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si accettano sbattimenti a buon fine...

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*loading* ovvero, la dolce Sophie&la misteriosa scomparsa del Contatore...

 
mercoledì, 15 novembre 2006

SATIRA FONDAMENTALE vs FONDAMENTALISTI DI CUI FAREI VOLENTIERI A MENO

 

A giudicare da quanto scrivo su queste pagine virtuali e ipertestuali, si direbbe che il mio nemico numero uno sia diventato il Papa [mioddìo, che dirà Giuliano Ferrara?!] e che, di conseguenza, io sia diventata un'anticlericale coi controfiocchi [mioddìo, che dirà mia nonna?!].

E in effetti non mi sento, in coscienza, di negare nessuna delle due ipotesi.

 

Ma sarà colpa mia, se mi sveglio la mattina a polemiche già infuocate e dopo che fiumi d'inchiostro sono già stati sparsi da acuti corsivisti, pro o contro la satira sul Papa di cui sopra? E tutto questo baillamme perché il buon Padre Georg [il cui nome, tra l'altro, a me non è nuovo solo grazie alla Littizzetto, e dunque forse alla stessa satira che papé satan, papé satan aleppe!] ha chiesto di mettere fine a questo scempio, perché non è proprio cosa, diamine!, non si può mica prendere per il culo il Papa! e le suorine si sono sentite offese, così come i porporati, accendendo la televisone e trovandosi di fronte a cotanto spettacolo.

 

Saranno proprio sbottati, poveracci!, mi dico, dato che fino ad oggi hanno trattenuto tante reazioni analoghe, che sicuramente hanno fatto prudere le mani e le lingue alle gerarchie vaticane e a qualche manipolo di oratoriani.

Ad esempio, come non sentirsi offesi se, accendendo il televisore, ci si trova faccia a faccia con il fondoschiena [e le opinioni] delle avvenenti e denutrite partecipanti dell'Isola dei Famosi?! Come non sentirsi turbati dalle scene [e dalle opinioni] porno soft cortesemente offerte a tutte le ore dalla Pupa e il Secchione, in diretta, in replica o in versione solo per maggiorenni? Come non desiderare di spaccare il video, quando senti che, la prima volta che Sgarbi dice qualcosa di sensato, dando cioè della fascista a una fascista [che però sembra stupita di sentirselo ricordare in un contesto sgallettevole. Mi spiace, Alessandra: sei fascista. Così decidesti, anni addietro, e anche se è una scelta che causa conati di vomito ai più, brava, vai avanti che chi si ferma è perduto, dice il nonno], viene zittito perché la televisione non è certo posto per dire quelle cose? Come non avere un sussulto ogni volta che Platinette sfoggia una parrucca e strilla un'opinione nuova? Come non desiderare un espatrio immediato, a fronte di trasmissioni come Buona Domenica e l'analogo della Rai, che infatti, se non sbaglio, per i livelli oltraggiosi di volgarità gratuita raggiunti sono stati anche oggetto di pesanti richiami da parte delle istituzioni preposte?!

 

Bene, la mia teoria è semplicemente la seguente: in un panorama televisivo che, dall'avvento delle televisioni commerciali che hanno sdoganato le culotettòne di Drive in e hanno sepolto per sempre il modello educativo della tv delle origini, fa schifo, non ha nessun senso finire per prendersela con la satira. Se il paese è carente in fatto di moralità e vecchi, sani valori di una volta [ragazzini che si nascondono dietro le manifestazioni più superficiali di ideologie a stampo nazi-fascista per giustificare le proprie sordide, orride pulsioni di dominio e violenza su un indifeso, un buono, un debole; gente che si ammazzano l'uno con l'altro per gelosia, per due euri, per un parcheggio o per un'opinione sgradita; consumismo sfrenato, incentivato da tutto ciò che passa per lo stupido schermo e fa subito moda, subito must, come I must have it!; soldi che vengono sperperati nei modi più stronzi mentre ce ne si sbatte altamente di chi avrebbe bisogno; gente che gli frega solo di avere il SUV grande, grande, ancora più grande, magari a castello, così gliela faccio vedere io, chi sono, a quegli altri coglionazzi con le utilitarie!; evasori fiscali che si litigano con gli intercettatori telefonici nascondigli in ogni piaga della società, e sono tante!], perché deve sempre finire che quel che dà più fastidio è la SATIRA, che è anche critica, a ben pensarci, e dunque fa forse paura?

 

Siamo ancora al tempo di gioca coi fanti e lascia stare i santi?!

E dove cavolo è Calderoli, quando c'è bisogno di lui e delle sue magliette per difendere la libertà di parola contro quei fondamentalisti degli altri Paesi che vogliono importare qui con la forza la loro cultura retrograda e che ci vogliono tutti zitti e, magari, col velo come le donne in chiesa di una volta?!

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 08:20 | link | commenti (5) |
ragazze contro

giovedì, 11 maggio 2006

Piccole civiltà crescono

Come se un altoatesino pretendesse di spiegare a un pescatore a che ora è meglio uscire in mare e cosa fare se il tempo minaccia burrasca.

Come se una persona che odia gli animali si mettesse in testa di dare consigli a chi possiede un cane su come alimentare e far divertire il proprio amico a quattro zampe.

Come se un obeso fosse considerato un autorità in materia di nutrizione e attività fisica,

ecco che il papa se ne esce di nuovo con uno dei suoi assurdi dettami sulle unioni di fatto [i pacs, che la chiesa non riconosce né ha intenzione di farlo] e i matrimoni [quelli religiosi, uno dei business, I suppose, più lucrativi per santa madre chiesa].

Senza considerare la beneagurante consonanza tra l'acronimo per i patti di convivenza civile e la pace latina tanto auspicabile per il gregge della santa madre di cui sopra, probabilmente perché il tema non è così caldo nell'agenda di Benedetto XVIII, la cosiddetta civiltà occidentale dimostra per l'ennesima volta tutta la sua inciviltà.

Se a qualcuno non fosse bastato che si siano già proclamati suoi paladini dei cavalieri senza macchia e senza paura della risma di Buttiglione e Pera, Oriana Fallaci e Giuliano Ferrara, Borghezio e Calderoli [ma questo, ormai, è sparare sulla Croce Rossa, ahi ahi], ecco che un uomo che ha fatto del celibato la propria scelta di vita ricomincia a tentare di infilarsi sotto le lenzuola degli italiani che, invece, il sesso lo fanno. E magari pure come e con chi pare a loro.

Il punto, stavolta, è che mi piacerebbe, ora che forse abbiamo voltato pagina davvero e magari un paio di passettini avanti – anche piccoli, eh!- ci accingiamo a farli, mi piacerebbe che imparassimo ad accettarci l'un l'altro, che usassimo la religione come dottrina che ci consenta di elevare le nostre anime e non come croce di ferro da sbattere sulla testa di chi non ci piace, come dei bambini antipatici che pretendano di dettare tutte le regole del gioco perché siamo a casa loro.

Questi poveri omosessuali, ad esempio, ma li vogliamo lasciar vivere in pace, santiddìo?!

Come cazzo è possibile che in Italia sia lecito essere gay solo se si lavora nella moda e si parla come checche isteriche o se si va in tivù a dare agli etero lezioni di gusto nel vestire, nel mangiare, nell'arredare casa e nel comportarsi? Se un gay fa l'insegnante, magari proprio di tuo figlio [risata satanica a seguire], è subito scandalo. Se invece fa l'architetto, tutto occhei, purché, però, indossi giacche rosa porcellino e ridicole sciarpine di seta.

Gay macellaio? Mai visto uno. Fiorista? Questo mi sembra giusto. Ministro? Come siamo caduti in basso, signoramìa! Comico televisivo che si veste da donna ma nega a oltranza di averne i gusti? Oh, certo che sì! Anche lui ha il diritto di esprimersi, no?!

Nell'opinione comune, il gay deve far ridere gli altri, i “normali”, e dev'essere, soprattutto, ben riconoscibile rispetto al resto del mondo, cosicché i maschi quelli veri possano dar loro dei “diversi” con tutta la politeness possibile, senza temere minacce alla propria virilità.

E allora, ecco che davanti a “Will e Grace” ci sentiamo tutti di farci una risata, se capita. Tutti assistono con piacere a baci - e - tutto - quel - che - scappa di lesbo, su questo non ho dubbi, che siano film, video musicali, succosi live show o manga giapponesi. Ma quanti uomini hanno avuto il coraggio, invece, di commuoversi per il famoso film sui cowboy di Ang Lee?

D'accordo, abbiamo bisogno di esorcizzare. Non si capisce perché, ma dobbiamo riderci sopra finché non ci passa il terrore per questa diversità, che poi, riferita a una parola che inizia per omo-, mi suona linguisticamente paradossale.
Insomma, siamo ancora a “Mamma li culi!”, pardon my french.
E non sarebbe ora di andare avanti, invece? Fare un bel gesto forte e deciso, un passo che dimostri al mondo intero che non solo Zapatero può stare con i gay senza temere di sembrare meno uomo, ma anche il nostro Prodi, il nostro Bertinotti, il nostro futuro ministro della Cultura?

Allora, io faccio la mia modesta, modestissima proposta.
Mi accontenterei, per capire che l'Italia si sta sforzando di cambiare, di sprovincializzarsi e sbigottizzarsi, che per le prossime “Vacanze di Natale” i Vanzina lasciassero libero il povero De Sica, povero, povero ragazzo, che è evidentemente frustrato e compresso in ruoli che non gli appartengono, e gli cercassero un ingaggio, per una volta, in un film serio. Un film alla “Fragola e Cioccolato”, per intenderci. Un film in cui non fosse obbligato a fingere interesse per quello che sta sotto le sottane delle donne che, daiccàzzo, non ci crede nessuno!
Basta fargli toccare tettone rifatte! Basta infilarlo sotto le lenzuola della moglie del ministro in tenuta sadomaso! Che la smetta, per favore, di fingersi l'arrapato sciupafemmine da villaggio vacanze, unico ruolo in cui lo si è visto dagli anni '80 ad oggi, e inauguri una nueva hola.

Chissà mai che, seguendo il suo esempio, tutti quei personaggi pubblici che hanno i suoi stessi gusti si sentano liberi di girare per le strade del nostro Bel Paese mano nella mano con i loro compagni, lasciando a loro volta libere le loro povere mogli palliativo di girare con qualcuno che le trovi sexy sul serio. E non solo per convenienza sociale.

E se poi di queste mogli non sapremo che fare, allora sì che sarà il momento di rivolgerci a Benedetto XVIII per chiedere conto dei danni che una certa gestione ipocrita e maneggiona della politica ecclesiastica ha causato alla società.
Allora sì che la sua opinione la ascolterei volentieri, ma per adesso, per favore, crede di essere in grado di lasciarci vivere e scopare in pace?!



Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 14:35 | link | commenti (7) |
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sabato, 06 maggio 2006

la letterina...

Esimio On.Calderoli,
mi rivolgo a Lei fiduciosa di ricevere un po' della Sua Preziosa Attenzione, in quanto La considero il Referente Numero Uno nel panorama nazionalcontemporaneo in relazione a questioni di:
Mémore del Suo Passato Meritorio Impegno relativo all'ironia sulle religioni,
al Suo Illuminato Spirito di "E facciamoci una risata, Porcocazzo, invece di prendere tutto susssério, ecchissaràmaistodiovendicativo, cosìmportante e cosìmenoso, che fa tutte 'ste storie solo per una battuta innocente, solo per una VIGNETTA, per un Forattini dei Paesi Bassi, essù, eddaje, non prendiamoci così sul serio, eddajeddài!"
Le rivolgo il mio accorato appello certa di trovare in Lei il mio Paladino Azzurro.
Anzi, Mi Scusi, Verde, per lo sdoganamento, anche nel nostro Paese
[noto in alcuni ambienti con l'affettuoso e goliardico appellativo di " Er cortilétto dèr Papa"]
di un cartoon satirico di cui per oggi abbiamo saputo solo per sentito dire,
tale "POPETOWN"
che, pare, ritragga il Santo Padre come un bambinone anziano che si diverte a far impazzire i suoi sottoposti,
io penso le guardie svizzere -
che, diciamocelo tra noi padani,
chi, potendo, non cisiddivértirebbe un po' a sfotterli,
quegli svizzerotti rincojoniti, eh?!-

i cardinali come succhiasangue assetati di potere e le monache...
le monache...
uhmmm...le monache non mi ricordo!

...vede?!
questi sono i primi effetti della SATIRA PREVENTIVA!
mi si sta già bruciando la memoria a breve termine rivolta al futuro!
cheddànni!
che ingiustizie verso le nuove generazioni a cui è precluso il diritto di ridere, di dissacrare, di usare la capacità critica...
e tutto questo,
mi dica Lei, lo sa
perché
?!



Per il bigottismo e l'oscurantismo della curia,
per quei retrogradi rimasti al tempo dell'inquisizione e della caccia alle streghe,
per quella gentaglia che ostacola la normale libertà di pensiero, di espressione e di opinione
di una società MATURA e CIVILE come quella italiota!

e tutto questo, On. Calderoli,
e questo soprattutto mi trafigge il cuore,
avviene
im-pu-ne-men-te
nel ventunesimo secolo
A CASA NOSTRA!!!

Le pare possibile?!
dico, a Lei che è notoriamente un Illuminato Difensore delle libertà intellettuali e morali dell'Occidente,
o almeno della Padania...?!

fiduciosa,
Le rivolgo un accorato appello perché produca qualcuna delle sue famose T-shirt così che,
nel ven-tu-ne-si-mo secolo, nell'Occidente il-lu-mi-na-to e antioscurantista
non sia consentito a un manipolo di bigotti decidere
cosa
e
perché
noi e i nostri figli possiamo vedere!!!



Con una manciata di punti esclamativi a sottolineare l'urgenza materiale e morale di questa mia richiesta,
la sollecito a rivolgersi a Canal Jimmy, attuale possessore della serie "incriminata",
affinché ceda i diritti della serie a TELEPADANIA
ponendo così fine a questo barbarismo indegno di un popolo, come quello italiano,
che "già scriveva poemi mentre gli africani giravano sul deserto coi cammelli",
o qualcosa del genere.
mi scusi ma cito a braccio.
anzi, se vuole mandarmi un breviario, mi fa sempre piacere.

con immutata stima e fiducia nel suo operato,
Sua
Sophie à Part in Cannella con le tìsciort.

Hasta la Padania Siempre!

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 15:17 | link | commenti (2) |
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giovedì, 16 febbraio 2006

Ignorare l’ignoranza
 
Lo vorrei. Oh se lo vorrei!
Non potete immaginare quanto sarebbe più serena la mia esistenza se potessi ignorare quello che mi circonda e che, quasi sempre, mi fa arricciare il naso indispettita, indignata, sconvolta fino alla viscere e anche, devo ammettere, terrorizzata. Già, perché mi domando cosa verrà dopo, quali danni subiranno le generazioni della cultura visiva – di più rapida assimilazione, ma anche dolorosamente molto meno profonda di quella verbale -, le generazioni cresciute in questo allucinante scenario italiano dell’aummaumma portato all’estreme conseguenze, dell’individualismo strascinato fino al menefreghismo, dell’autosufficienza stiracchiata fino al farcela rosicchiando il più possibile all’altro, se possibile inconsapevole.
E ogni volta mi sembra che non sia più possibile, cazzo. Ogni volta sto qui a spaventarmi e mi dico che, cazzo, gli stessi dubbi devono averceli avuti in tutte le generazioni: tutti pensavano di essere alla fine, di aver toccato il fondo, che peggio di così non poteva andare, tutti temevano conseguenze e danni irreversibili alla società e alle persone, e invece…e invece?! No, in effetti non avevano tutti i torti, i cari vecchietti di quelle generazioni lì…
Ma il cuore delle mie lamentele quotidiane, questa volta, riguarda quello che sento quando le mie orecchie, libere mentre le mani si danno da fare tra attività domestiche dalla brava casalinga - studentessa - dog sitter in cui mi sono evoluta, svolazzano tra trasmissioni radiofoniche e rassegne stampa e dibattiti televisivi. Si parlava di come attrarre a sé l’elettorato indeciso e…beh, io non credo di essere in par condicio, no?! Cazzo vogliono da me, io dico quello che mi pare. Ci sono un sacco di vantaggi nel non essere Bruno Vespa, oltre al fatto di non avere l’aspetto, la personalità e il karma di Bruno Vespa. Comunque, che cazzo vuol dire attrarre l’elettorato?! Ma perché mi devono umiliare sempre così tanto, eh?! Perché io non posso continuare a pensare che la mia vita, il mio futuro, la mia stabilità possa essere affidato a qualcuno che non sia scelto da un branco di indecisi sulla base della simpatia, dei difetti di pronuncia, della forma del mento [a culetto oppure a punta] o della migliore barzelletta raccontata?!
mioddìo, perché io rabbrividisco e vomito a questo pensiero?!
Ché per me la politica è e dovrebbe essere una cosa seria, sacrosanta serietà! e fregan cazzi se nel salotto della Mara la serietà non ci sta bene: distruggiamoglielo pure, il salotto, a colpi di machete e torce incendiarie e pitbull sguinzagliati tra cuscini e divani e ballerini, alla Mara, se è a causa sua che si è costituita quella banda di deficienti, così rincoglioniti da ridursi a scegliere…o meglio da costringere noipersoneserie a subire la loro stupida scelta effetuata in base al colore della cravatta o alla lunghezza delle gambe o a quanto gli sudano le ascelle o a come rispondono a Giuliano Ferrara [beh, insomma, su questo dovrei rifletterci…], quelli che devono guidare ‘sto paese! È come se creassimo il Ministro dei Nomi per Tutti e ci mettessimo quello che ha chiamato il figlio Luigi Luigi o Rosa Chiappa, capito?! Quello è un deficiente, va internato e non gli si fa decidere nulla! Perché è scemo.
Ma mi dite cosa c’entrano le strategie di marketing con la nobile arte della politica?! Le tecniche che già furono dei sofisti, quelli che si facevano pagare soldini sonanti e sporchini per trasformare un discorso perdente in vincente e viceversa?!
Cazzo, è sulla base dei valori che si sceglie! Sono i valori, le priorità della vita, quello che ritieni più importante che danno il senso dell’appartenenza politica! Voglio dire: per te è fondamentale la sicurezza, la tutela della proprietà privata, la libertà di investire dove e come vuoi pagando poche tasse?! Occhei, allora vai a metterti là a destra. Tu invece vuoi uno stato sociale che non abbandoni gli ultimi a se stessi e tuteli le classi lavoratrici e non discrimini sulla base di privilegi discutibili o differenze individuali?! Perfetto, vai a sinistra. Tu dici che i gay non dovrebbero sposarsi e le donne non dovrebbero abortire?! E perché non vai a farti i cazzi i tuoi da un’altra parte, rompicoglioni d’un cattolico opinionista?!
Insomma, anche i bambini lo saprebbero fare, con un paio di fazzolettini colorati!
allora basta, dico: almeno non fatemi sentire così stupida, così violentata nel profondo in ciò a cui credo, merda. Che già sentir parlare i politici tra loro è….cazzo, da quando è sorta Forza Italia è diventato per me un trattenere a forza i conati…un chiedere continuamente al mio povero partner attonito: “Ma la gente non se ne rende conto? Non vedono che questi non dicono assolutamente nulla? Che si limitano ad affastellare paroloni, così, a’mmuzzo?!”…ma…ma non dovrebbero parlare di qualcosa di reale, concreto, di
problemi…no, non posso credere, sempre, ogni volta, che siano i meccanismi della politica, che si corrompono e devono passare anche attraverso queste scappatoie…no: questa gente ha reso la politica uno scambio volgare [molto più volgare del mio personalissimo e adorabile turpiloquio] di bassezze tra viscidi ignoranti arricchiti a cui preme solo proteggere i loro ingiusti privilegi e coprire i loro loschi affari, di quelli che se li avessi vicini a tavola gli vomiterei nel piatto.
Checcazzo.
Non so più come sfogarmi.
Gli indecisi.
Ma pensa te…

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 14:07 | link | commenti (8) |
apocalitticannella, ragazze contro, sophie per il sociale

martedì, 24 gennaio 2006

masculin féminin

guardandola, non potevo fare a meno di pensare che ci somigliassimo. forse nel modo di fare, in qualche vezzo femminile che ci accomunava - tipo il modo in cui entrambe ci attorcigliavamo i ricci sulle dita o in cui ogni tanto distoglievamo lo sguardo dall'interlocutore per gettarlo all'orizzonte, spargendo pezzi di noi stesse come c'importasse poco della destinazione. forse, pensavo a un livello più profondo, nel modo di pensare, nei ragionamenti astrattamente linguistici e schizofrenici e colorati nei cui meandri ci smarrivamo volentieri.

poi, però, mi dicevo che lei non poteva accorgersene. non perché il mio sguardo fosse più acuto del suo: tutt'altro.

solo perché io ero più vecchia. quel tanto che bastava a farmela guardare come una sorellina, qualcuno da proteggere e consigliare con benevolenza. qualcuno con cui non mi sarei messa volentieri in competizione, come si dice tra noi donne. qualcuno che stava attraversando una crisi in cui anch'io mi ero già trovata e da cui ero uscita a testa alta come pochi che conoscessi.

per questo mi lasciò di pietra quel suo sguardo di fuoco, da tigre, da Donna, donna donna, come non credevo di essere diventata ancora nemmeno io. io, che ero grande. io, che avevo scopato e fatto pompini e avuto orgasmi e ricevuto consigli sui migliori lubrificanti in commercio. io, che mi riempivo la bocca di parole e ancora non sapevo il significato del suo nome. io, così sgamata e sveglia e navigata, proprio non me l'aspettavo.

eppure, forse non è esatto dire che mi pietrificai e neppure che non me l'aspettassi. qualcosa, come ogni donna innamorata del suo uomo e attenta ai movimenti delle creature che la circondano, qualcosa avevo subodorato. l'attenzione costante, il feeling crescente, la voglia di incontrarsi sempre, dove e quando possibile.

amaramente, consideravo che forse mi aspettavo un'onestà di cui neanch'io sarei stata capace. e ricordavo a me stessa i giorni in cui lavoravo fianco a fianco con un bellissimo ragazzo - che aveva un'infinità di cose in comune con me, che sapeva sempre mettermi di buonumore e far volar via ore altrimenti interminabili con il suo sorriso, la sua simpatia, la sua dolcezza, le sue attenzioni per la sottoscritta...-, un bellissimo ragazzo, felicemente sposato. verso il quale, nonostante la mia voglia, il mio bisogno di onestà, non potevo impedirmi di provare del trasporto - per me purissimo e rivitalizzante - nei suoi confronti, nella stereotipa speranza che, se qualcosa non fosse andato per il verso giusto sul fronte matrimoniale, la mia potesse essere la prima spalla su cui si sarebbero sciolti i suoi occhi stanchi.

e questo non significa che gliel'augurassi.

anche se durante una cena a due - tra "colleghi" e "amici" quali eravamo - finii per chiedermi più e più volte che volesse davvero da me. se si aspettasse una mossa o che.

nel dubbio non feci nulla, e comunque non avrei voluto IO, a prescindere dai SUOI desideri. perché, cazzo, la mia è una coscienza che non perdona.

ma non nego di aver contribuito a creare una complicità da cui quella moglie - da lui amatissima - restava comunque esclusa. e forse gli avrò lanciato anch'io delle occhiate arroventate, delle occhiate da leonessa, occhiate da donna donna.

perché, in fondo, come dicevo, c'era qualcosa che ci legava, qualcosa in cui io ci somigliavamo. forse si trattava dei gusti in fatto di maschi. forse, semplicemente di buon gusto.

fatto sta che la ragazzina mi aveva insegnato molto, e questo mi piaceva.

e mi piaceva lei, quella piccoletta.

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 10:38 | link | commenti (5) |
sophiez way, ragazze contro

mercoledì, 05 ottobre 2005

«Votare chi sostiene la legge sull’aborto è peccato»
Dal sinodo dei vescovi un nuovo duro attacco a pochi mesi dalle elezioni politiche
Monsignor Levada minaccia: chi vota i sostenitori della 194 non avrà la comunione
di Roberto Monteforte / Città del Vaticano

«È PECCATO votare alle elezioni candidati che nel loro programma ammettono l’aborto».

[attenzione: il tiolo è LINKATO alla pagina da cui è tratto!!!]

Ma

- io mi chiedo -

votare chi sostiene le GUERRE non dovrebbe essere anche peggio?!

cazzo, quanto a numero di morti causati, non c'è paragone.

a parte che forse la Chiesa santissima Madre,

- quanto a numero di morti fatti nel corso della storia -

non è seconda manco alla famiglia Bush al completo.

ecco, forse anche la Madre Chiesa,

avesse abortito prima qualcuno dei suoi

figli invece di ostinarsi a volerli TUTTI, compresi quelli delle altre

religioni - genitrici

[tipo Buddha, ecco. o Gandhi.

anche se Buddha è più facile immaginarlo incinto. Gandhi era così sicco sicco prima delle pubblicità con Spike Lee, che chissà che gli usciva dalle mammelle. no no. che poi arrivano quelli della Nestlé con il loro schifo di latte in polvere e obbligano tutti a berlo e sono cazzi.]

dico,

anche la chiesa, forse, se usava la pillola abortiva per i Suoi Figli indesiderati non doveva fare così tanta fatica per ammazzarli dopo,

ecco.

[e poi basta con queste crociate anticattoliche, che un giorno mi incontrerò con quel ciccione di Ferrara - papista laico, che poi che cazzo vuol dire?! - all'èppiauàr e finirà che mi ruba tutto l'abbuffé per dimostrare la superiorità della sua civiltà sulla mia. e mia madre ha fatto tanto per educarmi a essere una ragazza civile e se quel trombone arrogante di Ferrara se la prende con me, poi ci rimane male e inizia a dirmi "vuoi farmi morire!? eh?! vuoi vedermi morta?!" e io non posso reggere. no no.]

Sembra talco, ma è... LucyCannella all'alba delle 14:26 | link | commenti (16) |
ragazze contro

giovedì, 22 settembre 2005

quando il tuo corpo, la tua libertà e la tua vita dipendono dalle opinioni di un manipolo di stronzi bigotti oscurantisti...

ma guarda tu se proprio adesso che mia sorella Sophie [con la scusa che studia e lavora e non ci ha mai tempo, maaaaai tempo, ma io mica ci credo, sa'?!] si dà alla macchia, doveva spuntarmi la coscienza critica. e fa un male, ma un maaaaale, proprio all'altezza del fegato.

infatti, la folgorazione mi è arrivata durante un aperitivo, intorno al quarto o al quinto Cosmopolitan on the rocks [che ero anche un po' stanca di stare così in equilibrio] accompagnato da trionfo di crudité, quando la mia amica Mèri è arrivata tutta trafelata anche lei on the rocks per lèppi.

era addirittura così trafelata, per dirvi come stava messa, come non poteva proprio farcela, che aveva le décolleté della scorsa stagione. qué orror! vabbè, ci ha prese da parte a me e alla Giusi [che viene da una famiglia un po' bigotta lei, poverina: i suoi sono dell'opium dei!] e ci fa:

"oh, raga! mi sa che sono rimasta incinta!".

potete immaginare la faccia che abbiamo fatto io e la Giù. vabbè,  io ero la più carina delle due, ma è ovvio: ho seguito un corso di Espressionismo Facciale, in cui mi hanno insegnato tutti i segreti di Lang e Wiene per fare sempre la faccia giusta al momento giusto, ma questa è un'altra storia.

fatto sta che quella bigottona della Giù, le fa:

"ecco, se non ci avevi tutta quest'ansia demoniaca di scopare col tuo ragazzo e aspettavi di farti sposare come tutte le brave ereditiere cattoliche, non ti sarebbe mai successo. tiè!"

non l'avesse mai detto! ma il problema è che la Giù, essendo così profondamente e irriducilmente cattolica, è un po' spietata: cercate di capirla!

in compenso, la Mèri, che oltre ad essere una gran puttana è anche una gran figlia di puttana, le risponde:

"ma pensa tè sta pezza d'una stronza, oh! intanto non era il mio ragazzo, ma un manico qualunque che guidava una cilindrata sopra i 2000 e mi ha offerto da pippare tutta notte. e poi, brutta pedofila che t'intrufoli nei confessionali per toccare i bambini poveri, le tue opinini di merda ti faccio vedere io dove te le puoi infilare. e stai sicura che, con questo metodo, incinta non ci rimani di certo!"

e siccome la Giù non è una a cui piaccia troppo ascoltare le idee degli altri, essendo sempre appunto così terribilmente cattolica, e siccome aveva anche tutti i lineamenti disordinati dallo sciòck ed era proprio bruttarella con tutto quello scandalo e quei dissapori sparsi sul viso, la Mèri ha iniziato a sfotterla e le due hanno preso a mordersi e graffiarsi.

e così, sono dovuta intervenire io a fermarle prima che si strappassero i vestiti o si rompessero le unghie. con quel che costa oggi una manicure ben fatta...

fatto sta che da questa brutta faccenda ho imparato due cose:

1) innanzitutto, che tante volte sarebbe bene che i cattolici le loro opinioni se le tenessero per sé;

2) in secondo luogo che non è giusto fare sesso quando si è troppo giovani per prendersi le responsabilità che ne conseguono.

in compenso, se invece della penetrazione vaginale decidete di darvi al sesso anale, spergiurando e sottoscrivendo di non essere omosessuali [poiché in quel caso la chiesa vi condannerebbe comunque e la Mèri non vi presterebbe più le sue trendissime tisciort glittering], il rischio gravidanza è scongiurato e il divertimento assicurato comunque.

amen.

Sembra talco, ma è... LucyCannella all'alba delle 17:29 | link | commenti (20) |
no es posible qué ha pasado, apocalitticannella, shouting outrageous, ragazze contro, acid way

martedì, 02 agosto 2005

...ma insomma!

basta!

non se ne può più: tutti questi discorsi di politichitica non fanno certo bene! fanno venire le rughe! eppporca miseria, se no acchépppprò eleggere della gente che se ne occupi al posto nostro?! voglio dire, fosse una cosa piacevole come la manichiùùr, cioè, o appassionante come le vicende di "ciento vetrine" [o almeno altrettanto ben recitato!], allora d'accordo, lo capirei. però, cioè, la polichittica è una cosa supernoiosissima e talmente lontana dalle nostre vite, cioè, che non c'entra niente con noi e con quello che facciamo tutti i giorni, che io non capisco come possa mia sorella Sophie menarsela continuamente con queste storie.

eppporca miseria. come se io non avessi niente da fare! ora, poi, che sono così presa dal training per la prova bikini, pppporcamiseria, e quella che continua con ste storie di queste leggiii...leggie...leggiesss, o come cavolo si dice. che, insomma, sophie dice che quelli se ne approfittano che noi siamo tutti distratti da altro, che fa caldo, insomma, e intanto si fanno i comodi loro, facendo passare delle leg...leggg...leggies mentre l'opinionista pubblico è distratto.

ma poi, questo opinionista pubblico, chi cavolo è?! perché mi viene il dubbio che stesse parlando di vespa. che pubblico è pubblico. o forse, quando uno se lo sono comprato, si dice privato?! opppporca miseria, cioè, non me lo ricordo mai! però sicuro che vespa le opinioni ce le ha. o almeno, vorrebbe far sì che noi le avessimo uguali a quelle che recita lui tipo disco rotto. tipo segretarìa telefonica. tipo marionetta. anzi, ecco chi mi ricorda: pari pari i pupi sicilani!

comunque, insomma, se persino l'opinionista pubblico che deve dirci cosa pensare sta in vacanza, che senso ha approvare delle leggies sulle quali nessuno ci dice cosa pensare?! o forse su queste leggigies non è necessario pensarci nulla, perché sono già tutte pensate abbastanza forte per tutti?!

ecco, dev'essere così.

perché, insomma, io a sophie glielo spiego continuamente: pensare, e nello specifico pensare a queste cose che pensa lei, le cose da comunista [che poi oggi non è che vadano granché di moda. non siamo mica negli anni settanta che dovevi mettere le zeppe e fare i collettivi a scuola, cioè! siamo negli anni duemili e la moda vuol far tornare gli ottanta, cioè, mica i settanta! allora, se mi devo mettere le giacche con le spalle imbottite, almeno fatemi parlare di nick kamen, scusa, mica di berlinguer!], pensare le cose da comunista, dicevo, fa un sacco male!

dovreste vederla, la mia povera sorella: ha delle rughe inguardabili in zona contorno occhi e bocca, oltre che sulla fronte. per questo, infatti, le ho consigliato di tenersi un po' lontana dal blog. perché lei dice che internet è un grande strumento, che ci si potrebbero fare grandi cose, che si può comunicare, ci si può informare, si possono vedere e mostrare cose che non avrebbero spazi su altri canali [credo parlasse di qualche gara di canottaggio. speriamo che ci siano dei bei figoni. tanto, su internet lo sappiamo che ci stanno solo maniaci, pornografia e sfigati! edddisciamoscelo, sù! non siamo pudìck...puddìng...pu...pu...pudorosi. ...che poi è estate, facccaldo, e uno sarebbe anche giustificato a emettere un po' di pudore, soprattutto dalle ascelle. ma vabbè. che schifo. deodoratevi!] e quindi pensa e ripensa a queste cose comuniste della mancanza di informazione, della censura, del conflitto di interessi.

povera sophie!

io le ho spiegato che, finché non ci toccano defilippi, costantino e daniele, dousons crick e i programmi per piangersi addosso e confessare le peggio infamate, che problema c'è?! e poi, dai, questi qua di sinistra che vorrebbero cancellare l'intrattenimento e le entreneuse dalla tv per riempirla solo di cultura [echeppallee!], informazione [maaaamma, cheppalle!] e altra roba comunista, sembra che non si accorgono che, oh, i telegiornali ci sono, eh! a' comunisti: e svegliatevi!

che mica è colpa nostra se voi con le vostre famiglie non mangiate all'ora giusta per vedere i telegiornali, eh! che, mettiamo, c'è il telegiornale all'una e voi mangiate alle due e poi dite: "c'è mancanza d'informazione in questo paese!", quando siete voi che basta che mangiate all'ora giusta, ecco! i soliti alternativi. i soliti comunisti che vogliono fare tutto a modo loro.

insomma, ecco, ho promesso a sophie che ogni tanto baderò anch'io al suo blog. almeno lei potrà continuare a guardare cose del passato [che tra parentesi non vanno per niente di moda] e a leggere libri che spiegano cose del passato, quindi cose vecchie. e continuare a invecchiare precocemente, ma almeno in solitudine, cacchiarola, dignitosamente, come si addice a un membro della famiglia cannella, eh! mica dire i fatti propri in piazza. le proprie fissazioni. le malattie. che poi la gente ti giudica e è un attimo, eh! coi tempi che corrono, poi!

che io mica sono scema e le so quelle cose delle purghe dei comunisti, ecco. e, insomma, dato che io e sophie dobbiamo condividere il bagno, non vorrei che facesse una pazzia e si trangugiasse un barattolo di purghe comuniste per la disperazione. ecco.

quindi stiamole tutti vicini. e diciamole sempre di sì.

poooovera sorella mia!

Sembra talco, ma è... LucyCannella all'alba delle 10:13 | link | commenti (19) |
speis caugherl, travelling towards other wolds, ragazze contro

lunedì, 27 giugno 2005

macché perfetta, perfetta:

così siam buoni tutti...!

se la Natura fosse l'esempio di perfezione che si dice,

allora qualcuno mi spiega

a che pro fornire i régazzini quelle voci insopportabili a millemila decibbbelz

e pure già attive dalle prime ore del mattino?!

[e che nessuno risponda cose tipo: "perché così mammà ce le sente che strrilano, le creature sue!"

pliiiiz.]

[a parte il militante,

che, poverastèlla,

sul tema può dire quel che gli pare!] 

Sembra talco, ma è... sophieapart all'alba delle 12:05 | link | commenti (66) |
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