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SATIRA FONDAMENTALE vs FONDAMENTALISTI DI CUI FAREI VOLENTIERI A MENO
A giudicare da quanto scrivo su queste pagine virtuali e ipertestuali, si direbbe che il mio nemico numero uno sia diventato il Papa [mioddìo, che dirà Giuliano Ferrara?!] e che, di conseguenza, io sia diventata un'anticlericale coi controfiocchi [mioddìo, che dirà mia nonna?!].
E in effetti non mi sento, in coscienza, di negare nessuna delle due ipotesi.
Ma sarà colpa mia, se mi sveglio la mattina a polemiche già infuocate e dopo che fiumi d'inchiostro sono già stati sparsi da acuti corsivisti, pro o contro la satira sul Papa di cui sopra? E tutto questo baillamme perché il buon Padre Georg [il cui nome, tra l'altro, a me non è nuovo solo grazie alla Littizzetto, e dunque forse alla stessa satira che papé satan, papé satan aleppe!] ha chiesto di mettere fine a questo scempio, perché non è proprio cosa, diamine!, non si può mica prendere per il culo il Papa! e le suorine si sono sentite offese, così come i porporati, accendendo la televisone e trovandosi di fronte a cotanto spettacolo.
Saranno proprio sbottati, poveracci!, mi dico, dato che fino ad oggi hanno trattenuto tante reazioni analoghe, che sicuramente hanno fatto prudere le mani e le lingue alle gerarchie vaticane e a qualche manipolo di oratoriani.
Ad esempio, come non sentirsi offesi se, accendendo il televisore, ci si trova faccia a faccia con il fondoschiena [e le opinioni] delle avvenenti e denutrite partecipanti dell'Isola dei Famosi?! Come non sentirsi turbati dalle scene [e dalle opinioni] porno soft cortesemente offerte a tutte le ore dalla Pupa e il Secchione, in diretta, in replica o in versione solo per maggiorenni? Come non desiderare di spaccare il video, quando senti che, la prima volta che Sgarbi dice qualcosa di sensato, dando cioè della fascista a una fascista [che però sembra stupita di sentirselo ricordare in un contesto sgallettevole. Mi spiace, Alessandra: sei fascista. Così decidesti, anni addietro, e anche se è una scelta che causa conati di vomito ai più, brava, vai avanti che chi si ferma è perduto, dice il nonno], viene zittito perché la televisione non è certo posto per dire quelle cose? Come non avere un sussulto ogni volta che Platinette sfoggia una parrucca e strilla un'opinione nuova? Come non desiderare un espatrio immediato, a fronte di trasmissioni come Buona Domenica e l'analogo della Rai, che infatti, se non sbaglio, per i livelli oltraggiosi di volgarità gratuita raggiunti sono stati anche oggetto di pesanti richiami da parte delle istituzioni preposte?!
Bene, la mia teoria è semplicemente la seguente: in un panorama televisivo che, dall'avvento delle televisioni commerciali che hanno sdoganato le culotettòne di Drive in e hanno sepolto per sempre il modello educativo della tv delle origini, fa schifo, non ha nessun senso finire per prendersela con la satira. Se il paese è carente in fatto di moralità e vecchi, sani valori di una volta [ragazzini che si nascondono dietro le manifestazioni più superficiali di ideologie a stampo nazi-fascista per giustificare le proprie sordide, orride pulsioni di dominio e violenza su un indifeso, un buono, un debole; gente che si ammazzano l'uno con l'altro per gelosia, per due euri, per un parcheggio o per un'opinione sgradita; consumismo sfrenato, incentivato da tutto ciò che passa per lo stupido schermo e fa subito moda, subito must, come I must have it!; soldi che vengono sperperati nei modi più stronzi mentre ce ne si sbatte altamente di chi avrebbe bisogno; gente che gli frega solo di avere il SUV grande, grande, ancora più grande, magari a castello, così gliela faccio vedere io, chi sono, a quegli altri coglionazzi con le utilitarie!; evasori fiscali che si litigano con gli intercettatori telefonici nascondigli in ogni piaga della società, e sono tante!], perché deve sempre finire che quel che dà più fastidio è la SATIRA, che è anche critica, a ben pensarci, e dunque fa forse paura?
Siamo ancora al tempo di gioca coi fanti e lascia stare i santi?!
E dove cavolo è Calderoli, quando c'è bisogno di lui e delle sue magliette per difendere la libertà di parola contro quei fondamentalisti degli altri Paesi che vogliono importare qui con la forza la loro cultura retrograda e che ci vogliono tutti zitti e, magari, col velo come le donne in chiesa di una volta?!
Piccole civiltà crescono
Come se un altoatesino pretendesse di spiegare a un pescatore a che ora è meglio uscire in mare e cosa fare se il tempo minaccia burrasca.
Come se una persona che odia gli animali si mettesse in testa di dare consigli a chi possiede un cane su come alimentare e far divertire il proprio amico a quattro zampe.
Come se un obeso fosse considerato un autorità in materia di nutrizione e attività fisica,
ecco che il papa se ne esce di nuovo con uno dei suoi assurdi dettami sulle unioni di fatto [i pacs, che la chiesa non riconosce né ha intenzione di farlo] e i matrimoni [quelli religiosi, uno dei business, I suppose, più lucrativi per santa madre chiesa].
Senza considerare la beneagurante consonanza tra l'acronimo per i patti di convivenza civile e la pace latina tanto auspicabile per il gregge della santa madre di cui sopra, probabilmente perché il tema non è così caldo nell'agenda di Benedetto XVIII, la cosiddetta civiltà occidentale dimostra per l'ennesima volta tutta la sua inciviltà.
Se a qualcuno non fosse bastato che si siano già proclamati suoi paladini dei cavalieri senza macchia e senza paura della risma di Buttiglione e Pera, Oriana Fallaci e Giuliano Ferrara, Borghezio e Calderoli [ma questo, ormai, è sparare sulla Croce Rossa, ahi ahi], ecco che un uomo che ha fatto del celibato la propria scelta di vita ricomincia a tentare di infilarsi sotto le lenzuola degli italiani che, invece, il sesso lo fanno. E magari pure come e con chi pare a loro.
Il punto, stavolta, è che mi piacerebbe, ora che forse abbiamo voltato pagina davvero e magari un paio di passettini avanti – anche piccoli, eh!- ci accingiamo a farli, mi piacerebbe che imparassimo ad accettarci l'un l'altro, che usassimo la religione come dottrina che ci consenta di elevare le nostre anime e non come croce di ferro da sbattere sulla testa di chi non ci piace, come dei bambini antipatici che pretendano di dettare tutte le regole del gioco perché siamo a casa loro.
Questi poveri omosessuali, ad esempio, ma li vogliamo lasciar vivere in pace, santiddìo?!
Come cazzo è possibile che in Italia sia lecito essere gay solo se si lavora nella moda e si parla come checche isteriche o se si va in tivù a dare agli etero lezioni di gusto nel vestire, nel mangiare, nell'arredare casa e nel comportarsi? Se un gay fa l'insegnante, magari proprio di tuo figlio [risata satanica a seguire], è subito scandalo. Se invece fa l'architetto, tutto occhei, purché, però, indossi giacche rosa porcellino e ridicole sciarpine di seta.
Gay macellaio? Mai visto uno. Fiorista? Questo mi sembra giusto. Ministro? Come siamo caduti in basso, signoramìa! Comico televisivo che si veste da donna ma nega a oltranza di averne i gusti? Oh, certo che sì! Anche lui ha il diritto di esprimersi, no?!
Nell'opinione comune, il gay deve far ridere gli altri, i “normali”, e dev'essere, soprattutto, ben riconoscibile rispetto al resto del mondo, cosicché i maschi quelli veri possano dar loro dei “diversi” con tutta la politeness possibile, senza temere minacce alla propria virilità.
E allora, ecco che davanti a “Will e Grace” ci sentiamo tutti di farci una risata, se capita. Tutti assistono con piacere a baci - e - tutto - quel - che - scappa di lesbo, su questo non ho dubbi, che siano film, video musicali, succosi live show o manga giapponesi. Ma quanti uomini hanno avuto il coraggio, invece, di commuoversi per il famoso film sui cowboy di Ang Lee?
D'accordo, abbiamo bisogno di esorcizzare. Non si capisce perché, ma dobbiamo riderci sopra finché non ci passa il terrore per questa diversità, che poi, riferita a una parola che inizia per omo-, mi suona linguisticamente paradossale.
Insomma, siamo ancora a “Mamma li culi!”, pardon my french.
E non sarebbe ora di andare avanti, invece? Fare un bel gesto forte e deciso, un passo che dimostri al mondo intero che non solo Zapatero può stare con i gay senza temere di sembrare meno uomo, ma anche il nostro Prodi, il nostro Bertinotti, il nostro futuro ministro della Cultura?
Allora, io faccio la mia modesta, modestissima proposta.
Mi accontenterei, per capire che l'Italia si sta sforzando di cambiare, di sprovincializzarsi e sbigottizzarsi, che per le prossime “Vacanze di Natale” i Vanzina lasciassero libero il povero De Sica, povero, povero ragazzo, che è evidentemente frustrato e compresso in ruoli che non gli appartengono, e gli cercassero un ingaggio, per una volta, in un film serio. Un film alla “Fragola e Cioccolato”, per intenderci. Un film in cui non fosse obbligato a fingere interesse per quello che sta sotto le sottane delle donne che, daiccàzzo, non ci crede nessuno!
Basta fargli toccare tettone rifatte! Basta infilarlo sotto le lenzuola della moglie del ministro in tenuta sadomaso! Che la smetta, per favore, di fingersi l'arrapato sciupafemmine da villaggio vacanze, unico ruolo in cui lo si è visto dagli anni '80 ad oggi, e inauguri una nueva hola.
Chissà mai che, seguendo il suo esempio, tutti quei personaggi pubblici che hanno i suoi stessi gusti si sentano liberi di girare per le strade del nostro Bel Paese mano nella mano con i loro compagni, lasciando a loro volta libere le loro povere mogli palliativo di girare con qualcuno che le trovi sexy sul serio. E non solo per convenienza sociale.
E se poi di queste mogli non sapremo che fare, allora sì che sarà il momento di rivolgerci a Benedetto XVIII per chiedere conto dei danni che una certa gestione ipocrita e maneggiona della politica ecclesiastica ha causato alla società.
Allora sì che la sua opinione la ascolterei volentieri, ma per adesso, per favore, crede di essere in grado di lasciarci vivere e scopare in pace?!


masculin féminin
guardandola, non potevo fare a meno di pensare che ci somigliassimo. forse nel modo di fare, in qualche vezzo femminile che ci accomunava - tipo il modo in cui entrambe ci attorcigliavamo i ricci sulle dita o in cui ogni tanto distoglievamo lo sguardo dall'interlocutore per gettarlo all'orizzonte, spargendo pezzi di noi stesse come c'importasse poco della destinazione. forse, pensavo a un livello più profondo, nel modo di pensare, nei ragionamenti astrattamente linguistici e schizofrenici e colorati nei cui meandri ci smarrivamo volentieri.
poi, però, mi dicevo che lei non poteva accorgersene. non perché il mio sguardo fosse più acuto del suo: tutt'altro.
solo perché io ero più vecchia. quel tanto che bastava a farmela guardare come una sorellina, qualcuno da proteggere e consigliare con benevolenza. qualcuno con cui non mi sarei messa volentieri in competizione, come si dice tra noi donne. qualcuno che stava attraversando una crisi in cui anch'io mi ero già trovata e da cui ero uscita a testa alta come pochi che conoscessi.
per questo mi lasciò di pietra quel suo sguardo di fuoco, da tigre, da Donna, donna donna, come non credevo di essere diventata ancora nemmeno io. io, che ero grande. io, che avevo scopato e fatto pompini e avuto orgasmi e ricevuto consigli sui migliori lubrificanti in commercio. io, che mi riempivo la bocca di parole e ancora non sapevo il significato del suo nome. io, così sgamata e sveglia e navigata, proprio non me l'aspettavo.
eppure, forse non è esatto dire che mi pietrificai e neppure che non me l'aspettassi. qualcosa, come ogni donna innamorata del suo uomo e attenta ai movimenti delle creature che la circondano, qualcosa avevo subodorato. l'attenzione costante, il feeling crescente, la voglia di incontrarsi sempre, dove e quando possibile.
amaramente, consideravo che forse mi aspettavo un'onestà di cui neanch'io sarei stata capace. e ricordavo a me stessa i giorni in cui lavoravo fianco a fianco con un bellissimo ragazzo - che aveva un'infinità di cose in comune con me, che sapeva sempre mettermi di buonumore e far volar via ore altrimenti interminabili con il suo sorriso, la sua simpatia, la sua dolcezza, le sue attenzioni per la sottoscritta...-, un bellissimo ragazzo, felicemente sposato. verso il quale, nonostante la mia voglia, il mio bisogno di onestà, non potevo impedirmi di provare del trasporto - per me purissimo e rivitalizzante - nei suoi confronti, nella stereotipa speranza che, se qualcosa non fosse andato per il verso giusto sul fronte matrimoniale, la mia potesse essere la prima spalla su cui si sarebbero sciolti i suoi occhi stanchi.
e questo non significa che gliel'augurassi.
anche se durante una cena a due - tra "colleghi" e "amici" quali eravamo - finii per chiedermi più e più volte che volesse davvero da me. se si aspettasse una mossa o che.
nel dubbio non feci nulla, e comunque non avrei voluto IO, a prescindere dai SUOI desideri. perché, cazzo, la mia è una coscienza che non perdona.
ma non nego di aver contribuito a creare una complicità da cui quella moglie - da lui amatissima - restava comunque esclusa. e forse gli avrò lanciato anch'io delle occhiate arroventate, delle occhiate da leonessa, occhiate da donna donna.
perché, in fondo, come dicevo, c'era qualcosa che ci legava, qualcosa in cui io ci somigliavamo. forse si trattava dei gusti in fatto di maschi. forse, semplicemente di buon gusto.
fatto sta che la ragazzina mi aveva insegnato molto, e questo mi piaceva.
e mi piaceva lei, quella piccoletta.
«Votare chi sostiene la legge sull’aborto è peccato»
Dal sinodo dei vescovi un nuovo duro attacco a pochi mesi dalle elezioni politiche
Monsignor Levada minaccia: chi vota i sostenitori della 194 non avrà la comunione
di Roberto Monteforte / Città del Vaticano
«È PECCATO votare alle elezioni candidati che nel loro programma ammettono l’aborto».
[attenzione: il tiolo è LINKATO alla pagina da cui è tratto!!!]
Ma
- io mi chiedo -
votare chi sostiene le GUERRE non dovrebbe essere anche peggio?!
cazzo, quanto a numero di morti causati, non c'è paragone.
a parte che forse la Chiesa santissima Madre,
- quanto a numero di morti fatti nel corso della storia -
non è seconda manco alla famiglia Bush al completo.
ecco, forse anche la Madre Chiesa,
avesse abortito prima qualcuno dei suoi
figli invece di ostinarsi a volerli TUTTI, compresi quelli delle altre
religioni - genitrici
[tipo Buddha, ecco. o Gandhi.
anche se Buddha è più facile immaginarlo incinto. Gandhi era così sicco sicco prima delle pubblicità con Spike Lee, che chissà che gli usciva dalle mammelle. no no. che poi arrivano quelli della Nestlé con il loro schifo di latte in polvere e obbligano tutti a berlo e sono cazzi.]
dico,
anche la chiesa, forse, se usava la pillola abortiva per i Suoi Figli indesiderati non doveva fare così tanta fatica per ammazzarli dopo,
ecco.
[e poi basta con queste crociate anticattoliche, che un giorno mi incontrerò con quel ciccione di Ferrara - papista laico, che poi che cazzo vuol dire?! - all'èppiauàr e finirà che mi ruba tutto l'abbuffé per dimostrare la superiorità della sua civiltà sulla mia. e mia madre ha fatto tanto per educarmi a essere una ragazza civile e se quel trombone arrogante di Ferrara se la prende con me, poi ci rimane male e inizia a dirmi "vuoi farmi morire!? eh?! vuoi vedermi morta?!" e io non posso reggere. no no.]
quando il tuo corpo, la tua libertà e la tua vita dipendono dalle opinioni di un manipolo di stronzi bigotti oscurantisti...
ma guarda tu se proprio adesso che mia sorella Sophie [con la scusa che studia e lavora e non ci ha mai tempo, maaaaai tempo, ma io mica ci credo, sa'?!] si dà alla macchia, doveva spuntarmi la coscienza critica. e fa un male, ma un maaaaale, proprio all'altezza del fegato.
infatti, la folgorazione mi è arrivata durante un aperitivo, intorno al quarto o al quinto Cosmopolitan on the rocks [che ero anche un po' stanca di stare così in equilibrio] accompagnato da trionfo di crudité, quando la mia amica Mèri è arrivata tutta trafelata anche lei on the rocks per lèppi.
era addirittura così trafelata, per dirvi come stava messa, come non poteva proprio farcela, che aveva le décolleté della scorsa stagione. qué orror! vabbè, ci ha prese da parte a me e alla Giusi [che viene da una famiglia un po' bigotta lei, poverina: i suoi sono dell'opium dei!] e ci fa:
"oh, raga! mi sa che sono rimasta incinta!".
potete immaginare la faccia che abbiamo fatto io e la Giù. vabbè, io ero la più carina delle due, ma è ovvio: ho seguito un corso di Espressionismo Facciale, in cui mi hanno insegnato tutti i segreti di Lang e Wiene per fare sempre la faccia giusta al momento giusto, ma questa è un'altra storia.
fatto sta che quella bigottona della Giù, le fa:
"ecco, se non ci avevi tutta quest'ansia demoniaca di scopare col tuo ragazzo e aspettavi di farti sposare come tutte le brave ereditiere cattoliche, non ti sarebbe mai successo. tiè!"
non l'avesse mai detto! ma il problema è che la Giù, essendo così profondamente e irriducilmente cattolica, è un po' spietata: cercate di capirla!
in compenso, la Mèri, che oltre ad essere una gran puttana è anche una gran figlia di puttana, le risponde:
"ma pensa tè sta pezza d'una stronza, oh! intanto non era il mio ragazzo, ma un manico qualunque che guidava una cilindrata sopra i 2000 e mi ha offerto da pippare tutta notte. e poi, brutta pedofila che t'intrufoli nei confessionali per toccare i bambini poveri, le tue opinini di merda ti faccio vedere io dove te le puoi infilare. e stai sicura che, con questo metodo, incinta non ci rimani di certo!"
e siccome la Giù non è una a cui piaccia troppo ascoltare le idee degli altri, essendo sempre appunto così terribilmente cattolica, e siccome aveva anche tutti i lineamenti disordinati dallo sciòck ed era proprio bruttarella con tutto quello scandalo e quei dissapori sparsi sul viso, la Mèri ha iniziato a sfotterla e le due hanno preso a mordersi e graffiarsi.
e così, sono dovuta intervenire io a fermarle prima che si strappassero i vestiti o si rompessero le unghie. con quel che costa oggi una manicure ben fatta...
fatto sta che da questa brutta faccenda ho imparato due cose:
1) innanzitutto, che tante volte sarebbe bene che i cattolici le loro opinioni se le tenessero per sé;
2) in secondo luogo che non è giusto fare sesso quando si è troppo giovani per prendersi le responsabilità che ne conseguono.
in compenso, se invece della penetrazione vaginale decidete di darvi al sesso anale, spergiurando e sottoscrivendo di non essere omosessuali [poiché in quel caso la chiesa vi condannerebbe comunque e la Mèri non vi presterebbe più le sue trendissime tisciort glittering], il rischio gravidanza è scongiurato e il divertimento assicurato comunque.
amen.
...ma insomma!
basta!
non se ne può più: tutti questi discorsi di politichitica non fanno certo bene! fanno venire le rughe! eppporca miseria, se no acchépppprò eleggere della gente che se ne occupi al posto nostro?! voglio dire, fosse una cosa piacevole come la manichiùùr, cioè, o appassionante come le vicende di "ciento vetrine" [o almeno altrettanto ben recitato!], allora d'accordo, lo capirei. però, cioè, la polichittica è una cosa supernoiosissima e talmente lontana dalle nostre vite, cioè, che non c'entra niente con noi e con quello che facciamo tutti i giorni, che io non capisco come possa mia sorella Sophie menarsela continuamente con queste storie.
eppporca miseria. come se io non avessi niente da fare! ora, poi, che sono così presa dal training per la prova bikini, pppporcamiseria, e quella che continua con ste storie di queste leggiii...leggie...leggiesss, o come cavolo si dice. che, insomma, sophie dice che quelli se ne approfittano che noi siamo tutti distratti da altro, che fa caldo, insomma, e intanto si fanno i comodi loro, facendo passare delle leg...leggg...leggies mentre l'opinionista pubblico è distratto.
ma poi, questo opinionista pubblico, chi cavolo è?! perché mi viene il dubbio che stesse parlando di vespa. che pubblico è pubblico. o forse, quando uno se lo sono comprato, si dice privato?! opppporca miseria, cioè, non me lo ricordo mai! però sicuro che vespa le opinioni ce le ha. o almeno, vorrebbe far sì che noi le avessimo uguali a quelle che recita lui tipo disco rotto. tipo segretarìa telefonica. tipo marionetta. anzi, ecco chi mi ricorda: pari pari i pupi sicilani!
comunque, insomma, se persino l'opinionista pubblico che deve dirci cosa pensare sta in vacanza, che senso ha approvare delle leggies sulle quali nessuno ci dice cosa pensare?! o forse su queste leggigies non è necessario pensarci nulla, perché sono già tutte pensate abbastanza forte per tutti?!
ecco, dev'essere così.
perché, insomma, io a sophie glielo spiego continuamente: pensare, e nello specifico pensare a queste cose che pensa lei, le cose da comunista [che poi oggi non è che vadano granché di moda. non siamo mica negli anni settanta che dovevi mettere le zeppe e fare i collettivi a scuola, cioè! siamo negli anni duemili e la moda vuol far tornare gli ottanta, cioè, mica i settanta! allora, se mi devo mettere le giacche con le spalle imbottite, almeno fatemi parlare di nick kamen, scusa, mica di berlinguer!], pensare le cose da comunista, dicevo, fa un sacco male!
dovreste vederla, la mia povera sorella: ha delle rughe inguardabili in zona contorno occhi e bocca, oltre che sulla fronte. per questo, infatti, le ho consigliato di tenersi un po' lontana dal blog. perché lei dice che internet è un grande strumento, che ci si potrebbero fare grandi cose, che si può comunicare, ci si può informare, si possono vedere e mostrare cose che non avrebbero spazi su altri canali [credo parlasse di qualche gara di canottaggio. speriamo che ci siano dei bei figoni. tanto, su internet lo sappiamo che ci stanno solo maniaci, pornografia e sfigati! edddisciamoscelo, sù! non siamo pudìck...puddìng...pu...pu...pudorosi. ...che poi è estate, facccaldo, e uno sarebbe anche giustificato a emettere un po' di pudore, soprattutto dalle ascelle. ma vabbè. che schifo. deodoratevi!] e quindi pensa e ripensa a queste cose comuniste della mancanza di informazione, della censura, del conflitto di interessi.
povera sophie!
io le ho spiegato che, finché non ci toccano defilippi, costantino e daniele, dousons crick e i programmi per piangersi addosso e confessare le peggio infamate, che problema c'è?! e poi, dai, questi qua di sinistra che vorrebbero cancellare l'intrattenimento e le entreneuse dalla tv per riempirla solo di cultura [echeppallee!], informazione [maaaamma, cheppalle!] e altra roba comunista, sembra che non si accorgono che, oh, i telegiornali ci sono, eh! a' comunisti: e svegliatevi!
che mica è colpa nostra se voi con le vostre famiglie non mangiate all'ora giusta per vedere i telegiornali, eh! che, mettiamo, c'è il telegiornale all'una e voi mangiate alle due e poi dite: "c'è mancanza d'informazione in questo paese!", quando siete voi che basta che mangiate all'ora giusta, ecco! i soliti alternativi. i soliti comunisti che vogliono fare tutto a modo loro.
insomma, ecco, ho promesso a sophie che ogni tanto baderò anch'io al suo blog. almeno lei potrà continuare a guardare cose del passato [che tra parentesi non vanno per niente di moda] e a leggere libri che spiegano cose del passato, quindi cose vecchie. e continuare a invecchiare precocemente, ma almeno in solitudine, cacchiarola, dignitosamente, come si addice a un membro della famiglia cannella, eh! mica dire i fatti propri in piazza. le proprie fissazioni. le malattie. che poi la gente ti giudica e è un attimo, eh! coi tempi che corrono, poi!
che io mica sono scema e le so quelle cose delle purghe dei comunisti, ecco. e, insomma, dato che io e sophie dobbiamo condividere il bagno, non vorrei che facesse una pazzia e si trangugiasse un barattolo di purghe comuniste per la disperazione. ecco.
quindi stiamole tutti vicini. e diciamole sempre di sì.
poooovera sorella mia!
macché perfetta, perfetta:
così siam buoni tutti...!
se la Natura fosse l'esempio di perfezione che si dice,
allora qualcuno mi spiega
a che pro fornire i régazzini quelle voci insopportabili a millemila decibbbelz
e pure già attive dalle prime ore del mattino?!
[e che nessuno risponda cose tipo: "perché così mammà ce le sente che strrilano, le creature sue!"
pliiiiz.]
[a parte il militante,
che, poverastèlla,
sul tema può dire quel che gli pare!]