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martedì, 06 settembre 2005

Gli avvincenti fotoromanzi di Berlusconia… 

 

In rete mi imbatto in una lodevole INIZIATIVA ANTI – SGARBI…  

 

lo stesso Sgarbi  che, dopo aver definito assassini i giudici del pool di Mani pulite, dopo aver letto, in una trasmissione televisiva su un canale di Mediaset, una lettera anonima in cui il giudice Giancarlo Caselli veniva indicato come il mandante morale dell’omicidio di don Puglisi e dopo altre innumerevoli bassezze di cui leggerete poco sotto, ha avuto la faccia di tentare di presentarsi alle politiche del 2006 con la Margherita :  

 

Da OneMoreBlog.org:

E’ inarrestabile il flusso di uomini e sigle politiche che in queste settimane stanno trasmigrando dalla Cdl all’Unione. Oltre ai socialisti di Craxi e De Michelis adesso c’è anche Vittorio Sgarbi. L’ex sottosegretario ai Beni culturali di Berlusconi col suo Partito della Bellezza si è accordato con Francesco Rutelli per presentarsi alle prossime politiche unito alla Margherita e all’Unione. Spera di ottenere 5 parlamentari al proporzionale.                                                                                                 Giornale.it

«Se l’Unione dovesse accettare l’arrivo di Sgarbi, io non voterò più per il centrosinistra. Lo so che un voto in meno o in più non sposta nulla, lo so che c’è chi alzerà le spalle, ma visto che a me viene data la possibilità di esprimere un dissenso, lo esprimo. Mi era già parecchio difficile votare per una coalizione in cui Fassino se la intende con tipi come Rutelli e Mastella, ma Sgarbi, ecco, sarebbe davvero troppo»  Marco Travaglio

 

Marco Travaglio commenta il passaggio di Sgarbi alla margherita

Sgarbi & Cicoria
di Marco Travaglio
Uno aspetta angosciato per quattro anni che il regime se ne vada a casa per cancellarne le vergogne e ripartire da zero, cioè da livelli di media decenza, poi viene a sapere da chi forse verrà dopo che: «sarebbe sciocco annullare tutta la riforma dell' ordinamento giudiziario», anzi questa va «recuperata con qualche modifica» (Giuseppe Fanfani, Margherita); «dire separazione delle carriere non è un'offesa e oggi ci sono le condizioni per farla» (Sandro Battisti, Margherita); «bisogna affrontare il tema della separazione delle carriere» (Paolo Cento, Verdi); occorre «una separazione netta delle carriere fra inquirenti e giudicanti» (Enrico Buemi, Sdi); «nella riforma Castelli ci sono alcuni punti positivi e sarebbe un grave errore arrivare al governo e dedicare la legislatura ad abrogare le leggi» berlusconiane (Giuliano Pisapia, Rifondazione); «nella Castelli ci sono spunti positivi» (Guido Calvi, Ds). Così Massimo Brutti, responsabile giustizia Ds, si ritrova pressochè solo a chiedere quel che invocano tutti gli elettori: e cioè di «azzerare tutto».  Uno aspetta disgustato per 13 anni il giorno in cui un personaggio come Vittorio Sgarbi non metterà più piede in Parlamento, e quando la prospettiva si fa concreta perchè non lo vuole più nemmeno Bellachioma, ecco farsi avanti Er Cicoria, al secolo Francesco Rutelli, a offrirgli alcuni collegi sicuri (per lui e per i suoi preziosi amici, o amiche),  in aggiunta a quelli già pronti per altre prestigiose new entry margheritiche, da Manca a La Ganga 

 

Il 27 febbraio '94 Sgarbi diede dei «furfanti» a Rutelli e ai suoi assessori, che lo querelarono. Il 19 marzo '98 definì Rutelli «incompetente». Il 10 maggio '99 tornò a insultare Rutelli, che tornò a querelarlo. Il 26 ottobre 2001 lo definì «ignorante irrecuperabile e irreparabile». Il 12 marzo 2004 giudicò «catastrofica» la relazione di Rutelli al congresso dei Dl: «Relazione priva di ogni contenuto, passione, verità e bellezza. Relazione inferiore allo stesso Rutelli, il che è davvero impressionante». Infatti ora Rutelli se l'è preso nella Margherita. Ma almeno è garantita la continuità col berlusconismo in materia di giustizia e di etica, essendo il critico d'arte un noto calunniatore di magistrati antimafia e anticorruzione, condannato con sentenza definitiva a 6 mesi di carcere per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato (in tre anni di «lavoro» alla Soprintendenza di Venezia, si presentò in ufficio due giorni). I «valori», in casa Margherita, valgono per l'embrione e le coppie gay. Quanto al VII comandamento, si sorvola. Un po' di pane e cicoria fa bene anche agli elettori, se no si abituano troppo bene.

Uno spera almeno che, con quello che ha scoperto la magistratura e con quel che continuiamo a pagare per il debito pubblico degli anni 80, la si faccia finita per sempre con il craxismo. Invece, ecco affacciarsi l'avvincente prospettiva di un imminente arrivo degli eredi di Bettino. I figli d'arte. C'è chi non dorme la notte, fra gli elettori del centrosinistra, nel timore di non poter votare nemmeno nel 2006 per la simpatica Stefania e per il noto statista Bobo. Ma, se facciamo i bravi, ci regalano pure De Michelis (due condanne, una garanzia). Come dice Ugo Intini, «abbiamo davanti a noi un'opportunità importante, che in qualche modo riprende il disegno politico di Craxi». Sono soddisfazioni. Uno aspetta con raccapriccio quattro anni che se ne vada a casa questa Rai di regime, e quando sembra mancare poco al gran giorno ecco il Komandante Kurzi lanciare in un'idea geniale (si spera per scherzo): «Quasi quasi confermiamo Cattaneo». Ma sì, quello che ha chiuso «Raiot» di Sabina Guzzanti e «Cyrano» di Massimo Fini. Quello che ha messo alla porta un vicedirettore, Oliviero Beha, colpevole di aver chiesto spiegazioni sugli scandali delle pubblicità occulte nei programmi sportivi (in Germania, per un caso analogo, i giornalisti marchettari sono finiti in galera). Quello che ha proseguito l'opera di Saccà come esecutore materiale del diktat bulgaro contro Biagi, Luttazzi  e Santoro. Quello che voleva «cacciare a calci nel culo» la Annunziata. Quello che ha trasformato la Rai in un gigantesco servizio d'ordine del premier, con cinegiornali degni della Pravda o della Stefani. C'è da sperare che il prelievo della saliva previsto dal pacchetto antiterrorismo non si estenda agli italiani. Altrimenti, alla Rai, ci vorranno le idrovore.

 

Da l'Unità del 23 luglio 2005.

 

Lettera di Sgarbi a l’Unità in risposta a Travaglio 

 

Sgarbi: quello che Travaglio non dice
Egregio Direttore,
con riferimento a quanto scritto ieri dall'Unità (pag.9. Titolo della rubrica: "Sgarbi & Cicoria….") Le chiedo, ai sensi della legge sulla stampa, di ospitare questa replica per far conoscere ai lettori del Suo giornale la storia e l'impegno civile, garantista, libertario, umanitario, artistico e culturale di Vittorio Sgarbi, volutamente ignorati nei suoi articoli falsi e diffamatori dal solito Marco Travaglio. Nel 1994, insieme al mio amico e collaboratore Franco Corbelli, ho fondato il Movimento Diritti Civili. In questi oltre 11 anni insieme a Corbelli ho condotto mille (sottolineo 1000!) battaglie civili, libertarie, garantiste e umanitarie in Italia e all'estero (tutte documentate con nome, cognome, città e anno nel sito www.diritticivili.it). Con le nostre lotte a favore di una bambina, Carmela Parisi di Boscoreale (Napoli), cresciuta in… cella con la mamma detenuta, abbiamo fatto approvare dal Parlamento della Repubblica una legge di grande civiltà e umanità, quella che evita il carcere alle madri detenute con bambini da assistere (oggi sono infatti previsti gli arresti domiciliari per queste donne); abbiamo fatto scarcerare una cinquantina di detenuti, tutti poveri cristi, malati e spesso anche innocenti [!!!], gente senza volto, sepolti vivi nelle carceri, arrestati a volte per piccoli reati; abbiamo condotto innumerevoli battaglie civili per una giustizia giusta e umana, a volte forse con qualche esagerazione [!!!!!], ma in un contesto e in un momento storico particolare e drammatico per il Paese (come si possono dimenticare gli oltre 30 suicidi in carcere di indagati per l'inchiesta Mani Pulite?) [?!?]; abbiamo fatto concedere (dopo una battaglia durata oltre due mesi) nell'agosto 2000 dal presidente della Repubblica, Ciampi, la grazia a un giovane emigrante calabrese [?!?], Natale Stramondinoli, arrestato (nel giugno 2000) perché renitente alla leva nel lontano 1983; abbiamo allestito un aereo cargo, carico di aiuti alimentari per bambini etiopi che lunedì 17 febbraio 2003 (come ha anche ricordato con un trafiletto la stessa Unità, alcuni giorni dopo) che personalmente, io e Corbelli, abbiamo consegnato all'aeroporto di Roma all'ambasciatore dell'Etiopia in Italia; abbiamo fatto concedere l'asilo politico al giovane patriota cubano Oriel De Peraza condannato a morte dal dittatore cubano Fidel Castro; abbiamo risolto oltre 500 (sottolineo cinquecento!) casi umani [!!!] di povera gente (malati, disabili, persone indigenti, vittime di ingiustizie, poveri immigrati…); abbiamo promosso numerose campagne di solidarietà per aiutare e far operare bambini malati (come i due fratellini serbi non vedenti, Marko e Branko)… A parte questo impegno per una giustizia giusta e umana e per la solidarietà credo sia superfluo ricordare le mie battaglie condotte in questi anni a difesa del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, pagando per questo anche un duro prezzo: la cacciata dal governo Berlusconi. La polemica con Francesco Rutelli era relativa alla copertura dell'Ara Pacis, l'Altare della pace, uno dei monumenti più importanti dell'antica Roma. Di tutto questo e del mio impegno per Palazzo Ducale di Urbino, per gli Uffizi, per Piazza Armerina, per il centro storico di Cosenza e per cento altre mie conquiste artistiche e culturali negli scritti di Travaglio non c'è traccia!
Come non c'è traccia, negli stessi articoli, del mio impegno a favore del centrosinistra alle ultime elezioni regionali, con la candidatura di diversi miei amici [!!!] nelle liste dell'Ulivo, in alcune regioni meridionali. Le chiedo: è questo il modo di fare un'informazione corretta? Un qualsiasi Tribunale onesto di questo Paese non può che condannare Travaglio per i suoi articoli falsi, velenosi e diffamatori. Un cordiale saluto
Vittorio Sgarbi

 

da l'Unità del 24 luglio 2005

La risposta di Marco Travaglio:

Ricordo perfettamente, una per una, tutte le meritorie e umanitarie battaglie di Vittorio Sgarbi contro i magistrati di Mani Pulite, che lui definiva meritoriamente e umanitariamente “assassini”, e contro Gian Carlo Caselli e i suoi Pm antimafia di Palermo, che lui definiva meritoriamente e umanitariamente “mafiosi” e “assassini”, sempre sulle televisioni e sui giornali di Silvio Berlusconi.
Non ricordo, invece, alcun caso di suicidio in carcere di indagati di Mani Pulite, per il semplice motivo che se li è inventati meritoriamente e umanitariamente il poco onorevole Sgarbi.
Mi auguro che anche gli elettori del centrosinistra, nel malaugurato caso di una sua candidatura, conservino buona memoria.
 

 

Tutto è bene quel che finisce senza Sgarbi in lista…

Ancora Marco Travaglio su l’Unità:

Dopo un tira e molla durato qualche giorno si e' arrivati al dunque. Vittorio Sgarbi non sara' candidato alle prossime primarie dell'Unione. Motivo ufficiale: Sgarbi è stato sottosegretario ai Beni culturali nel governo Berlusconi.
Sarebbe bastato anche meno, attenersi a quel
Codice Etico che da tempo invocano Biagi, Sylos Labini, Travaglio, Tabucchi, Sartori, Veltri, Di Pietro e tanti altri che vieterebbe la candidatura almeno ai condannati in via definitiva. Ma questa e' un'altra storia, di un'altra Italia.
Ma torniamo a Sgarbi che, a parte le calunnie e le diffamazioni che da dodici anni diffonde a piene mani contro i migliori magistrati d'Italia ed in difesa dei peggiori corrotti e mafiosi, ha una condanna definitiva a 6 mesi di reclusione per truffa pluriaggravata ai danni dello Stato, cioe' del ministero dei Beni Culturali di cui era viceministro.
Illustrando i nobili motivi che l'hanno portato a voltare gabbana dichiara: "Non è che mi offro al centrosinistra per salvarmi il culo, comportamento fra l'altro legittimo. Ma offro, stando a calcoli prudenti, lo 0.5% dei voti"
Questo si che e' altruismo. non e' che andava in cerca di un seggio sicuro per guadagnarsi quella preziosa immunita' parlamentare, visto che la sua condanna non e' piu' coperta dalla sospensione condizionale della pena. No, non e' per questo. Lui, porta voti (detto da lui sembra essere piu' nobile come motivo).
E gia', infatti, sembra che Sgarbi abbia una famiglia numerosa.
Ecco un turbinio di bestialita' (con tutto il rispetto per le bestie) da lui diffuse:

Io di figli ne ho tre ufficiali e uno dubbio: c'è anche un bambino che mi ha visto e mi è venuto incontro chiamandomi papà, ma non so bene come stanno le cose (11-5-2003)

Se una ragazza rimane incinta mica può disfarsi di un figlio di Sgarbi: è un patrimonio (8-9-2003)

poi a proposito di destra e di sinistra:

Bossi deve tornare con il Polo per fare a pezzi i cattocomunisti che sgovernano il paese (28-1-1999)

Una sinistra disperata e criminale dalla sensibilità fascista (1-2-2001)

Noi restiamo alleati organicamente del Polo, perchè non siamo come certi alleati che vanno e vengono (10-2-2001)

Non posso permettermi di fare il giochetto e passare all'Ulivo. Prodi è bollito (26-10-2003)

Berlusconi dovrebbe puntare su gente come la Fallaci , Feltri, La Malfa e me (6-3-2005)

Infine quest'anno lancio' l'idea con Ferrara e
Fallaci del Partito dell'Orgoglio Occidentale



Il fatto e' che, nella fretta del trasloco, s'e' scordato qualche passaggio intermedio. Come quelli che partono per le ferie e lasciano accesi il gas e la luce. Gli e' proprio mancato il tempo per aggiornare il suo sito internet, che continua a riportare in copertina la sua campagna elettorale per le elezioni europee del 2004, ovviamente con la Casa delle Liberta'. Inoltre ha seguitato inavvertitamente a collaborare con il Giornale di Berlusconi, dove tiene una rubrica settimanale. Pare si sia pure scordato di rassegnare le dimissioni da assessore «esterno» ai Grandi eventi del comune di San Severino Marche, in una giunta ovviamente di centrodestra. Esterno nel senso di platonico, visto che alle riunioni di giunta di San Severino non lo vedono più da anni. Ma insomma, un assessore del Polo candidato dell'Ulivo è uno spettacolo che ancora mancava.

 

da l'Unità del 2 settembre 2005,

 

riportato da RadioOut e da marcotravaglio.it

 

Sophie plaude e si prostra ai piedi dei creatori di questo irrinunciabile bannerino, oltre a segnalare altri riferimenti e post sull'argomento, su <radio.out>,  Bananabis e in particolare, sempre su OneMoreBlog:


28 luglio 2005 - Ecco chi ci mettiamo in casa
28 luglio 2005 -
Giriamogli le spalle

27 luglio 2005 -
Come conciliare

24 luglio 2005 -
Gli Sgarbi non si dimenticano

23 luglio 2005 -
Sgarbi e cicoria


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Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 13:27 | link | commenti (28) |
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mercoledì, 31 agosto 2005

RECENSIONI CHE NON TUTTI...
...non sempre...
...ma perché?
SAVERIO LODATO - MARCO TRAVAGLIO
Intoccabili
Perché la mafia è al potere.
Dai processi Andreotti, Dell’Utri & C. alla normalizzazione.
Le verità occultate sui complici di Cosa Nostra nella politica e nello Stato.

È l’informazione sulla verità vera dei fatti che dà co­raggio. Solo la verità può rendere liberi quanti oggi non vogliono essere schiavi.
Paolo Sylos Labini

C’era una volta la Procura di Palermo. C’erano una volta i pool di Falcone e Borsellino e poi di Caselli, che scandagliavano i rapporti mafia-politica e puntavano alle verità indicibili a caccia delle “menti raffinatissime” che garantiscono lunga vita a Cosa Nostra. Oggi il governo dice che “con la mafia bisogna convivere” e la mafia convive con lo Stato. Questo libro, perforando l’inossidabilità di un’informazione spesso disattenta o menzognera, ci aiuta a non dimenticare quello che è accaduto ed è stato accertato dagli anni Ottanta a oggi. Dal maxiprocesso ai casi Andreotti, Dell’Utri e Mori, alle ultime controverse inchieste su Totò Cuffaro. Sino alla battaglia finale contro Caselli, vittima di una cultura dell’illegalità che ha fiaccato speranze e creato nuove complicità.


Il nuovo libro di Marco Travaglio e Saverio Lodato, Intoccabili, come gli altri, è composto soprattutto di centinaia di documenti e brevi ma significative istruzioni per orientarvisi, per inserire l’immensa mole di dati nel quadro complesso della cronaca italiana. Ma in questo caso non si tratta di cronaca, ma già di storia, la storia di questo stato, la storia disgraziata di questo stato. Intoccabili infatti sposta l’attenzione e il fuoco sugli intrecci tra mafia e classe politica. Uno dei protagonisti di questa parte cruciale della nostra storia è Giancarlo Caselli, al quale abbiamo chiesto di commentare Intoccabili. Tra pochissimo sarà disponibile sul sito Bur un piccolo evento editoriale in sé, ovvero una sorta di recensione a un libro fatta da uno dei personaggi del libro stesso.


SAVERIO LODATO, giornalista de “l’Unità” e scrittore, è autore di numerosi libri sulla mafia e la Sicilia, tra cui Ho ucciso Giovanni Falcone (intervista a Giovanni Brusca) e La mafia ha vinto (intervista a Tommaso Buscet­ta). In BUR sono presenti: La linea della palma (con Andrea Camilleri) e Venticinque anni di mafia (2004).

MARCO TRAVAGLIO scrive su “la Repubblica”, “l’Unità” e “MicroMega”. È autore di molti libri, tra cui Il manuale del perfetto impunito, L’odore dei soldi (con Elio Veltri), Bananas, Montanelli e il Cavaliere. Per la BUR, con Peter Gomez, ha pubblicato Regime (2004, 9 edizioni) e ha curato L’amico degli amici (2005).
dal sito della BUR
 
pigra sophie
ha poco tempo sophie
vuole pubblicizzare travaglio sophie.
leggete quello che scrive quest'uomo, santiddio, e poi facciamoci un sacco di belle domande tutti insieme!!!
grazie.
a presto.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 14:54 | link | commenti (18) |
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venerdì, 05 agosto 2005

lucy,

ovvero una gggiovane contro il cualuncueezzzmo

ué, belli! buongiorno a tutti quelli che passano di qui!

mi ha molto lietato il fatto che sono stata simpatica ad alcuni di voi, così potrò sostituire sofì ancora per un po' e continuare con l'imbarco del blog nei suoi confronti. almeno lei si relacsa un po'. che ce ne ha troppo troppo bisogno, cioè.

volete sapere l'ultima?!

a desempio, stamattina mi sono svegliata così presto perché mia sorella si è messa in testa che ho l'età giusta per affrontare, oltre ai brufoli e alle prime insidiose manifestazioni della pella a buccia da rancia, anche la formazione delle mie prime opinioni pubbliche. e così, oltre agli addominali e ai glutei, ora mi tocca esercitare anche la capacità critica. ho pensato che le prime ore del mattino erano le migliori, anche perché fa meno caldo e non si suda a fare su e giù con sta capacità critica.

vabbè, ieri mi ha asciugata con la storia dell'informazione, che secondo lei in italia è particolarmente appassibile di manipolazione [che vuol dire quando dicono delle cose per far dire o pensare alla gente delle altre cose di conseguenza] perché manca il pluraleezzmo [che vuol dire quando sono in tanti a poter dire quello che pensano e no, come mi credevo io, quando una persona sola dice cose diverse sullo stesso argomento. a desempio, credevo che pluraleezzmo fosse quando il presdelcons dice bianco, ritratta affermando di essere stato frainteso e che la sua vera idea era nero. però in effetti lui è un po' uno e trino, come i pizzi e i merletti, perciò è loggico che abbia più di una opinione pubblica.] e quindi ha iniziato a prendere sempio dall'attualità.

io, povera illusionista!, mi speravo che si parlava di brad e angelina, di daniele all'isola dei famosi o, per essere propio propio curturali [che con la L è troppo vogare, sorri!], del nuovo programma di bonolis su canale 5. invece abbiamo sentito sta storia assurda di interciet...intrrrcetttzzio'...inter cetta zio'ni telefoniche, ecco, sulla banca di talia, che devèssere come la popolare o la banca di lodi, solo più grande. e chissà di che colore è quel bancomattt lì.

vabbè, dice che questa cosa, all'estero, sta facendo fare a tutti di nuovo la figura dei coglioni, sta minacciando la credibilità dell'italia [che vuol dire che se anche abbiamo bisogno non ci fanno più credito, capito?! non possiamo più comprarci le macchine con soldi, chessò, tedeschi o francesi, ade sempio!] e che, se eravamo in un paese serio il signor fazzzio avrebbe dovuto dare le sue dimissioni. invece qui, dato che serve uno sgamato che copra i buchi della finanziaria quando sarà presentata, a settembre, senza far fare un'altra brutta figura al governo, allora pare che faccia comodo tenerlo al suo posto ancora un po'.

io so che berlusconi ci ha la tonsillite, poraccio, pure a dagosto gli capitano ste cose: vedi quanto sono potenti i comunisti contro di lui?! ora ci sono anche i càmici rossi, cioè! vabbè, comunque è per quello che non ha detto ancora niente, come fa a parlare con le tonsille come cocomeri?! vabbè che ci ha i superpoteri, ma mica può usarli a piaccimento! sicuro non è mica perché gli fa comodo avere uno con piacente in quella posizione.

inoltre, è venuta fuori la storia che prodi, quello che sta a capo dei vari tipi di comunisti che ostacolano il governo, non è tanto pulito nemmanco lui. sofì dice [e anzi, lei dice che lo diceva una certa sabina guzzanti, che dev'essere una vecchia comunista morta da secoli, perché se fosse una di oggi l'avrei vista qualche volta in tivù...] che proprio questo è il loro gioco: cioè spostare l'attenzione della gente dalla notizia principale e più clamorosa, in genere sparando delle bufale giganti e che c'entrano poco e niente con il tema caldo della giornata, per rigirare la frittata come pare a loro. perché, quando verrà fuori che di bufala si tratta, l'opinione del pubblico sarà stata già influenzata abbastanza. e, si dice, in italia abbiamo tutti poca poca memoria.

infatti anch'io sono proprio un'italiana vera, come piacerebbe a tototutù gnio, perché non mi ricordo più perché ho inizato a scrivere qui oggi.

vabbè, ma dato che devo andare a fare i compiti delle vacanze - che mica dovete credervi che la scuola delle tre I [internet, inglese e I - pod ultimo grido!] sia cosa da poco solo perché voi, ormai, l'ascuola la vete finita: oggi, a desempio, devo studiare gli argomenti sulla copertina di Vogue per francese; domani faccio matematica col sudoku.

e dopodomani?!

beh, dopodomani ho la prova bikini! perciò fatemi gl'imbocchi il lupo!

un bacio,

Lucy

Sembra talco, ma è... LucyCannella all'alba delle 08:58 | link | commenti (14) |
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giovedì, 04 agosto 2005

Approfitto del blog di Sophie e della sua misteriosa sorella Lucy per postare un paio di brani dal libro "Morti scomodi", del Subcomandante Marcos e di Paco Taibo II. Roba molto comunista come direbbe Lucy, ma in assenza di Sophie, per non far sì che questo blog diventi preda della sorellina della cannella, ci penso io... Naturalmente, Sophie, cancella quando vuoi. In particolare questi brani, come quelli che ho postato sul mio blog, sono venuti fuori dalla mano, dalla penna, o dal pc (chi lo sa se sui monti del Chiapas c'hanno il piccì), del Sup.

Il male e il malvagio secondo doña Socorrito
 
[…] Forse doña Socorrito sta dicendo che il mondo può essere come una grande casa o come un piccolo carcere; che il mondo è pieno di porte e finestre; che il mondo è un rompicapo con tante stanze, alcune buie, alcune illuminate; che il mondo è pieno di realtà diverse, distinte, e a volte contraddittorie; che nel mondo ogni realtà ha due porte, una è la porta del male certo e l’altra è la porta del bene incerto; che a volte uno può scegliere in che stanza vivere; che a volte uno non può scegliere perché la vita e il male lo sbattono dove capita; che se uno può scegliere, allora deve scegliere due volte; se può sceglie dove stare e, per di più, da quale porta entrare; che il lavoro degli adulti è mostrare ai bambini e alle bambine tutte le finestre possibili; che il lavoro degli adulti è lottare senza tregua perché i bambini e le bambine abbiano sempre la libertà di scegliere la stanza del mondo in cui vogliono stare, e la libertà e la responsabilità di scegliere da che porta entrarvi; che a quel punto uno può essere chiunque sia e in qualunque posto, ma prima deve scegliere se essere buono o essere cattivo.
Il male e il malvagio secondo la Chapis
 
[…] Il problema con il male e il malvagio è di tipo geografico. Cioè la geografia del male è stata invertita, l’hanno messa al contrario. Per esempio quando i ricchi raccontano la storia della creazione ribaltano tutto. Secondo loro il Cielo, cioè Dio, cioè il bene, sta in alto; e il male e il malvagio, cioè il diavolo, stanno in basso. Invece no, Dio non sta in alto. Per correggere l’errore Dio ha mandato il Cristo, suo figlio, sulla terra. Cioè, per dimostrare che il bene, cioè il cielo, non stava lassù, lontano da quello che accade sulla terra. I potenti di allora avevano convinto tutti che la terra era organizzata come il cielo, cioè sopra ci stavano i buoni, cioè i governanti, quelli che comandavano, e sotto ci stavano quelli che obbedivano, i cattivi, i malvagi. […] Ed ecco Bush, che usa Dio a suo piacimento, cioè lo usa per giustificare le sue malvagità. Dunque, Cristo lo crocifiggono perché mette in discussione tutto questo, ed essendo figlio di Dio, anziché riunirsi con i governanti, cenare nei loro palazzi, fondare un partito politico o diventarne conigliere, cosa fa? Va a nascere in una stalla, circondato di animali, cresce in una falegnameria e crea un’organizzazione di soli poveri. Dio andrebbe mai dove c’è il male? […] Il male sta in alto a destra, con i ricchi, con quelli del malgoverno, con quelli che opprimono il popolo. Ma allora dov’è finito il bene? Non lo sappiamo, bisogna cercarlo. Non so, se all’opposizione, il bene sta in basso a sinistra, ma so che è un buon inizio cominciare a cercarlo da lì.
 

Sembra talco, ma è... PhilipDick all'alba delle 08:47 | link | commenti (16) |
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lunedì, 01 agosto 2005

la nostalgia, brutta malattia...

l'indolenza dei tempi estivi mi permette letture trascurate da troppo tempo. nel recupero, è finito anche "regime", di marco travaglio e peter gomez, da cui mi permetto di estrapolare alcune righe su daniele luttazzi. giusto perché la nostalgia per certe voci sagaci e fuori dal coro non affligga solo la sottoscritta.

che già è agosto, porca trota!

[le righe che seguono riportano i "fulminanti ritratti luttazziani di alcuni ministri", e andarono in onda su canal jimmy la sera di san silvestro del 2003,in qualità di introduzione allo spettacolo "adenoidi 2003". a me hanno fatto un sacco ridere. le mie solite motivazioni al diritto di cronaca, insomma. à vous!]

gasparri: "ha la faccia di un cameriere a cui non hanno dato la mancia. avete presente forrest gump? bene, gasparri non aveva capito che il protagonista era un ritardato"

martino: "ha sempre l'espressione di uno che ha appena sbagliato cesso"

castelli: "ha la faccia di un tassista abusivo. ha una risposta per ogni domanda. e la risposta è: "boh?"

lunardi: "ha detto che con la mafia bisogna convivere. berlusconi l'ha rimproverato: perché solo conviverci, quando ti può fornire degli ottimi stallieri?"

frattini: "ha un suo fascino. quando sei con lui è come essere da solo"

maroni: " nella sua famiglia, è quello normale"

fini: "ha la faccia di uno che è stato picchiato da piccolo. ma non abbastanza. dice che nel suo partito non c'è posto per i razzisti: si vede che sono al completo!"

moratti: "non è un ministro: è l'idea che una parrucchiera ha di un ministro"

schifani: "sembra una di quelle cose che scappano quando sollevi una pietra"

elio vito: "mi manca: dov'è elio vito quando hai bisogno di mandare affanculo qualcuno?"

ferrara: "non è grasso, è pieno di sé"

vespa: "sembra un pluriomicida con problemi intestinali"

fede: "se avessi un negozio, userei i suoi assegni come esempio del perché il mio negozio non accetta assegni"

l'ulivo: "fanno cadere le braccia. devono cambiare strategia: berlusconi suggerì ai propri candidati di rivolgersi agli elettori come se fossero dei bambini di 11 anni. e vinse. quindi l'ulivo dovrà usare slogan più semplici. per esempio: "vota ulivo perché berlusconi ti ruba i giocattoli""

[bei vecchi tempi, insomma...non mi pare neanche lo stesso paese, quello in cui si potevano dire certe cose, ripetto a berluscolandia...ma vabbè. allora eravamo giovani...]

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martedì, 26 luglio 2005

tivù verità vera vera

[solo su rieduchescional ciannel!!]

Vulvia: Antiche civiltà sepolte, ma tanto che le sepolte a fare? Poi arriva Alberto Angela con la sua paletta, è inutile proprio, è inutile che vi prendete il disturbo di fare la buca, mi raccomandi, su Rieducational Channel, mi raccomando. Anche se avete dei parenti, attenzione, la nonna, è inutile scavare. Che lo fai a fare? Tanto lo sapete già: a un certo punto, a una certa ora arriva Alberto Angela, se la porta via perché magari la prende per un acheo. Non lo so, raccomando, se ce l'avete una nonna, è meglio seppellire in alto, quello è abituato a... va per terra, speriamo, speriamo che non la vede su Rieducational Channel.
Usa la televisione per speculare, speculare sul dolore degli etruschi oppure sul dolore dei may atzechi, è gente che comunque è morta. Ma no, ma no, tanto non c'è rispetto, è lui che deve fare le buche, capito? Certo scavava lo speleologo, scavava lui, vedi come si arrabbiava, però non si può fare perché è figlio, certo è figlio. Certo, scava, tanto fa come gli pare in nome della scienza, certo è il figlio, questo è il fatto, perché io, se io era... la pianta c'era scritto sopra la pianta di figlia di A. e allora no, non ci stava, invece gli achei, la verità è che gli achei stanno sempre nel giardino della povera gente, questa è la verità su Rieducational Channel, che poi non è neanche colpa sua... È il sistema sbagliato.

Serena: Ma quale sistema?

Vulvia: Il sistema di scavare che ci costringe tutti.

Serena: Vulvia, la vedo molto amareggiata.

Vulvia: Perché io potevo fare benissimo la conduttrice, potevo farla benissimo, scavare vasi culturali.

Serena: Ma i conduttori non scavano vasi.

Vulvia: Certo non scavano dipende dal cognome su Rieducational Channel.


Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 07:47 | link | commenti (26) |
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giovedì, 16 giugno 2005

[detto questo, non scriverò per giorni, che sto proprio esagerando.

ma era a tema e pareva bello condividerlo...]

ooooooh

freedom [libertà!] freedom [libertà!] freedom [libertà]

" [...]

Ma c'è un'altra specie di perdità della libertà, che pure è stata largamente discussa e da nessuno in maniera più memorabile che Alexis de Tocqueville. Una società in cui gli esseri umani si riducono nella condizione di "individui rinchiusi nei loro cuori" è una società in cui pochi vorranno partecipare attivamente all'autogoverno. La maggioranza preferirà starsene a casa e godersi le soddisfazioni della vita privata, almeno fintantoché il governo in carica, qualunque sia, produce i mezzi di queste soddisfazioni, e ne fa una larga distribuzione.

Ciò fa emergere il pericolo di una forma di dispotismo nuova, specificamente moderna, che Tocqueville chiama "dispotismo morbido". Non sarà una tirannia del terrore e dell'oppressione, come nel tempo andato. Il governo sarà mite e paternalistico. Potrà persino conservare le forme democratiche, con elezioni periodiche. Ma di fatto ogni cosa sarà governata da "un potere immenso e tutelare", su cui gli uomini avranno ben scarso controllo. Secondo Tocqueville, l'unica difesa è una vigorosa cultura politica che attribuisca un alto valore alla partecipazione (a una molteplicità di livelli) alla struttura di governo, e anche alle associazioni volontarie.Ma l'atomismo dell'individuo assorbito in sé medesimo milita contro quest'ipotesi. Quando la partecipazione declina, quando le associazioni laterali che ne erano i veicoli si dissolvono, il singolo cittadino è lasciato solo di fronte al gigantesco Stato burocratico, e si sente, non a torto, impotente. Ciò demotiva ancor più il cittadino, e arriviamo così al circolo vizioso del dispotismo morbido.

[...]

Se questo è vero, allora ciò che rischiamo di perdere è il controllo politico sul nostro destino, ossia una facoltà che potremmo esercitare in comune in quanto cittadini. E' quella che Tocqueville chiamava "libertà politica". Quella che si trova qui minacciata è la nostra dignità in quanto cittadini."

da Charles Taylor,

"Il disagio della modernità"

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