Posso dirtelo?! Mi fai schifo, merdaccia!
Vorrei tanto poterti vomitare in faccia...solo pochino! daiiiiii, perfavòòòòreeeee!
Da Repubblica.it
L'INTERVISTA.
"Ho pagato e non mi pento: questo è il paese dei furbi"
Parla uno dei giovani baresi coinvolti nell'inchiesta: "Solo un aiutino"
di GIULIANO FOSCHINI
Un'aula della facoltà di medicina di Bari
BARI - Lui ha pagato. "Non so quanto, questo chiedetelo a mio padre. Ma vi assicuro che ho studiato. Quell'esame l'ho superato per merito soprattutto. Certo un aiutino...".
[merdoso figliodipapà, talmente cacasotto e ignorante da fare pure finta di non sapere!]
I messaggini sul telefono con le risposte giuste le sembrano un aiutino?
"Chi nella sua vita agli esami, ai compiti in classe, non ha copiato una volta o almeno ci ha provato? Avanti, provate a dirmelo. Rispetto a prima sono cambiati soltanto i metodi: prima c'erano le fisarmoniche, i libri piccolini, le fotocopie. E ora ci sono i telefonini. Non capisco perché la gente si scandalizza".
[primo, dire "lo fanno tutti" non è una difesa. secondo: è GRAVISSIMO perché le testedicazzo come te vogliono diventare DOTTORI e giocare a dio con la vita della gente, che magari non ha i soldi di papino per pagarsi le cliniche private! figlioditroia!]
Antonio (non si chiama così) è uno dei cinquanta sospettati dalla procura di Bari nell'inchiesta sui test d'ingresso all'Università di Bari. L'esame lo ha superato. Ma la sua prova dovrebbe essere annullata.
"Non esiste".
[pulisciti la bocca con l'acido muriatico prima di parlare, coglionazzo! ti hanno sgamato, ciccioculone! tiè!]
Come, scusi?
"Io non ho fatto niente di male e quindi io mi sento a tutti gli effetti uno studente dell'Università di Bari".
[bhuahuahuahuahuahuahua! sentiti la merda senza palle che sei, rottinculo! dovrebbero bandirti da qualunque aula di qualunque edificio dell'universo, viziatello dimmèrda!]
Lei ha barato.
"Ho fatto quello che si è sempre fatto durante un esame. Niente di più, niente di meno".
[gnègnègnè gbnègnègnè...così ci sei arrivato all'università!? complimenti! spero che ti investa un camion pieno di tori da monta vogliosi mentre stai attraversando per andare al pronto soccorso a farti medicare un'unghia rotta...]
Ma come: le centrali operative, gli auricolari bluetooth, le staffette...
"Quelle sono le esagerazioni dei giornali. Semplicemente i tempi avanzano e noi ci adeguiamo con le tecnologie. Ma ripeto, non mi va di passare come un analfabeta. Mi sono diplomato con un ottimo voto, ho studiato come un pazzo per cinque anni e quest'estate con il professor Pollice anche. Nessuno mi ha regalato nulla".
[mmmhhh...aspetta, forse che forse che dimentichiamo papino?! o devi fargli un pompino per ogni monetina che mette nel tuo salvadanaio a porcellino!?]
Perché se era così bravo ha pagato?
"Io ho pagato le lezioni private, non per superare l'esame. Nessuno mi ha garantito di essere promosso, se fossi stato bocciato nessuno avrebbe restituito a mio padre quel denaro: certo, le percentuali erano alte. Si sa che chi segue i corsi di Pollice ce la fa quasi sempre. Ma perché è preparato. Non per altro".
[oh! povero papino! investimento sbagliato?! ma se non se n'è reso conto frequentandtoi tutti i giorni, anche lui non deve essere tanto sveglio, temo...e quello che mi fa venire voglia di metterti le mani al collo è che tu pensi che TE LO MERITI! calcinculo da qui alla morte, ti meriti, minchionauta che non sei altro!]
Quando ha cominciato a studiare per il test?
"A fine aprile, i primi di maggio. Dovevo preparare anche gli esami di maturità e la chimica, la fisica, servono sempre. Non erano lezioni individuali ma di gruppo. Ci vedevamo una, io anche due volte alla settimana".
[e allora perché hai pagato, se sei così bravo?! c'è qualcosa che non torna, cazzaro!]
Che facevate?
"Seguivamo le lezioni. Preparavamo i test con le simulazioni. Studiavamo molto anche a casa, non sono mai stato così tanto sui libri in vita mia. Sono bianco: se bastava pagare avrei passato l'estate a Corfù con i miei amici, e non in un villaggio a Polignano".
[poooooveriiiiinoooooooo! ha pure rinunciato a corfù, lui! ma si può petendere tanto da un adolescente?!]
Un secchione.
"No, ma nemmeno un delinquente".
[ah, e tu come chiameresti un dottore che ti opera senza esserne in grado e magari ti rovina per sempre?! amico del cuore?! ah, già, dimenticavo: tu hai i soldi di papino per assicurarti che non accada...mica vai negli ospedali pubblici, tu!]
Lei ora potrebbe essere indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Cosa dirà agli investigatore quando sarà interrogato?
"Che non ho fatto niente. E se insistono mi avvarrò della facoltà di non rispondere, si dice così, no?".
[bravissimo! scuola wanna marchi. complimenti per i tuoi modelli di vita. minchionazzo!]
Lei aveva il telefonino?
"Sì".
Non si può, è vietato.
"Non hanno le prove. Nessuno mi ha scoperto".
[fottiti, lardelloso puzzone!]
Potrebbe essere stato intercettato.
"Forse no".
[potresti essere colpito da un pianoforte a coda che precipita per errore dal quinto piano sulla tua testa. il karma fa strani scherzi, alle volte...]
Aveva cambiato la scheda e anche il telefonino?
"Questo non lo posso dire".
[papino non vuole?! ce l'hai già in rubrica il numero dell'avvocato taormina?!]
Ma non si sente in colpa nei confronti dei suoi colleghi? Avete giocato la stessa partita ad armi impari: che gusto c'è a vincere così?
"Ho vinto perché ero più preparato. E forse perché sono stato più furbo. Questo è il paese dei furbi".
[ammazzati, coglione! non hai vinto niente. e il paese dei "furbi" lo fanno proprio le merdacce come te e tutti quelli con cui ti ritroverai reincarnato in zingaro rom nel bel mezzo di una riunione di lega, an, fiamma e msi nella prossima vita. ti auguro di non realizzare mai niente di ciò che desideri, merdanelcervello che non sa manco dire "ho sbagliato". sono le testedicàzzo come te che stanno rovinando questo paese e questo pianeta. ai lavori forzati devi passare le estati che ti rimangono prima di morire di sifilide, cirrosi, herpes e aids dimenticato da tutti in un bordello di calcutta, ignorantedimmèrda!]
[grazie. scusate ma mi serviva uno sfogo dopo aver letto tanta impunità. adolescentidelcàzzo. fanculo!]
(
13 settembre 2007)
dal corriere.it,
con la solita abbondante dose di amore e presunzione d'innocenza come se piovesse...
In 2 hanno raccontato che all'epoca delle presunte molestie erano minori
Don Gelmini, 50 le denunce per abusi
Le accuse da ex ospiti della sua comunità. Sospetti su pressioni per ritrattare. Si allunga la lista delle testimonianze
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ROMA — È come se avessero preso coraggio all'improvviso, trovando la forza di rivelare segreti fino ad allora apparsi inconfessabili. Sono una cinquantina le persone che durante l'estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini. Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati.
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Don Pierino Gelmini (Ap)
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La maggior parte si è presentata spontaneamente davanti al pubblico ministero di Terni. Ha ripercorso episodi di tanti anni fa che, hanno detto in molti, «mi hanno cambiato la vita». Due di loro hanno raccontato di aver subito abusi dal fondatore della comunità «Incontro» — che assiste i tossicodipendenti in programmi di recupero — quando erano minorenni. Non c'è ancora una nuova contestazione formale, ma se queste dichiarazioni trovassero conferma, la posizione del prete già indagato per violenza sessuale, potrebbe aggravarsi. Perché si tratterebbe di episodi di pedofilia e dunque un reato diverso da quello finora ipotizzato nei suoi confronti.
LE INDAGINI — I magistrati procedono con cautela, sanno bene che in casi del genere ci può essere una sorta di suggestione, talvolta anche un desiderio di rivalsa. Ma sanno anche che i collaboratori più stretti di don Gelmini si sono attivati per convincere alcuni giovani a ritrattare. In almeno due casi avrebbero cercato di incontrare chi aveva presentato la denuncia, avrebbero offerto soldi e favori per tentare di mettere tutto a tacere. E questo ha naturalmente contribuito a confermare il quadro accusatorio già delineato dai pubblici ministeri. Al fascicolo gli investigatori della squadra mobile di Terni hanno allegato decine e decine di intercettazioni telefoniche che mostrerebbero questa volontà di alcuni operatori della comunità di favorire don Gelmini. La voce del prete si sente raramente nei colloqui. Ad ascoltare le registrazioni sembra che ad occuparsi della vicenda siano i responsabili della sua segreteria. Sono loro a tenere i contatti con chi accusa, a tentare di far cambiare idea a chi ha fatto riaffiorare i ricordi. I magistrati hanno già verificato una trasferta a Torino di uno di loro che sarebbe stata organizzata per incontrare in carcere due giovani detenuti che erano stati tra i primi a presentare denuncia. Ora si va avanti. Il primo accertamento da svolgere per verificare i nuovi verbali riempiti nelle ultime settimane riguarda il periodo di permanenza di ogni giovane all'interno della comunità. Poi bisogna verificare che tipo di legami avessero con il fondatore, se ci siano stati problemi, quali siano stati i rapporti successivi. Sembra che in alcuni casi gli episodi raccontati siano molto circostanziati, che alcuni abbiano anche indicato testimoni in grado di confermare le proprie dichiarazioni. Soltanto al termine dei nuovi controlli, il magistrato deciderà eventuali provvedimenti. A metà agosto era circolata voce che potesse essere richiesta al giudice per le indagini preliminari una misura interdettiva per impedire un eventuale inquinamento delle prove. In realtà erano in corso altri riscontri e proprio in questi giorni si starebbe rivalutando la possibilità di sollecitare un pronunciamento del gip.
LA DIFESA — Inizialmente erano sei le persone che avevano raccontato le violenze. Uno ha narrato fatti risalenti al 1993, ha detto di essersi anche confidato con don Mazzi quando si è trasferito nella sua comunità. Il sacerdote ha confermato di aver ricevuto quelle confidenze, di aver consigliato al giovane di rivolgersi ad uno psicologo, di aver continuato ad aiutarlo prima di perdere le sue tracce. «Mi accusano — si era difeso don Gelmini — perché li ho allontanati dalla comunità. Alcuni di loro erano stati scoperti a compiere reati e sono stati cacciati. È la loro vendetta. Sono innocente e dunque resto assolutamente tranquillo. Porto la croce e prego per loro». Aveva anche attaccato la lobby ebraica e la massoneria come ispiratrici «di questa campagna diffamatoria contro di me» e ciò aveva spinto il suo avvocato Franco Coppi ad abbandonare la difesa. Ma poi la lista si è allungata, altri tre ragazzi sono usciti allo scoperto dopo aver saputo che era stata avviata un'inchiesta. E con il trascorrere delle settimane le denunce sono diventate decine. Adesso è possibile che don Gelmini decida di farsi nuovamente interrogare per continuare a respingere quelle che ha sempre definito «fantasie».
Fiorenza Sarzanini
11 settembre 2007