sono ancora in garanzia, te li facciamo aggiustare gratis!”. Perché a lei una volta gli si è rotto l’I-pod ultimo modello dopo due mesi che l’aveva comprato, e allora è fissata con sta storia delle garanzie.
Allora, insomma, è un casino che manco Uinona Ràider quando rubava maglioni nei grandi magazzini! Almeno lei poteva tagliarsi le mani, io cosa faccio?! Il mio cuore non si domanda! Non lo so, sono agitata, ariosa, incosciata…non so neanche cosa mettermi per attirare la sua attenzione!
Come si chiameranno le riviste di moda dei rattusi?! Dove si comprano?! Io non ne conosco neanche una! Allora come fanno le tipe a sapere come vestirsi, cosa va di moda tra i puzzoni?! Come quella là, quella del gruppo sulla deformazione Moratti dell’audiogestione…quella coi capelli rosa fucsia e azzurro, che si mette un vestito sopra l’altro in ordine sparso. Io pensavo che era perché divideva la camera magari con sua sorella e si vestiva al buio per non disturbare, ma ora invece la capisco, sì: mi si è smosso qualcosa dentro! E questa volta non può essere l’appendice perché ormai l’ho tolta e neanche il fegato, perché ho eliminato fritti e alcolici dal gruppo di alimenti che non vomito dopo l’incesto.
No, questa volta lo so che sto proprio cambiando.
 
La Giusy dice che il Rusty non mi guarda perché sono una fashion victim, ma io ho pensato una cosa. Siccome lui vuole sempre battere per i diritti dei deboli e organizza tutte quelle cose politike tipo la solidarietà e le vittime di guerra o i bambini di Iroscima e Kavasaki, allora ho pensato che organizzo una raccolta fondi per le fashion victims!! Non è una buona idea? No, anzi, facciamo una raccolta soldi per le fashion victims!!! Cazzo me ne faccio dei fondi? Poi, fondi di cosa?! Di bottiglia?! O forse d’investimento?! Beh, in effetti, quelli non sono tanto male, credo…
Comunque, almeno così vede che anch’io sono sensibilizzata ai problemi di quelli che non possono difendersi. E in più, coi soldi raccolti, io e la Giusy e la Taty e la Mery possiamo andare a fare un po’ di shopping! Ho già pronto lo slogan: “Vuoi che le gnocche siano sempre più gnocche?! Allora, sgancia il grano, baby!”. Sono sicura che faremo una capitale! Poi, se ci mettiamo tutte tipo divisa, con la mini, il top scollato e gli stivalazzi con tacco dodici, penso che anche quello che chiede l’elemosina all’angolo avrà il braccino meno corto del solito. Che l’ultima volta che gli ho detto se mi prestava qualche spiccio per il caffè mi ha risposto delle cose irripetibili. Ma vedi sto alcolizzato puzzone!
 
Aaahhh….puzzone! ora quando dico questa parola non posso impedire al mio cuore di battere più forte. Sembra che galoppa! No, forse è solo irregolare. Per tutti gli psicofarmaci, devo smetterla di prendere a caso le pasticche dall’armadietto di mia madre per stare a casa da scuola!
Piuttosto, meglio che vada a prendere qualcosa dall’armadio di Sophie: ho visto che aveva dei sandali con la zeppa e una maglietta rossa del Cè che potrebbero tornarmi utili…
Baci baci
Kiss kiss,
Smack smack!
Lucy la bella
 

Sembra talco, ma è... LucyCannella all'alba delle 13:46 | link | commenti (3) |

giovedì, 16 febbraio 2006

Ignorare l’ignoranza
 
Lo vorrei. Oh se lo vorrei!
Non potete immaginare quanto sarebbe più serena la mia esistenza se potessi ignorare quello che mi circonda e che, quasi sempre, mi fa arricciare il naso indispettita, indignata, sconvolta fino alla viscere e anche, devo ammettere, terrorizzata. Già, perché mi domando cosa verrà dopo, quali danni subiranno le generazioni della cultura visiva – di più rapida assimilazione, ma anche dolorosamente molto meno profonda di quella verbale -, le generazioni cresciute in questo allucinante scenario italiano dell’aummaumma portato all’estreme conseguenze, dell’individualismo strascinato fino al menefreghismo, dell’autosufficienza stiracchiata fino al farcela rosicchiando il più possibile all’altro, se possibile inconsapevole.
E ogni volta mi sembra che non sia più possibile, cazzo. Ogni volta sto qui a spaventarmi e mi dico che, cazzo, gli stessi dubbi devono averceli avuti in tutte le generazioni: tutti pensavano di essere alla fine, di aver toccato il fondo, che peggio di così non poteva andare, tutti temevano conseguenze e danni irreversibili alla società e alle persone, e invece…e invece?! No, in effetti non avevano tutti i torti, i cari vecchietti di quelle generazioni lì…
Ma il cuore delle mie lamentele quotidiane, questa volta, riguarda quello che sento quando le mie orecchie, libere mentre le mani si danno da fare tra attività domestiche dalla brava casalinga - studentessa - dog sitter in cui mi sono evoluta, svolazzano tra trasmissioni radiofoniche e rassegne stampa e dibattiti televisivi. Si parlava di come attrarre a sé l’elettorato indeciso e…beh, io non credo di essere in par condicio, no?! Cazzo vogliono da me, io dico quello che mi pare. Ci sono un sacco di vantaggi nel non essere Bruno Vespa, oltre al fatto di non avere l’aspetto, la personalità e il karma di Bruno Vespa. Comunque, che cazzo vuol dire attrarre l’elettorato?! Ma perché mi devono umiliare sempre così tanto, eh?! Perché io non posso continuare a pensare che la mia vita, il mio futuro, la mia stabilità possa essere affidato a qualcuno che non sia scelto da un branco di indecisi sulla base della simpatia, dei difetti di pronuncia, della forma del mento [a culetto oppure a punta] o della migliore barzelletta raccontata?!
mioddìo, perché io rabbrividisco e vomito a questo pensiero?!
Ché per me la politica è e dovrebbe essere una cosa seria, sacrosanta serietà! e fregan cazzi se nel salotto della Mara la serietà non ci sta bene: distruggiamoglielo pure, il salotto, a colpi di machete e torce incendiarie e pitbull sguinzagliati tra cuscini e divani e ballerini, alla Mara, se è a causa sua che si è costituita quella banda di deficienti, così rincoglioniti da ridursi a scegliere…o meglio da costringere noipersoneserie a subire la loro stupida scelta effetuata in base al colore della cravatta o alla lunghezza delle gambe o a quanto gli sudano le ascelle o a come rispondono a Giuliano Ferrara [beh, insomma, su questo dovrei rifletterci…], quelli che devono guidare ‘sto paese! È come se creassimo il Ministro dei Nomi per Tutti e ci mettessimo quello che ha chiamato il figlio Luigi Luigi o Rosa Chiappa, capito?! Quello è un deficiente, va internato e non gli si fa decidere nulla! Perché è scemo.
Ma mi dite cosa c’entrano le strategie di marketing con la nobile arte della politica?! Le tecniche che già furono dei sofisti, quelli che si facevano pagare soldini sonanti e sporchini per trasformare un discorso perdente in vincente e viceversa?!
Cazzo, è sulla base dei valori che si sceglie! Sono i valori, le priorità della vita, quello che ritieni più importante che danno il senso dell’appartenenza politica! Voglio dire: per te è fondamentale la sicurezza, la tutela della proprietà privata, la libertà di investire dove e come vuoi pagando poche tasse?! Occhei, allora vai a metterti là a destra. Tu invece vuoi uno stato sociale che non abbandoni gli ultimi a se stessi e tuteli le classi lavoratrici e non discrimini sulla base di privilegi discutibili o differenze individuali?! Perfetto, vai a sinistra. Tu dici che i gay non dovrebbero sposarsi e le donne non dovrebbero abortire?! E perché non vai a farti i cazzi i tuoi da un’altra parte, rompicoglioni d’un cattolico opinionista?!
Insomma, anche i bambini lo saprebbero fare, con un paio di fazzolettini colorati!
allora basta, dico: almeno non fatemi sentire così stupida, così violentata nel profondo in ciò a cui credo, merda. Che già sentir parlare i politici tra loro è….cazzo, da quando è sorta Forza Italia è diventato per me un trattenere a forza i conati…un chiedere continuamente al mio povero partner attonito: “Ma la gente non se ne rende conto? Non vedono che questi non dicono assolutamente nulla? Che si limitano ad affastellare paroloni, così, a’mmuzzo?!”…ma…ma non dovrebbero parlare di qualcosa di reale, concreto, di
problemi…no, non posso credere, sempre, ogni volta, che siano i meccanismi della politica, che si corrompono e devono passare anche attraverso queste scappatoie…no: questa gente ha reso la politica uno scambio volgare [molto più volgare del mio personalissimo e adorabile turpiloquio] di bassezze tra viscidi ignoranti arricchiti a cui preme solo proteggere i loro ingiusti privilegi e coprire i loro loschi affari, di quelli che se li avessi vicini a tavola gli vomiterei nel piatto.
Checcazzo.
Non so più come sfogarmi.
Gli indecisi.
Ma pensa te…

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 14:07 | link | commenti (8) |
apocalitticannella, ragazze contro, sophie per il sociale

mercoledì, 08 febbraio 2006

Corri Postino, corri!
 
Patria Italica, giorno del Signore addì tudéi
 
Caro Adolfino, Benituccio, Camillo Benso jr., Dudidù…
Cara Agattina, Bahrbahra, Camilla Parker Bowles jr., Dorotea…
[sostituire allo spazio vuoto il nome del potenziale acquire’…ehm…consumato’…cioè, elettore in fasce]
Questa è, con tutta probabilità, la prima rottura di coglioni della tua vita.
 
ConsideraMi un po’ come il primo venditore porta a porta che tu abbia mai conosciuto, quello che, come direbbe il Mio amico Giuoooj’Dàbliu, alla wozzamericans’uèi [“Ve flèg ov iour cauntri is not onli e biùtiful flèg, bat olso é simbol offrìdom…ohhhh….friiiidom…friiidom…friiiidooooom…friiiiiiiiiiidoooooooooommmm! yeeeeah!”], ti lascerà l’imprinting per tutta la vita.
D’altra parte, uno dei Miei innumerevoli soprannomi è proprio “il piazzista di Arcore”. Altri, inventati dalla fantasia perversa e avvelenatrice dei Miei nemici Komunisti, sono: il Nano, il Pelato, il Nano Pelato.
E tu, caro elettore in fasce, che condividi con Me il problema dei pochi capelli sul capino [a proposito, se vuoi l’indirizzo di uno bravo per i trapianti, mandami un sms alla Presidenza del Consiglio, che te lo giro subito: ci prendo pure una percentuale!] e della cortezza delle membra sante, sei il più adatto a comprendere le ferite che questi insulti gratuiti causano al Mio animo sensibile.
Io che, come ben presto anche tu sarai costretto a sapere, iniziai la Mia lunga e non del tutto chiara scalata alla Vetta del Mondo a partire dall’umile ponte di una proletaria nave da crociera, su cui deliziavo nobili animi e orecchi con la Mia angelica musica, e ora desidero solo avere il tempo per stenderMi sotto un cielo stellato e contemplare la grandezza dell’Universo.
Contemplare cercando al contempo di stimare quanto Mi costerebbe ingaggiare l’Architetto Divino per progettare, costruire e collaudare qualcosa di simile a Milano 2, l’esempio che tutto il mondo ci invidia e che dà lustro al nostro paese, detto “Bel” Paese proprio grazie agli spazi urbanistici progettati da Me, dal Brunelleschi e da tale Michelangelo Buonarroti.
Dicevo, vorrei avere il tempo di contemplare, di dormire e contemplare come gli Antichi, ma purtroppo tutto quel che ho da fare per tuo padre, i Komunisti ingrati e i fannulloni, che vivono sulle spalle Mie e del Mio incessante lavoro, pretendendo di sottrarre ancora più denaro dalle casse dello Stato che Io Mi sono comprato [non mi avrehhhtehh, bastardi fariseiii! I soldi sono mieeeeiii! È tuuuuutto miooo!], non Mi permette mai di fare una sosta o di distrarmi un attimo.
Fortuna che ci sono gli psicofarmaci a tenerMi su e regolarMi l’umore […Si contenga!…etciù!].
 
Insomma, caro Adolfino, Benituccio, eccetera, lo zio Silvio è qui per spiegarti che nel tuo cammino su questa terra finirai per imbatterti molto spesso in esponenti di questa razza maliziosa, viscida, invidiosa, mistificatrice, pessimista, puzzona e menagrama portasfiga nota con il nome di Komunista, o Rossa, o Sinistrorsa, o degli ex Socialisti – non – Craxiani [sempre sia lodato!].
Essi preferiscono muoversi in branco in quelle che chiamano “manifestazioni popolari”; li riconoscerai già a scuola, grazie al fatto che sono sporchi e vestono abiti non di marca, magari addirittura appartenuti al fratello maggiore; sono quelli che fanno la spia alla maestra, dicendole che sei colluso con i bulletti e hai corrotto il bidello.
La stessa maestra che, secondo i dati dei Miei sondaggi, è a sua volta Komunista; perciò, ti condannerà ingiustamente ad andare a scuola tutti i giorni, senza alcun privilegio nonostante l’autista che ti aspetta all’uscita con la limousine, perché lei è Komunista e i Komunisti non comprendono l’equa ripartizione dei privilegi attuata in cinque anni di Governo Illuminato delle Destre. Amen!
 
Quando crescerai, incontrerai altri Komunisti nel fisco: saranno quelli che ti obbligheranno a pagare imposte commisurate al tuo reddito, senza considerare che tu produci un sacco di ricchezza [sempre più soldi! Seeeempreeee di piùùùùù! Tuuutti ahhhmmmmèèè! Arf arf! Sbav’ sbav’!], mentre quei fannulloni di Komunisti si limitano alle loro banali otto ore lavorative sottopagate -ove non siano già riusciti a farsi licenziare o cassintegrare a causa di inettitudine e innato fancazzismo- e guadagnano delle cifre talmente ridicole che anche solo per scherno Noi li costringiamo a darcene almeno la metà in tasse! [Bhuahuahuahua!]
Incontrerai altri Komunisti nei tribunali, se sarai un Perseguitato D.O.C con tanto di Stigmate, come Me e il buon vecchio Jesus; nelle Università, se quando sarà il tuo momento la Moratti non le avrà già sostituite con più redditizi e belli a vedersi centri commerciali; nei giornali e pure nelle edicole, se non saremo riusciti ad annichilire completamente il tuo desiderio di capire la realtà che ti circonda e farai parte di quell’insulso 1-e-qualcosa % della popolazione che ancora si prende la briga di leggere - e viene per questo giustamente sospettata di Komunismo; in televisione, anzi in tutte le televisioni, italiane e straniere, che sono in mano a quegli sporchi filosovietici; nelle Assicurazioni, nelle Banche, nei supermercati e persino nella botteguccia sotto casa…insomma: stai attento, giovane elettore, perché come ti volti ti volti, rischi di andare a sbattere contro una pancia rossa, ben pasciuta di vodka, caviale e bambini!
 
Ecco perché lo zio Silvio vuole darti un paio di dritte che ti torneranno utili nella tua lunga e lieta vita, una volta che i mille euri con cui tentiamo di leccare il culo ai tuoi genitori sotto elezioni saranno inesorabilmente finiti in puttane per il papà e vino per la mamma alcolizzata, che se ti va male si ubriaca e ti fa persino cadere dal balcone, pensa un po’, sfigato d’un figlio di Komunisti senza tata inglese!
[Ma insomma, si contenga! Lei è un dipendente pubblico! Pork’troj’’’!]
1)      Innanzitutto, non credere alla “saggezza popolare” [che, per definizione, è Komunista] e a chi ti dirà che “chi si loda s’imbroda”: i miei consulenti d’immagine ed esperti di marketing sanno benissimo che una buona pubblicità, martellante e ossessiva q.b., è il segreto dell’ammore incondizionato delle folle. 
Caro marmocchio, tu parla, parla, parla…vedrai che alla lunga riuscirai a sfinire l’avversario e a prendere tutti per stanchezza.
2)      Se hai qualche problema pendente [ad esempio se la maestra ti ha messo troppe note sul registro e vuole vedere i tuoi], tu càndidati alle elezioni!
Ti sembra difficile? Ti sembra una cosa per “gente che ne sa”? Non lo è, povero minuscolo ingenuo, se pensi che l’hanno fatto anche Iva Zanicchi e Elisabetta Gardini, se pensi che ora voglio candidare persino Angela Cavagna e Loredana Lecciso! Non preoccuparti! Tu inizia solo a versare la quota dei Giovani Azzurri al partito, che poi ci pensa lo zio Silvio!
3)      Poiché nella vita, dopo soldi e potere, la sola cosa che rimane è la figa, considera che ai convegni di Forza Italia [o Italia, Forza: devo consultarmi con gli esperti!] abbiamo le hostess più preparate e più porche del settore, e che così tanti manici tutti insieme puoi vederli solo alla fabbrica della Tonkita.
Oltre tutto, soldi è potere è figa.
Ricordati sempre, caro il mio pelatino, che se tua sorella crescerà con il sogno di fare la velina, o se la prima bambina bionda e boccoluta di cui t’innamorerai ti snobberà perché a calcio sei una sega, modestamente il merito è tutto dello zio Silvio, l’Unto del Signore in persona laiv yé yé!
 
Insomma, giovine virgulto elettorale, se non hai il privilegio di una linea diretta con l’Altissimo, come il mio figlio più piccolo che tutti i giorni dice messa e ha già una fabbrica in città e un ordine monastico tutti suoi, rivolgiti pure allo Ziuccio tuo, che vedrà di metterci una buona parola.
 
[Pecché, jicoddati bbène picciriddhu: Nòi nu’ facimm’mmai quaccosa pe’nniènte.
Te piasciruno li milli euri?! E’mmo’, she devi nu favore, figghiuuzz’!]
 
Un grosso bacio,
lovely,
lo Zio tuo Santissimo Silvio…
smack smack!
 

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 09:38 | link | commenti (2) |

martedì, 07 febbraio 2006

Rompicoglioni e donne delle pulizie
 
Ma quando è successo, che si è trasformata in una tale rompicoglioni? Quando ha iniziato irreversibilmente a cambiare, la ragazza dolce, erotica e spiritosa di cui mi ero innamorato? Forse il suo carattere si è corrotto nello stesso momento in cui il suo fondoschiena sexy si allargava e strabordava e si sformava, somigliando sempre più chiaramente a una portaerei flaccida e gelatinosa? Nello stesso istante in cui il suo cervello si atrofizzava davanti a soap operas, talk e reality shows, programmi di infotainment e concorsi a chi trova la parola inglese più orribile e inutile?
 
Ma quando è successo che mi sono trasformata in una tale rompicoglioni? Quando il mio desiderio di prendermi cura di lui, di badare alla nostra casa e rendere più facili le nostre vite ha iniziato a virare irreversibilmente verso la paranoia e la frustrazione? Quando è stato, che la mancanza di gratificazioni e distrazioni mi ha fatta precipitare in una specie di bulimia abbuffina di ritorno, che ha reso il bel sedere che avevo così simile a un budino affetto da gigantismo?
Come se tanto cibo potesse davvero lenire la solitudine...no, non è così! Anzi, da brava regina dei circoli viziosi, dopo quelli del punto croce, più mangiavo, più ingrassavo, più mi isolavo per la vergogna di essere così debole e cicciona, più mangiavo, più ingrassavo, più mi isolavo…
 
Perché, a un certo punto, tutte le sue energie sembravano volte a mortificarmi e umiliarmi, calpestando l’essenza stessa della mia virilità con tutte quelle raccomandazioni, quei rimproveri, quelle richieste di attenzione, e i tentativi di cambiarmi e gli incitamenti a “parlare di più”? ‘Cazzo ti devo dire, più di così? Non parlavamo, forse, ogni volta che ci vedevamo? Non parlava, lei, sempre e incessantemente? Non aveva forse un’opinione precisa, che aveva urgenza assoluta e quasi fisiologica di esprimere, su ogni fottuto ramo dello scibile?
Al ritorno dall’ufficio: “Com’è andata oggi, amore? Racconta!”; a tavola: “Ti piace il mio arrosto, tesoro? Dimmi che ne pensi, sii sincero! Ci voleva forse più sale? È troppo cotto?”; a letto: “Non così, caro, che mi fai male! Prova un po’ più in là…ecco…ci sei quasi! No, amore, non da quella parte!”; in auto: “Non potresti andare un po’ più piano, amore? E perché suoni continuamente il clacson? Non ti accorgi che ci innervosiamo tutti? Sii più conciliante!”; e per la strada: “Mi sbaglio o stavi fissando le gambe di quella ragazzina? Lo sai o no che per una così potresti finire sotto processo, eh? Potresti esserle padre, pezzo di pervertito schifoso!”…
Le ragazzine, già.
Le ragazzine deliziose che si suppone uno non debba guardare, nonostante le gonne oscenamente corte che scoprono loro gambe affusolate, abbronzate e muscolose che s’avvitano dalle caviglie sottili su su fino ai culetti rotondi, senza un’ombra di cellulite e flaccidumi vari ed eventuali, che ricoprono invece quell’ammasso molliccio di chiappe e scoregge che divide il letto con te…
Io non dovrei buttare l’occhio, giustamente goloso, su tanta grazia e armonia dei movimenti, come se potessi appagarlo alla sola vista di un’ippopotamona pelosa con lo spazzolone sempre in mano, unta di creme puzzolenti, coperta da una tuta grigia senza forma e da un foulard sui capelli forforosi: come dire, la quintessenza della libido maschile, femminile e transgender!
 
Una volta mi piaceva vestire in un certo modo, truccarmi gli occhi e le labbra, far risaltare le mie forme e i miei colori con gli abbinamenti, i tessuti, i movimenti giusti… scoprire le cosce, ondeggiare sensualmente su scarpe impossibili a portarsi senza settimane di allenamento previo, dipingermi le unghie da gatta con i colori della passione, movimentare la mia chioma con spruzzi di colore o ricci inattesi o tagli decisi…
Una volta mi piaceva sorprenderlo, con giochi erotici sempre nuovi - farmi trovare, al suo rientro, ammanettata al letto e vestita da troia, con il mascara colato sulle guance e la parrucca bionda e gli abiti strappati… farmi sculacciare in uniforme da sexy scolaretta, implorando pietà e perdono per i miei errori di ortografia…camminargli sulla schiena con gli stiletti affilati e morderlo e graffiarlo e frustarlo e farlo urlare di dolore e piacere e sazietà…
Poi…
Cos’è successo? Quando ho iniziato a smettere? Quando ho abdicato alla mia femminilità e ho rinunciato ad ogni forma di piacere, di fantasia, di gioco?
Quando è scomparsa la complicità, che ci permetteva di divertirci senza vergognarci di nulla?
Quando è subentrata tutta quella “serietà”? Tutta quella plumbea tristezza?
 
Forse nel momento in cui mi sono accorta che i miei interlocutori privilegiati erano i pavimenti sporchi; che potevo mostrare le mie belle gambe solo al pesce rosso nella sua boccia, l’unico essere maschile che, anche volendo, non avrebbe potuto fare mezzo commento; forse perché i soldi non bastavano mai e sarebbe stato assurdo spenderne tanti dal parrucchiere per poi dover indossare foulard e berretti per proteggermi dalla polvere e dalle ragnatele durante le incessanti e interminabili sessioni di pulizia; forse perché lo smalto alle unghie non dura molto tra detersivi e acqua bollente; forse perché dopo un po’ ci si sente ridicoli a truccarsi come una star per andare solo dal macellaio e dal fruttivendolo, specie se si tratta di uomini brutti, anziani e pure volgari…
 
E poi, ti accorgi che anche tu invecchi: non sei più la ragazzina che faceva voltare gli operai per strada con le sue belle gambe, e non lo sarai mai più. A trenta - e - passa - anni - quasi - quaranta, se un uomo non apprezza la tua compagnia perché sei intelligente, simpatica e sensibile, cosa puoi aspettarti? In cosa devi sperare?
In effetti, la mia simpatia e la mia dolcezza sono andate un po’ perdute, in questi anni di convivenza. Le ripicche mi hanno abbruttita e le piccole vendette hanno logorato il nostro rapporto e le nostre personalità.
Una volta, tornando dall’ufficio mi portava sempre dei fiori. Una volta, aveva il vezzo di fermarsi a guardarmi inclinando il capo, come fanno i cani quando vedono o sentono qualcosa di curioso, e poi mi diceva: “Come fai, a essere così bella?” e io ridevo e facevo di no con la testa, in un reflusso di modestia ingiustificata, oggi posso ben dirlo, con tutte queste rughe in più sulla faccia stanca, i capelli crespi e la cellulite che ha ottenuto il controllo assoluto del territorio adiposo.
Oggi che i miei sogni si sono rivelati in tutta la loro natura di ingenue stronzate.
Oggi che, guardandomi allo specchio, riesco solo a chiedermi ossessivamente: “Come mi hanno ridotto, l’amore e il tempo che passa?”
 
E io ormai pensavo che non me ne sarei più liberato. Che, a sapere come sarebbe finita, l’avrei fatto io il passo! Io l’avrei mandata a’ffanculo! Levarmi almeno quella soddisfazione…! Poterle almeno vomitare addosso tutto lo schifo, la frustrazione, gli insulti che ho covato dentro in tutti questi anni…
È che non l’avrei mai creduta capace di un simile gesto. Lei, che ormai era così scontata, così piatta, banale, prevedibile e insulsa. E invece…ne aveva ancora, carattere, quella vecchia battona!
 
Poi è andata così.
Ho alzato la testa, finalmente. Ho avuto il coraggio di guardarmi negli occhi e ho capito che così non era possibile continuare. Che se una storia deve diventare la prigione delle anime di due, se dobbiamo finire vecchi, nei nostri angoli, che ci guardiamo in cagnesco criticando qualunque cosa l’altro faccia fino a ridurlo all’immobilità, se dobbiamo incartapecorirci tra i rifiuti emotivi e gli insulti e i tentativi reciproci di umiliarci e farci grandi schiacciando l’altro…insomma, che storia è? Vale forse la pena?
Ho preso le mie cose, solo quelle essenziali, e sono andata via.
Alla ricerca del mio fondoschiena perduto.
 
Tanto chi la guarda più, quella, vecchia e grassa com’è diventata da quando sta con me?!
Non me ne frega un cazzo.
Un cazzo.
Solo che ora mi toccherà pagarla, la donna delle pulizie.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 10:40 | link | commenti (1) |