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*loading* ovvero, la dolce Sophie&la misteriosa scomparsa del Contatore...
quando il tuo corpo, la tua libertà e la tua vita dipendono dalle opinioni di un manipolo di stronzi bigotti oscurantisti...
ma guarda tu se proprio adesso che mia sorella Sophie [con la scusa che studia e lavora e non ci ha mai tempo, maaaaai tempo, ma io mica ci credo, sa'?!] si dà alla macchia, doveva spuntarmi la coscienza critica. e fa un male, ma un maaaaale, proprio all'altezza del fegato.
infatti, la folgorazione mi è arrivata durante un aperitivo, intorno al quarto o al quinto Cosmopolitan on the rocks [che ero anche un po' stanca di stare così in equilibrio] accompagnato da trionfo di crudité, quando la mia amica Mèri è arrivata tutta trafelata anche lei on the rocks per lèppi.
era addirittura così trafelata, per dirvi come stava messa, come non poteva proprio farcela, che aveva le décolleté della scorsa stagione. qué orror! vabbè, ci ha prese da parte a me e alla Giusi [che viene da una famiglia un po' bigotta lei, poverina: i suoi sono dell'opium dei!] e ci fa:
"oh, raga! mi sa che sono rimasta incinta!".
potete immaginare la faccia che abbiamo fatto io e la Giù. vabbè, io ero la più carina delle due, ma è ovvio: ho seguito un corso di Espressionismo Facciale, in cui mi hanno insegnato tutti i segreti di Lang e Wiene per fare sempre la faccia giusta al momento giusto, ma questa è un'altra storia.
fatto sta che quella bigottona della Giù, le fa:
"ecco, se non ci avevi tutta quest'ansia demoniaca di scopare col tuo ragazzo e aspettavi di farti sposare come tutte le brave ereditiere cattoliche, non ti sarebbe mai successo. tiè!"
non l'avesse mai detto! ma il problema è che la Giù, essendo così profondamente e irriducilmente cattolica, è un po' spietata: cercate di capirla!
in compenso, la Mèri, che oltre ad essere una gran puttana è anche una gran figlia di puttana, le risponde:
"ma pensa tè sta pezza d'una stronza, oh! intanto non era il mio ragazzo, ma un manico qualunque che guidava una cilindrata sopra i 2000 e mi ha offerto da pippare tutta notte. e poi, brutta pedofila che t'intrufoli nei confessionali per toccare i bambini poveri, le tue opinini di merda ti faccio vedere io dove te le puoi infilare. e stai sicura che, con questo metodo, incinta non ci rimani di certo!"
e siccome la Giù non è una a cui piaccia troppo ascoltare le idee degli altri, essendo sempre appunto così terribilmente cattolica, e siccome aveva anche tutti i lineamenti disordinati dallo sciòck ed era proprio bruttarella con tutto quello scandalo e quei dissapori sparsi sul viso, la Mèri ha iniziato a sfotterla e le due hanno preso a mordersi e graffiarsi.
e così, sono dovuta intervenire io a fermarle prima che si strappassero i vestiti o si rompessero le unghie. con quel che costa oggi una manicure ben fatta...
fatto sta che da questa brutta faccenda ho imparato due cose:
1) innanzitutto, che tante volte sarebbe bene che i cattolici le loro opinioni se le tenessero per sé;
2) in secondo luogo che non è giusto fare sesso quando si è troppo giovani per prendersi le responsabilità che ne conseguono.
in compenso, se invece della penetrazione vaginale decidete di darvi al sesso anale, spergiurando e sottoscrivendo di non essere omosessuali [poiché in quel caso la chiesa vi condannerebbe comunque e la Mèri non vi presterebbe più le sue trendissime tisciort glittering], il rischio gravidanza è scongiurato e il divertimento assicurato comunque.
amen.
[a ognuno i pvegiudizi che merita...]
eccolo: il cìellino con la faccia da cìellino e i vestiti da cìellino si mimetizza nella folla.
una signora trafelata con in braccio un fagottino di pochi mesi e appesi al braccio un teppistello moccioloso di qualche anno e un sacchetto che le scava solchi rossi sulla pelle, chiede: "scusate, per favore, so che è una cosa odiosa, ma davvero non ho trovato dove lasciare la macchina e sto bloccando tutto il traffico, questi due non posso mollarli soli...ci metto un secondo: devo solo pagare un bollettino, è cosa di un attimo!", mentre il moccioloso non la smette un attimo di far vocalizzi e appendersi alla madre come fosse una liana.
"eh no signova, qui stiamo facendo tutti la fila. a me dispiace pev lei, ma la pvossima volta si ovganizzi meglio. mica gliel'abbiamo chiesto noi di fave due figli, no?! anch'io devo tornave al mio lavovo, ho delle vesponsabilità, il mio tempo è leinonsaquanto denavo, eppuve mi ha forse visto veniv qui a umiliavmi e importunave la gente pevbene che è in fila da ove?! si avvangi signora: io pev me non la faccio passave.", risponde l'implacabile cìellino, con la sua morale di ferro e la sua logica stringente, gettando all'intorno sguardi di borghese riprovazione.
ma si può?! che gente c'è in givo...
pave che ha fretta solo lei...
<<
rewind:
[ eccolo: il cìellino con la faccia da cìellino e i vestiti da cìellino si mimetizza nella folla.
cammina rapido e frenetico, con quelle sue zampe da insetto di kafkiana memoria, appena coperte dal velluto fuori luogo per la stagione e sgattaiola inavvertito in cima alla fila. si china a terra e finge di raccogliere un biglietto da cinque euro: "sono suoi questi, signova?!"
la signora sguardo perplesso ci pensa un po'. cinque euro farebbero comunque comodo. ma investiga per bene in tutti gli anfratti del suo portafogli [triste portafogli da signora per bene di mezz'età abbondantemente sovrappeso !, senza segreti da nascondere, senza numeri di telefono per i momenti di crisi, senza bigliettini sgualciti e speciali, senza petali dal profumo sbriciolato. solo qualche foto di nipoti brufolosi e di cari defunti, il bancomat, le tessere della spesa] per prendere tempo e conclude che "no, grazie signore, non avevo biglietti da cinque"
il cìellino si rimette in tasca i suoi soldi. ora è in cima alla fila e grazie all'altrui onestà non ci ha neanche rimesso i cinque euro di rito. di solito la gente se li tiene. una ricompensa per altre fortune che la vita non dà loro, probabilmente. ]
>
play:
fuori dalla posta è un putiferio di clacson e parole volgari che feriscono le orecchie beneducate del cìellino, elegante, compassato, nonsiscomponemai, che ripone soddisfatto le ricevute nell'apposita tasca del portafogli di pelle e quest'ultimo nell'apposita tasca del doppiopetto, inadeguato alla stagione ma così irrinunciabilmente way of life. si allontana rapido, le zampette frenetiche, inavvertito. vede l'auto che blocca il traffico e causa indirettamente le offese alle sue orecchie inamidate e assolte dai loro peccati. con le chiavi della sua provvede a lasciare un ricordo a quella maleducata, quella tizia dei marmocchi convinta che il mondo giri intorno a lei.
ma si può? la volgavità della gente non ha limiti! l'avvoganza...!
>>
fast forward
[ la mamma del cìellino lo aspetta a casa. la sua cena è ancora in caldo, nonostante il ritardo. spaghetti con basilico, ricotta e pomodorini, che consumerà davanti alla televisione.
gli anziani genitori vanno a letto, al piano di sopra.
il cìellino non si fa una sega davanti alla tv.
scende a buttare il pattume e non sferra un calcione potentissimo
[con potenza insospettata in quelle zampe da insetto lacustre]
al gattino nero che miau miau chiedeva solo qualcosa da mangiare.]
>
play:
eh, ma l'avvoganza non ha limiti! come se io mi facessi il culo tutto il giovno per dav da mangiae a gatti e ciccione.
ma si può?! pensa te che mondo, che gente che c'è in givo. io pev me li ammazzevei tutti.
a cominciave da questo gatto vvvompicosiddetti, che gli favei solo un favove a levavlo di tovno da 'sta valle di lacrime...
* RospoVerde, è un po' colpa tua se mi muore il gattino...
**ma è solo fiction:
-NO ANIMALS WERE HURT DURING THE REALIZATION OF THIS POST-
indecenze così
indossavo i rimasugli di voglie sconvenienti sotto le lenzuola
[voglia di dire a te quanto non me ne frega un cazzo
quanto non si spieghi il fatto che tu sia qui a sudare nel mio letto
quanto tu creda di usare me e invece io credo di usare te]
ma era troppo presto per capirci qualcosa. avevo voglia di una canna. il tuo modo convulso di muoverti dentro di me mi aveva dato la nausea. fanculo: ma dove cazzo hai imparato a fare l'amore, eh? che razza di donne ti sei scopato fino ad oggi, che nessuna ti ha mai spiegato niente su come funzioniamo?!
[ma con le cose idiote che dici, d'altra parte, è comprensibile.
e il tuo modo idiota di scopare si abbina alla perfezione - fa pendant - con il tuo modo idiota di pensare se così si può chiamare.]
forse avevano tutte troppa paura delle tue collere, del tuo caratteraccio, del volume della tua voce alterata. e dunque tutte preferivano lasciarti fare, massì, che è più difficile cercare di fermarli, quelli come te, che lasciarli fare e sperare che finiscano in fretta e si addormentino da un'altra parte.
[e oggi cosa succede, che non te ne vuoi andare?
domani non lavori?
ecco, questa ipotesi non l'avevo considerata quando mi ti sei intrufolato prima in macchina e poi tra le cosce.
ma è estate, perdìo, la gente fa un sacco di cose per cui pentirsi a settembre!]
non conoscevo abbastanza esorcismi per preservarmi da quel che avresti detto, quando ti fossi svegliato di nuovo con la voglia di scoparmi di nuovo e poi crogiolarti nella zona che precede l'addormentarsi di nuovo.
[forse sarebbe stato qualcosa sulle ragazze violentate dagli extracomunitaridimmerda.
forse sul cellulare umts di terza generazione con suonerie polifoniche e taglia - peli - del - naso che non deve mancare a un uomo vero come te.
forse sul fatto che, se lo lasciassero lavorare, l'Italia non starebbe messa così.]
e io volevo preservarmi dalla nausea, almeno quel giorno.
[se non pesassi tanto per me
che almeno devo berci sopra un caffè
ti farei rotolare dal materasso direttamente giù in strada.
scaraventerei te e tutte le tue minchiate fuori dalla finestra.]
e stavo lì, in cucina, aspettando che la moka salisse, a rigirarmi tra le mani coltelli e dubbi luccicanti sotto i fendenti del sole:
cosa fa più danni?
cosa sarebbe più utile al genere umano?
lingua o uccello?!
quale dei due preferisci perdere, amor mio?!